Mujica
chiede a Obama la libertà per i Cinque e lo vede maturo per un
cambiamento verso Cuba
Washington,
13 mag (Prensa Latina) Il presidente uruguaiano, Josè Mujica, ha
chiesto ieri al suo omologo statunitense, Barack Obama, che faccia
degli sforzi per la liberazione dei tre cubani del gruppo conosciuto
come i Cinque che continuano come prigionieri politici negli USA.
Mujica
ha affermato che lui spera che gli USA migliorino le loro relazioni
con paesi come Venezuela, Bolivia, Ecuador o Nicaragua, ma che non è
una sua missione personale nella riunione con Obama.
“Faccio quello che posso, io difendo tutti gli interessi del
gruppo al quale appartengo, mi hanno aperto una porta e tento di
entrare, ma non sono Dio. Sto tentando di fare diplomazia fino a dove
si può”, ha affermato.
Al principio della
riunione, Obama ha detto che Mujica “ha una straordinaria
credibilità in temi di democrazia e di diritti umani, dati i suoi
forti valori e la sua storia personale, ed è un leader in questi
temi in tutto l'emisfero.”
Durante la
conferenza stampa, il leader sud-americano ha inoltre affermato che
il governo di Obama riunisce le condizioni per iniziare un processo
di miglioramento nelle relazioni con Cuba.
Washington e L'Avana non hanno relazioni diplomatiche dal 1961,
mentre dieci amministrazioni nordamericane hanno mantenuto contro
l'isola un bloqueo economico, commerciale e finanziario rifiutato
dall'immensa maggioranza della comunità internazionale.
I governi latinoamericani hanno esortato l'amministrazione
democratica a risolvere la storica controversia con Cuba e sedersi al
tavolo delle negoziazioni senza imposizioni.
Il
presidente dell'Uruguay oggi nel pomeriggio avrà un incontro col
sottosegretario statunitense John Kerry, come parte della visita che
effettua a questo paese.
Previo al suo
incontro con Kerry, il mandatario disserterà sulla realtà economica
uruguaiana durante un incontro con dirigenti della Camera di
Commercio degli Stati Uniti e rappresentanti dell'istituzione For
American Progress.
Come parte dell'agenda per
questo martedì c’è anche un pranzo con autorità, congressisti,
magistrati ed ambasciatori, oltre ad una conferenza ad universitari
ed accademici.
Il mandatario uruguaiano ha
evitato di riferirsi alla legge uruguaiana che è entrata in vigore
questo mese e che legalizza la vendita di marijuana sotto la
supervisione dello Stato, una misura sulla quale parlerà giovedì
presso l'Organizzazione di Stati Americani (OSA).
Ig/lr
Presentano
in Francia un documentario sul caso dei lottatori cubani contro il
terrorismo
14
mag (Prensa Latina) "I Cinque: Obama e l'elezione
dell’ingiustizia" è il titolo di un documentario sul caso dei
lottatori cubani contro il terrorismo condannati negli Stati Uniti,
che è stato presentato presso la sede dell'organizzazione Francia
Cuba.
Prodotto
dall'associazione di solidarietà, con la regia del giornalista e
scrittore Hernando Calvo Ospina, i 12-minuti di video contengono
preziose testimonianze di personalità coinvolte nella lotta per la
loro liberazione.
"L'obiettivo è di sensibilizzare
il pubblico francese per l'ingiustizia che è stata commessa con
questi cubani, ed al tempo stesso lo traduciamo all’inglese, perché
riteniamo che la battaglia più importante per i Cinque è negli
Stati Uniti", ha detto il regista oggi a Prensa Latina.
Per
la realizzazione del documentario, Calvo Ospina ha intervistato
Ignacio Ramonet, ex direttore di Le Monde Diplomatique; al Vescovo
Jacques Gaillot; allo scrittore Maurice Lemoine, che ha scritto un
romanzo sull'argomento; nonché l'attivista Anny Arroyo ed al
musicista a Sergent García.
"E' chiaro che ci troviamo
davanti ad uno scandalo giudiziario internazionale, perché i
lottatori cubani contro il terrorismo hanno dedicato parte della sua
vita, con un enorme sacrificio, ad impedire gli attacchi contro il
suo paese e queste persone sono state arrestate negli Stati Uniti e
gli sono imposte severissime condannate," ha detto Ramonet.
Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero,
Fernando González e René González sono stati arrestati nel 1998 e
sottoposti ad un processo corrotto a Miami.
René e Fernando sono
già tornati nella patria, dopo compiere completamente le loro
condanne, ma gli altri tre rimangono nelle prigioni americane.
"Inizialmente l'idea del documentario era di
intervistare cinque personaggi francesi, legati alla lotta per la
liberazione di questi cubani, ma poi avevo capito che potevamo fare
di più", ha detto Calvo Ospina.
In una visita a L'Avana,
il regista è stato in grado di parlare anche con Rene e Fernando,
nonché con Adriana Pérez ed Elizabeth Palmeiro, moglie di Gerardo
Hernández e Ramón Labañino, rispettivamente.
"Credo
che questo documentario mette le persone a riflettere sul caso dei
lottatori cubani contro il terrorismo e l'ingiustizia che è stata
commessa contro di loro", ha detto Calvo Ospina.
Ha
aggiunto che la punizione contro i Cinque è una punizione ideologica
e politica contro Cuba.
Alla premiere del documentario hanno
partecipato membri del corpo diplomatico cubano accreditato nella
Francia, intellettuali e membri di gruppi di solidarietà.
Lsp/car

Chiamano
Obama ad un’azione coraggiosa per le relazioni con Cuba
I
leaders religiosi statunitensi hanno chiamato il presidente
Barack Obama a realizzare un’azione esecutiva coraggiosa per
migliorar le relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba.
Una
lettera indirizzata al presidente da vari leaders delle chiese
cristiane, evangeliche, dal Consiglio Nazionale delle Chiese degli
Stati Uniti, dalle chiese presbiteriane e altre congregazioni, lo
invita a stabilire conversazioni immediate e in buona fede con
Cuba.
Queste
discussioni devono considerare le preoccupazioni dei cubani sulla
politica di Washington, includendo la reclusione di tre membri
restanti dei Cinque Cubani ingiustamente condannati per aver cercato
d prevenire il terrorismo contro il loro paese.
Nel
carceri degli USA sono sempre rinchiusi Gerardo
Hernández,
Ramón Labañino e Antonio Guerrero, ingiustamente condannati per
aver cercato di prevenire le azioni di terrorismo contro l’Isola.
René
González e Fernando González, sono tornati a Cuba dopo aver
scontato totalmente le loro ingiuste condanne, dopo un processo
manipolato.
La
lettera sottolinea che programmi come il progetto ZunZuneo sono
inefficaci e sbagliati.
I
dirigenti delle chiese degli Stati Uniti hanno chiamato ad aprire un
dialogo ad alto livello per analizzare un’amplia gamma di temi,
includendo quello dei Cinque e di Alan Gross.
Inoltre
chiedono che si emettano licenze generali per permettere viaggi in
tutte le categorie, che si elimini Cuba dalla lista dei paesi
patrocinatori di terrorismo di Stato, un tema irritante e inutile in
una relazione già tesa che toglie ogni credibilità alla lista nel
suo insieme. ( Traduzione GM - Granma Int.)
Una immagine inserita da amministratore blog