venerdì 11 maggio 2018

Siempre con FIDEL - "Discorso pronunciato da Fidel all’ ONU il 22 ottobre 1995 nella solenne sessione commemorativa del cinquantenario

Signor Presidente
Signor Segretario Generale
Eccellenze

Mezzo secolo fa si costituirono le Nazioni Unite dopo una terribile guerra ,nella quale andarono perdute in media, ogni anno, nelle fasi più intense, 10 milioni di vite. Oggi, 20 milioni di uomini, donne e bambini muoiono ogni hanno di fame e di malattie curabili.

Alcuni popoli ricchi hanno prospettive di vita fino ad 80 anni. Altri raggiungono appena i 40.

Sono miliardi ai quali si tronca la vita. Fino a quando dovremo attendere perche cessi questa strage?
Ha avuto termine la guerra fredda, ma continua la corsa agli armamenti e si mantiene l’egemonismo militare e nucleare.

Fino a quando si dovrà attendere per la messa al bando totale di tutte le armi di sterminio di massa per il disarmo universale e l’eliminazione dell’uso della forza, della prepotenza e delle pressioni nelle relazioni internazionali?

L’anacronismo privilegio del veto e l’uso abusivo del Consiglio di Sicurezza da parte dei potenti che instaurano un nuovo colonialismo nelle stesse Nazioni Unite.
L’America Latina e l’Africa non hanno un solo membro permanente nel Consiglio di Sicurezza. L’India in Asia, con quasi un miliardo di abitanti non vanta responsabilità.

Fino a quando si dovrà attendere prima che divengano realtà la democratizzazione delle nazioni Unite, l’indipendenza e parità sovrana degli stati, il non intervento nei loro affari interni e la vera cooperazione internazionale???

discorso all'ONU
I prodigiosi avanzamenti della scienza e della tecnologia si moltiplicano giorno per giorno, ma i loro benefici non giungono alla maggioranza dell’umanità, rimangono fondamentalmente al servizio del consumismo irrazionale de dilapida risorse limitate e minaccia gravemente il pianeta.
Fino a quando si dovrà attendere perché si abbia razionalità, equità e giustizia nel mondo??

Si riducono i boschi, si avvelena l’aria, si inquinano i fiumi. Innumerevoli specie di piante e animali si estinguono, i terreni si impoveriscono, antiche e nuove epidemie si estendono mentre la popolazione cresce e si moltiplicano le legioni degli espropriati.

Le prossime generazioni raggiungeranno la terra promessa mezzo secolo fa??

Quante centinaia di milioni di persone sono già morte senza contemplarla??

Quante vittime dell’oppressione e del blocco, della povertà, della fame, e della insularità ?

Quanti ancora dovranno cadere?

Vogliamo un Mondo
Senza egemonismo,
Senza armi nucleari,
Senza interventismi,
Senza razzismo,
Senza odi nazionali o religiosi,
Senza oltraggi alla sovranità di nessun paese, con il rispetto dell’indipendenza e dell’autodeterminazione dei popoli,
Senza modelli universali che non tengano in considerazione le tradizioni e la cultura di tutte le componenti dell’umanità, 
Senza crudeli embarghi che uccidono uomini donne e bambini, giovani e anziani come silenziose bombe atomiche.

Vogliamo un mondo di pace, giustizia e dignità in cui tutti, senza alcuna eccezione abbiano diritto al benessere e alla vita.
Quadro esposto nel salone ICAP  di Santa Clara 
AP Santa Clara

martedì 8 maggio 2018

NO AL GIRO D'ITALIA SPORCO DI SANGUE! NO ALL’APARTHEID! L’Umbria di pace:NO al complice silenzio sul genocidio dei Palestinesi



Riceviamo dal Comitato BDS Umbria e diffondiamo :

Anche nella nostra Regione, come altrove in Italia, nasce un Comitato in appoggio alla campagna mondiale "Giro d'Italia, non pedalare per i crimini israeliani, CAMBIA GIRO!", indetta da BDS-Italia, movimento nato nel 2005 da un appello della società civile palestinese per Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro lo Stato di Israele finché non cesseranno l'occupazione e l'apartheid contro il popolo palestinese. 
Quest'anno il Giro d'Italia è partito il 4 maggio da Gerusalemme, con 3 tappe sui territori palestinesi occupati da Israele, che dalla sua nascita, ha violato ben 73 Risoluzioni dell'ONU, e che in questi giorni sta continuando ad uccidere (dal 30 marzo si contano 49 morti e 6793 feriti, dei quali circa la metà colpiti alle ginocchia da “strani” proiettili che causano infezioni, paralisi e amputazioni).
Non stupisce, conosciamo ormai la tattica politica di Israele che, al fine di contrastare il successo delle campagne del BDS (una lotta pacifica, di boicottaggio, che già riuscì a vincere contro il Sudafrica dell’apartheid),si mostra internazionalmente iperattivo nel cogliere ogni opportunità -nelle arti, nelle università, nello sport, ecc.- per mostrare la pretesa normalità di un “volto umano” e conquistarsi legittimità e consenso, arrivando poi addirittura a piangersi vittima della resistenza palestinese all’occupazione e alla repressione.
Stupisce invece il Giro d'Italia che, grazie ai 12 milioni di euro ricevuti da Israele, è passato a fianco dei muri dell’apartheid e addirittura simpaticamente ha attraversato un chek-point, è passato a fianco di un popolo cui non si permette di esercitare nemmeno il diritto umano allo sport… senza accorgersene!
Il Giro d'Italia transita nella nostra Regione mentre in Palestina si ricorda la NAKBA, la "catastrofe", quando 700.000 palestinesi furono cacciati dalle proprie case e terre e trasformati in profughi, nel biennio 1948–1949. E mentre al-Dali, ciclista della Federazione Palestinese di Ciclismo, designato a gareggiare nei Giochi Asiatici 2018 in Indonesia, ha dovuto subire l’amputazione di una gamba in seguito ad un proiettile esplodente sparato dai cecchini israeliani al confine con Gaza, la stessa sorte subita da altri 5 atleti.
Aggrediti da un sistematico piano di pulizia etnica i Palestinesi non rinunciano.

Noi vogliamo essere con loro, con chi non si è arreso.
Noi non vogliamo essere complicidi un genocidio.
Noi SIAMO GLI UMBRI della VERA PACE e dei DIRITTI.

Invitiamo i cittadini, le organizzazioni e associazioni ad aderire al Comitato e a partecipare al prossimo incontro mercoledì 9 maggio h 20,in Via Della Tornetta 7 (Porta Santa Susanna),Perugia(nei pressi del parcheggio Pellini).


Comitato BDS-Umbria 
per info e/o adesioni: comitatobdsumbria@gmail.com

Potete mettere il vostro mi piace sulla pagina : Comitato BDS Umbria

mercoledì 11 aprile 2018

Chi saranno le figure delle provocazioni contro #Cuba e #Venezuela nel Vertice di Lima?



martes, 10 de abril de 2018

Come nei Vertici delle Americhe passati, fondamentalmente il VII Vertice a Panama, i nemici di Cuba, Venezuela ed altre nazioni progressiste si sono preparati per montare i loro circoli mediatici per attaccare i processi rivoluzionari di queste nazioni. Un gran spiegamento di mercenari salariati è stato trattato e modellato affinché compiano tali finalità nell'attuale VIII Vertice delle Americhe a Lima.
Per loro -(realizzare eventi per distorcere la realtà di quei paesi in materia di democrazia e diritti umani, creare atti di provocazione e vendere una falsa e ulteriore vittimizzazione, oltre a manipolare sfacciatamente l'opinione pubblica)- sono stati reclutati decine di mercenari della controrivoluzione interna e sono stati coinvolti tradizionali gruppi anticubani residenti in Florida, particolarmente a Miami.)
Cuba, come suo diritto legittimo ha limitato l'uscita di vari controrivoluzionari sui quali pesano distinti reati che attentano contro le sue istituzioni. In modo tale che degli iniziali 28 invitati all'evento :- Yusmila Reyna Ferrer, Fernando Edgardo Palacio Mogar, Navid Fernández Cabrera, Guillermo Fariñas Hernández, Boris González Arenas, Claudio Fuentes Madan, Alexei Gamez Alonso, Rolando Rodríguez Lobaina, Egberto Ángel Escobedo Morales, Cristina Rodríguez Penton, Antonio Rodiles, Elizardo Sánchez, Henry Constantin Ferreiro, Erick Álvarez Gil, Camilo Ernesto Oliveira, Roberto de Jesús Guerra Pérez, Acelia Carvajal Montaine, Juan del Pilar Goberna Hernández, Magalys Norbis Otero Suárez, Nelson Manuel Álvarez Matute, Ángel Hurtado Porro, Berta Soler, Tairhit Rivero Álvarez, Sandra Margarita Borges García, Eroisis González Suárez, Zuleidys Lisbet Pérez Velázquez, José Daniel Ferrer y Manuel Silvestre Cuesta Morúa – molti di essi hanno visto frustrata la loro partecipazione in questi piani. Le autorità cubane hanno proibito l'uscita per diverse ragioni a Yusniel Pupo Carralero, Sandra Haces Ramos, Adonis Milán, Gorki Águila, Jorge Enrique Rodríguez, Carlos Amel Oliva, Katerine Mojena, Eroises González, María Elena Mir Marrero, Niober García Founier, Martha Beatriz Roque Cabello, Benito Fojaco Iser, Sissi Abascal Zamora, Ileana Álvarez, Eglits Guilarte Aranda, Pedro Manuel González Reinoso, Leodán Suárez Quiñones y Yunior Puentes Beruvides. Molti di loro parteciperebbero ad altri eventi da tenersi contro Cuba  nelle ultime settimane, benché si sappia che alcuni di questi si incorporerebbero al Vertice di Lima e ad un evento organizzato contro Cuba e Venezuela nel Congresso argentino per questa stessa data e parallela al grande evento. In questo modo ( unendosi ai tradizionali gruppi di provocatori dei gruppuscoli anti-cubani di Miami, come la Direzione Democratica, Mar por Cuba, la Brigata 2506 e altri ) parteciperanno probabilmente ai fori del Vertice quei mercenari che si trovavano in viaggio o risiedono all’estero, tra loro : Rosa María Payá, Mario Félix Lleonart, Yoaxis Marcheco, Ailer M González Mena, Guillermo Fariñas, Eliecer Ávila, Tania Brugueras, Dagoberto Valdés, Reynaldo Escobar, Yoani Sánchez, Luis Cino, Manuel Cuesta Morúa, Yusmila Reyna Ferrera, Alain Puentes Batista y Miguel Coyula. Ognuno di loro ha la sua missione specifica per provocare e diffondere il messaggio controrivoluzionario nel Vertice di Lima.
Nel frattempo, in Argentina, si preparano principalmente eventi diretti nel Congresso contro Venezuela e Cuba, nel quale hanno voce tonante i deputati della destra, così come piccoli personaggi tipo Micaela Hierro Dori, Guadalupe Neme y Elisa Trotta Gamus. Alcune di queste entità vogliono fare il proprio circo anti-bolivariano a Buenos Aires e, presumibilmente, alcuni di loro marceranno a Lima.. Queste sono le figure del circo che pensano di cavalcare Washington e la destra latinoamericana nei prossimi giorni, Logicamente riceveranno la contundente risposta dei nostri delegati ed amici di Cuba e Venezuela.


tratto da :





lunedì 9 aprile 2018

Prove confermano che la #NED finanzia e orienta la sovverzione in #Cuba/ Pruebas confirman que la NED financia y orienta la subversión en Cuba.


La National Endowment for Democracy (NED), sempre è stata al centro nell’organizzare , dirigere, e finanziare y la sovverzione contro le istituzioni  di  Cuba. Imagen: Internet


Percy Alvarado

Nelle mie mani sono arrivati 2 documenti che, no per vecchi, tengono la capacità di dimostrare come National Endowment for Democracy (NED) ,(ente che serve da monitor al governo USA) sempre è stato coinvolto  a organizzare, dirigere, finanziare la sovversione contro le istituzioni di Cuba. Negli stessi è compreso il Centro di investigazione  abilitazione di imprenditori sociali (CISES), guidato dall’argentina Micaela Hierro Dori, e il suo beneficiario conosciuto come Rete Latinoamericana di giovani per la Democrazia in Cuba-Tavolo di Dialogo.
Entrambi i documenti dimostrano le finalità del NED, propiziare la ricezione di giovani cubani per realizzare attività sovversive coinvolgere diversi settori giovanili in altre nazioni latinoamericane, particolarmente in Argentina, Cile, Ecuador, Salvador, Messico, Venezuela e Uruguay tra gli altri.

 Il CICES si incaricherà di tracciare strategie dei piani destabilizzatori e della formazione dei controrivoluzionari interni. Miravano di includere nei loro piani fino a 200 giovani nell'Isola.


Il primo documento è l'accordo tra la NED ed il CISES 2013-222 gestito per i funzionari della NED Aimel Ríos Wong, Claire Selsky e Silvia Vest, e Micaela Dori per il CICES,
Benché la cifra del finanziamento per il periodo 01-02-2013 al 31-01-2014 sia di 58,576, altri elementi provenienti da altri enti USA si sono aggiunti a tale impegno.
L’altro documento che coinvolge il NED ed il CISES rispetto alla Rete Latinoamericana di giovani per la Democrazia in Cuba-Tavolo di Dialogo riguarda il periodo tra il 1 febbraio del 2014 fino al 31 gennaio 2015.
Per richiedere nuovi finanziamenti il CISES, giustifica il suo sollecito nel seguente modo: "Il fine del progetto è rafforzare il dialogo e la leadership giovanile per spingere il processo di democratizzazione a Cuba e il suo inserimento nella comunità internazionale basato sui valori democratici, il libero mercato e il rispetto dei diritti umani. Il proposito è dare impulso a un Tavolo de Dialogo della gioventù cubana, appoggiando specialmente i giovani leaders di Juventud Activa Cuba Unida (JACU), Movimiento Cristiano de Liberación (MCL), Unión Patriótica de Cuba (UNPACU), y Movimiento Cubano de Jóvenes por la Democracia (MCJD) e altri giovani di distinti gruppi della società civile e partiti politici.
Perciò, da una parte, si continuerà con le attività sviluppate dai membri della Rete Latinoamericana di Giovani per la Democrazia in Cuba predisposta nel 2013, che si vedrà ampliata e fortificata durante l'anno 2014. I giovani di 9 paesi della regione (Argentina) Cile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Messico, Panama, Venezuela ed Uruguay, organizzeranno eventi in università , con organizzazioni sociali di giovani e gioventù di partiti politici per informare e diffondere la realtà di Cuba e collegarli con i giovani cubani. In secondo luogo, si permetterà ai giovani integranti del Tavolo di Dialogo di Gioventù Cubana di essere invitati in distinti Paisi della regione perché questi organizzino al loro ritorno attività con i giovani di almeno dodici province di Cuba.

In questo caso si stimano come beneficiari diretti a 50 giovani cubani e 150 come beneficiari indiretti.

Questi piani hanno contato sull'appoggio diretto di CADAL, OEA, l'Organizzazione Ibero-americana di Gioventù,( OIJ), o YABT, la Fundación Konrad Adenauer, la gioventù del partito messicano PAN, i partiti Bianco e Colorado dell'Uruguay, il Partito Democratico Cristiano del Cile e le università Cattoliche del Cile e Valparaíso, i venezuelani COPEI, Forza Giovane, Università Centrale del Venezuela e Prima Giustizia, come la salvadoregna CREO. Si aggiungono anche le argentine Giovani PRO e la Fondazione Pensare, varie organizzazioni colombiane, così come Sumate Panama e la rete Alumni dell'Università di Georgetow.

I coinvolti direttamente in questi piani sono stati gli argentini Gabriel
Salvia y Micaela Hierro Dori, i venezuelani Nazly Escalona y Nicolás Cárdenas, il cileno Francisco Jería, la colombiana Diana Pérez Baron, l’ ecuatoriano Julio Clavijo, la salvadoregna Cristina López, la messicana Alma Delia Ramírez Sabat, il panamense Raúl Rivera, l’ uruguaiano Nicolás Albertoni Gómez, così come altri aderenti: Federico Morales, Georgina Paulino, Mariangeles Maldonado, Francisco Quintana (Argentina); Diego Calderón Gajardo, José Antonio Rosas y Raúl Morales (Cile); Juan Sebastián Gómez, Rocío Arango y Alejandro Guerrero (Colombia); Andrés Arenas (Ecuador); Ricardo Avelar, Luis Artiga y Julio Velázquez (El Salvador); Alberto Gutiérrez y Juan Carlos Modragón (México), Paola Gómez y Gerardo Arias (Panamá); Carlos Scull e Isabella Comas (Venezuela); gli uruguaiani Felipe Algorta, Santiago Estévez, Christian Núñez, Diego Echeverría y Martín Elgue.

L'appoggio alla controrivoluzione cubana interna prevedeva un forte lavoro nelle reti sociali, invio di cellulari, ricariche telefoniche ed altri aiuti.
Chi ha dubbi sul fatto che questi stessi piani siano stati inventati., questa volta con la preminenza di Rosa María Payá, Luis Almagro e Marco Rubio , può gestire la storia di quello che oggi è la JuventudLAC e di come il NED e la destra latinoamericana sono coinvolti nel sostenere la sovversione contro Cuba.  

Original:


A mis manos han llegado dos documentos que, no por viejos, tienen el valor de demostrar cómo la National Endowment for Democracy (NED) –ente que sirve de pantalla al gobierno de Estados Unidos– siempre ha estado involucrada en organizar, dirigir y financiar la subversión contra la institucionalidad en Cuba.
En los mismos están involucrados el Centro de Investigación y Capacitación de Emprendedores Sociales (CISES), dirigido por la argentina Micaela Hierro Dori y su beneficiario conocido como Red Latinoamericana de jóvenes por la Democracia en Cuba-Mesa de Diálogo.
Ambos documentos demuestran que la finalidad de la NED y sus engendros es propiciar la captación de jóvenes cubanos para realizar actividades subversivas e involucrar a diversos sectores juveniles en otras naciones latinoamericanas, particularmente en Argentina, Chile, Ecuador, El Salvador, México, Venezuela y Uruguay, entre otros.
El CICES se encargará de trazar estrategias de los planes desestabilizadores y de la capacitación de los contrarrevolucionarios internos. Pretendían incluir en sus planes hasta 200 jóvenes en la Isla.

El primero de ellos es el acuerdo entre la NED y el CISES 2013-222 –gestionado por los funcionarios de la NED Aimel Ríos Wong, Claire Selsky y Silvia Vest, por la NED, y por la Mica Dori por el CICES–. Aunque la cifra de la financiación para el período 01-02-2013 al 31-01-2014 es de 58,576, otras partidas provenientes de otros entes USA se han sumado a este empeño.
El otro documento que involucra a la NED y al CISES con respecto a la Red Latinoamericana de jóvenes por la Democracia en Cuba-Mesa de Diálogo abarca el período entre el 1 de febrero del 2014 hasta el 31 de enero del 2015. Para solicitar nuevos financiamientos el CISES, justifica su solicitud de la siguiente forma:
“El fin del proyecto es fortalecer el diálogo y el liderazgo juvenil para impulsar el proceso de democratización de Cuba y su inserción a la comunidad internacional basado en los valores democráticos, de libertad de mercado y el respeto de los derechos humanos. El propósito es impulsar una Mesa de Dialogo de Juventud Cubana, apoyando especialmente a jóvenes líderes de Juventud Activa Cuba Unida (JACU), Movimiento Cristiano de Liberación (MCL), Unión Patriótica de Cuba (UNPACU), y Movimiento Cubano de Jóvenes por la Democracia (MCJD) entre otros jóvenes de distintos grupos de la sociedad civil y partidos politicos. Para ello, por un lado, se continuara con las actividades desarrolladas por los miembros de la Red Latinoamericana de Jóvenes por la Democracia en Cuba conformada en 2013, que se verá ampliada y fortalecida durante el año 2014. Los jóvenes de 9 países de la región (Argentina, Chile, Colombia, Ecuador, El Salvador, México, Panamá, Venezuela y Uruguay) organizaran eventos en universidades y con organizaciones sociales de jóvenes y la juventud de partidos politicos para concientizar y difundir la realidad de Cuba y vincularlos con los jóvenes cubanos. En segundo lugar, se capacitará a jóvenes integrantes de la Mesa de Dialogo de Juventud Cubana invitándolos a los distintos países de la región para que estos organicen luego a su regreso actividades con jóvenes de al menos doce provincias de Cuba.”
En este caso estiman como beneficiarios directos a 50 jóvenes cubanos y a 150 como beneficiarios indirectos.

Estos planes han contado con el apoyo directo de CADAL, OEA, la Organización Iberoamericana de Juventud (OIJ) o YABT, la Fundación Konrad Adenauer, la juventud del partido mexicano PAN, los partidos Blanco y Colorado de Uruguay, el Partido Demócrata Cristiano de Chile y la universidades Católicas de Chile y Valparaíso, los venezolanos COPEI, Fuerza Joven, Universidad Central de Venezuela y Primero Justicia, así como la salvadoreña CREO. Se suman también las argentinas Jóvenes PRO y la Fundación Pensar, varias organizaciones colombianas, así como Súmate Panamá y la red Alumni de la Universidad de Georgetown.
Los involucrados directos en estos planes han sido los argentinos Gabriel Salvia y Micaela Hierro Dori, los venezolana Nazly Escalona y Nicolás Cárdenas, el chileno Francisco Jería, la colombiana Diana Pérez Baron, el ecuatoriano Julio Clavijo, la salvadoreña Cristina López, la mexicana Alma Delia Ramírez Sabat, el panameño Raúl Rivera, el uruguayo Nicolás Albertoni Gómez, así como otros adherentes: Federico Morales, Georgina Paulino, Mariangeles Maldonado, Francisco Quintana (Argentina); Diego Calderón Gajardo, José Antonio Rosas y Raúl Morales (Chile); Juan Sebastián Gómez, Rocío Arango y Alejandro Guerrero (Colombia); Andrés Arenas (Ecuador); Ricardo Avelar, Luis Artiga y Julio Velázquez (El Salvador); Alberto Gutiérrez y Juan Carlos Modragón (México), Paola Gómez y Gerardo Arias (Panamá); Carlos Scull e Isabella Comas (Venezuela); y los uruguayos Felipe Algorta, Santiago Estévez, Christian Núñez, Diego Echeverría y Martín Elgue.
El apoyo a la contrarrevolución cubana interna preveía un fuerte trabajo en las redes sociales, envío de celulares, recargas telefónicas y otras ayudas.
Quien tenga dudas de que estos mismos planes se han estado gestando, esta vez con el protagonismo de Rosa María Payá, Luis Almagro y Marco Rubio, puede manejar estos antecedentes  de lo que es hoy la JuventudLAC y cómo la NED y la derecha Latinoamericana están implicados en el apoyo a la subversión contra Cuba.
Tratto da:


sabato 17 marzo 2018

¿EE.UU. deja de promover la democracia de subvertir países? - USA, lascia di promuovere la democrazia di sovvertire paesi? [+ video]


El Gobierno de Trump reduce el presupuesto de la NED a menos de la mitad. Para hablar más de las prioridades internacionales de la Casa Blanca, la periodista Eva Golinger entrevistó el guatemalteco Percy Alvarado Godoy, analista internacional y ex miembro de la contrainteligencia de Cuba.

Los cambios de la política exterior de Donald Trump y la reducción del presupuesto para la NED y la USAID continúan con el interés del subvertir gobiernos que no les son afines, a lo largo del mundo en particular en América Latina.

Se conoce, explicó Alvarado Godoy, que para el presupuesto en el año fiscal 2019, Estados Unidos ha dedicado grandes sumas para fortalecer la capacidad ofensiva y defensiva de ese país, e indudablemente muchas partidas secretas, serán destinadas a realizar otras actividades desestabilizadoras tanto en Cuba como en Venezuela.

Para el analista,  no se trata una estrategia militar más convencional, a pesar del presupuesto para guerra y labores de inteligencia,  en lugar del poder suave, sino de una combinación de ambas en el caso de Cuba.

Se sabe, dijo que EEUU va a mantener el financiamiento hacia una serie de grupúsculos contrarrevolucionarios con la fachada de mantener la democracia y el logro de actividades constitucionales, pero también están utilizando programas subversivos peligrosos.

“Para nadie es desconocido, argumentó el analista,  que Marco Rubio ha sostenido en las últimas semanas encuentros con terroristas connotados”, afirmó el experto.

A la pregunta de cómo deberían reaccionar los países cuya soberanía ha sido violada por la NED y la USAID, si deberían estar más alertas o el gobierno de Trump cumplirá su palabra de no intervenir en los asuntos de países como Cuba y Venezuela, Alvarado Godoy respondió que Trump obedece a los intereses del “estado profundo norteamericano”, de las grandes empresas y la derecha tradicional. De hecho, sí va a mantener la política de confrontación y hostilidad.

No podemos confiarnos como naciones, dijo. Debemos mantener una alerta permanente, no solo a los planes de subvertir el orden constitucional, sino también ser previsores ante las amenazas de planes de  invasiones corte violento, como pudieran ser invasiones o creer conflictos entre naciones, para promover un clima de inestabilidad y promoción de la guerra, sentenció.

"Encrucijada ante los cambios". Riassunto del  Programma  di RT “Dentro la notizia dell’avvocata e scrittice Eva Golinger







Il Governo di Trump riduce il presupposto della NED a meno della metà. Per parlare di più delle priorità internazionali della Casa Bianca, la giornalista Eva Golinger ha intervistato il guatemalteco Percy Alvarado Godoy, analista internazionale ed ex membro della contrainteligencia di Cuba.

I cambiamenti della politica estera di Donald Trump e la riduzione del presupposto per la NED e l'USAID continuano con l'interesse del sovvertire governi del Mondo che non gli sono affini, in particolare in America Latina.

Si conosce, ha spiegato Alvarado Godoy, che per il presupposto nell'anno fiscale 2019 gli Stati Uniti hanno dedicato grandi somme per rafforzare la capacità offensiva e difensiva del paese, ed indubbiamente molte partite segrete, saranno destinate a realizzare altre attività destabilizzatrici tanto in Cuba come in Venezuela.

Per l'analista, non si tratta strategia militare più convenzionale, nonostante il presupposto per guerra e lavori di intelligencia, al posto del potere soave, bensì di una combinazione di entrambe nel caso di Cuba. Si sa, dice che gli USA mantengono il finanziamento verso una serie di gruppuscoli controrivoluzionari con la facciata di mantenere la democrazia ed il conseguimento di attività costituzionali, ma stanno utilizzando anche programmi sovversivi pericolosi.

"Per nessuno è ignorato, ha argomentato l'analista, che Marco Rubio nelle ultime settimane ha avuto incontri con terroristi connotati".

Alla domanda di come dovrebbero reagire i paesi la cui sovranità è stata violata dalla NED come dall’USAID, si dovrebbero stare più in allerta o il governo di Trump compierà la sua parola [….], Alvarado Godoy ha risposto che Trump ubbidisce agli interessi dello "Stato profondo nordamericano", delle grandi imprese e della destra tradizionale. Di fatto, va a mantenere la politica di confronto ed ostilità.
Non possiamo fidarci come nazioni, ha detto. Dobbiamo mantenere un'allerta permanente, non solo ai piani per sovvertire l'ordine costituzionale, ma anche essere previdenti davanti alle minacce di piani di invasioni di taglio violento, come potessero essere invasioni o credere conflitti tra nazioni, per promuovere un clima di instabilità e promozione della guerra, sentenziò.


Percy Francisco Alvarado Godoy. Rivoluzionario di origine guatemalteca che come agente della Sicurezza Cubana si infiltrò nella Fondazione Nazionale Cubano Americana, per prevenire a Cuba i suoi piani per azioni terroristiche. Nacque in Guatemala, il 18 Luglio di1949. I suoi genitori, Carlos Conrado di Jesús Alvarado Marín e Martora Alicia Godoy Muñoz gli infusero gli ideali rivoluzionari per i quali egli ha lottato tutta la sua vita. Si racconta che nei giorni di Girón, sua madre infiammata sparò con una rivoltella calibro 38 contro gli aeroplani che attaccavano . Suo padre si integrò alle Milizie Nazionali Rivoluzionarie e dopo fece parte dell'Intelligenza Cubana, dove ha compiuto  alcune missioni col pseudonimo di "Mercy." Più avanti Percy Francisco suo figlio continuò con questo nobile compito.

giovedì 15 febbraio 2018

Stella Calloni: "Esiste un progetto di ricolonizzazione regionale in America Latina" (Prima parte)


Dopo il "decennio d'oro" dei governi progressisti che per la prima volta hanno attuato forti politiche sociali e lavorato per l'unità latinoamericana, il ritorno al potere della destra in Argentina e Brasile è segnato dallo smantellamento dei servizi pubblici e da una brutale repressione che ricorda gli anni bui della dittatura nel 1970. Secondo Stella Calloni, esperta di storia delle relazioni tra i paesi americani del cono del sud e gli Stati Uniti, è tutt'altro che una coincidenza: alle dittature segnate dalla dottrina della "sicurezza nazionale" made in USA, sono seguite "democrazie per la sicurezza nazionale". L'anno 2018 offre una prospettiva decisiva, con elezioni in paesi strategici come Messico, Colombia, Venezuela, Brasile o Paraguay. È giunto il momento per i popoli della nostra America?

Sono appena volti al termine i primi due anni del governo Macri. Qual è la tua valutazione di questo periodo?

Dal 10 dicembre 2015, momento in cui Macri venne eletto, si insedia un governo il cui presidente e ministri fanno tutti parte di organizzazioni statunitensi, come la Heritage Foundation, la National Endowment for Democracy (NED) e altre. Gli Stati Uniti hanno creato questi organismi come manifestazione del "volto sociale della CIA". Vuol dire che svolgono presso le ambasciate un lavoro che precedentemente conduceva la CIA e per questo ricevono denaro da organizzazioni governative in tutto il paese.

Considero questo governo illegittimo fin dall'inizio, da quando è entrato in carica. Per la prima volta nella storia dell'Argentina, abbiamo un presidente che arriva al potere mentre sono in corso due processi contro di lui: fatto incostituzionale. Un capo d'accusa riguarda le intercettazioni illegali quando era a capo del governo della città di Buenos Aires e aveva praticato lo spionaggio di sindacalisti, delle loro famiglie e delle organizzazioni, ecc. Questo spionaggio fu scoperto, e il processo relativo è ancora aperto. L'altro capo d'accusa è stato aperto perché a capo del governo, ha incaricato gruppi di civili di attaccare con estrema violenza alcune famiglie di Buenos Aires.

D'altra parte, va ricordato che prima delle elezioni si è aperto un acceso dibattito che risale al precedente governo di Cristina Fernández Kirchner sui fondi "avvoltoio". Si tratta di forme speculative del tutto illegali e praticate drammaticamente in molti paesi dell'America Latina.

Di conseguenza, la presidente Kirchner aveva lanciato iniziative con organizzazioni mondiali, c'era un rifiuto generale e stava vincendo la battaglia contro i fondi avvoltoio, quando uno dei dirigenti di questi fondi, Paul Singer, ha ammesso pubblicamente di aver creato una task force in Argentina nel 2010-2011, che rispondeva a un'altra task force basata a Washington...

... quale era lo scopo?

Lavorare al rovesciamento di Cristina Kirchner, attraverso le elezioni o in altro modo. Vi hanno lavorato l'attuale ministro della sicurezza, Patricia Bullrich, l'attuale capo dell'ufficio anti-corruzione di Macri, lo stesso presidente Macri e la fondazione che dirigeva, che dipendeva dall'Heritage Foundation stntunitense... Tutte queste persone ricevevano apertamente denaro da un fondo avvoltoio di Paul Singer per influenzare le elezioni.

Il popolo argentino non si è reso conto del pericolo che lo attendeva?

La dinamica era così veloce da richiedere la consapevolezza di quale tipo di governo stesse arrivando al potere. Immediatamente, la prima cosa che questo governo ha distrutto dopo solo dieci giorni di governo è stata la legge sui media. L'amministrazione Kirchner era riuscita a farla adottare al congresso in modo democratico. Questa legge per cancellare i monopoli dei media era stata studiata per anni da accademici, associazioni e sindacati. Bene, subito dopo essere stato incaricato, il neo presidente  Macri ha sferrato uno dei suoi colpi contro questa legge.

Quindi Macri ha iniziato a utilizzare i decreti di necessità e urgenza per distruggere un certo numero di organizzazioni che funzionavano in modo democratico. Ha nominato due giudici presso la Corte suprema, che ora dipende interamente dal governo. Ha iniziato a smantellare un certo numero di organizzazioni emerse nel precedente governo per combattere l'ineguaglianza sociale.

Tutto ciò è stato distrutto per attuare riforme di aggiustamento. Tutte le leggi adottate dal Congresso per la difesa dei diritti sociali, sono state sottoposte al veto da questo governo.

Dall'inizio del mandato Macrì, abbiamo assistito solo a uno spirito di vendetta, appropriazione della giustizia, corruzione spinta al massimo per controllare il Congresso. Questo governo controlla il 98% della stampa. Come si può immaginare, siamo in una situazione piuttosto complessa.

Queste riforme di aggiustamento sono state successivamente approvate, così come il progetto di riforma della previdenza, che non è altro che una spudorata rapina ai danni dei pensionati del paese e dei beneficiari di prestazioni sociali (per l'infanzia e altre questioni sociali su larga scala).

Come ha reagito Macrì al malcontento sociale?

Questi due anni di governo Macrì hanno visto l'applicazione di un modello di militarizzazione a livello degli organi di sicurezza come la polizia, la prefettura, la polizia federale e provinciale, la polizia della città di Buenos Aires. Quest'ultima riceve consigli e istruzioni sia dagli Stati Uniti che da Israele che la addestrano nei territori palestinesi occupati.

Questa militarizzazione del paese ci consente di comprendere la repressione brutale di cui siamo stati testimoni lo scorso dicembre, che è il risultato di un'azione coordinata di queste forze di sicurezza, tutte dotate di attrezzature all'avanguardia il cui costo ammonta a diversi milioni di dollari. Non si tratta solo di attrezzature... ci sono anche camion, nuove armi per reprimere le proteste sociali.

L'anno 2017 si è concluso con 2 morti e numerosi mapuches scomparsi nella Patagonia nativa, molti feriti, incarcerazioni... Tutto questo nel contesto di una repressione che riguarda l'intero paese. Non solo contro Buenos Aires, come abbiamo visto.

Una tale situazione non si era mai vista nel paese, vale a dire un Congresso circondato e militarizzato mentre una legge si appresta a essere votata. Più di 2.000 uomini delle forze armate sono stati schierati per fronteggiare le proteste pacifiche.

È curioso che questi governi latinoamericani di destra siano presentati come "democratici"...

Penso che alle dittature di sicurezza nazionale degli anni '70 siano seguite dalle odierne democrazie di sicurezza nazionale guidate dagli Stati Uniti. Il miglior esempio è la Colombia, dove il governo ha ratificato un accordo di pace, mentre i paramilitari sono ancora presenti, così come le basi militari statunitensi. In un paese che ha vissuto l'estrema violenza, è impossibile firmare un accordo di pace per riconquistare la sovranità se sette basi statunitensi sono ancora sul terreno del paese. Una sola base americana in uno dei nostri paesi e tutta la nostra sovranità nazionale è in pericolo.

Attualmente in America Latina, una guerra controinsurrezionale è stata intrapresa dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Quello che abbiamo in Argentina non è una democrazia. Questo è ciò che chiamo una democrazia per la sicurezza nazionale. In altre parole, una dittatura nascosta. Il Congresso, così come le dimostrazioni e la volontà popolare, non hanno valore. Questo governo è stato eletto su un programma di povertà zero, affermando che nulla che fosse a favore del popolo sarebbe cambiato... Sta facendo esattamente l'opposto.

Ha tradito il suo programma. Pertanto, dobbiamo imporre rapidamente in tutta l'America, che un governo che viene eletto attraverso un programma per il quale il popolo ha votato, ma che non solo lo calpesta assolutamente, ma finisce per sopprimere e terrorizzare la sua popolazione ... questo governo deve smettere di qualificarsi come "democratico".

Tuttavia, l'Argentina e altri paesi della Nostra America hanno già attraversato questo periodo di restrizioni imposte dal FMI, con i governi che obbediscono agli interessi stranieri e non nazionali...

Quello che sta accadendo in America Latina in questo momento è un progetto geostrategico di ricolonizzazione regionale. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di dover controllare l'intera area perché significherebbe avere il controllo su tutte le risorse in quest'area, che sono inestimabili. La guerra che stanno conducendo contro il Venezuela è tipica di una guerra contro insurrezionale, con una guerra psicologica, una guerra di quarta generazione ... Lo stesso vale per la guerra che stanno conducendo in Brasile, dove hanno installato una dittatura.

Ricordiamo che durante questo periodo in cui l'America Latina si stava unificando, aveva raggiunto il massimo grado di unità con la costituzione della Comunità degli Stati dell'America latina e dei Caraibi (CELAC), con il Mercato comune meridionale (MERCOSUR) e l'Unione delle nazioni sudamericane (UNASUR). Per la prima volta nella storia della regione, tutto questo si sarebbe potuto concretizzare alla fine del 2011 con CELAC.

Di fronte a tutti questi successi, gli Stati Uniti si stanno attivando rapidamente nella regione, non a con di una sorta di guerra coloniale, come la tragedia che stanno vivendo i paesi del Medio Oriente, ma nel tentativo di farla accadere con altri mezzi. Da un lato c'è stata una totale manipolazione della giustizia, dal momento che hanno iniziato a infiltrarsi nelle strutture giudiziarie di tutti i nostri paesi. D'altra parte, hanno il controllo sui parlamenti attraverso la corruzione.

Oggi in Honduras abbiamo una dittatura* che ha mantenuto una continuità. Nello stesso modo in cui hanno fomentato il colpo di stato nel 2009 contro Zelaya in Honduras, hanno organizzato un colpo di stato contro Fernando Lugo in Paraguay nel 2012. Quindi, ora abbiamo questi governi in cui la dittatura conosce continuità.

Prima parte dell'intervista con Stella Calloni (segue)
Tradotto dallo spagnolo da Rémi Gromelle.
Fonte: The Journal of Notre America, gennaio 2018

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Prima parte dell'intervista con Stella Calloni (segue)

Tradotto dallo spagnolo da Rémi Gromelle.


Fonte: The Journal of Notre America, gennaio 2018





immagine inserite da responsabile blog.


lunedì 12 febbraio 2018

CHE Guevara, la stella che illuminò Santa Clara : “Vittorie del centro”


Di solito quando sono a Santa Clara mi alzo presto e con la mia inseparabile rossa bici da corsa Viner vado a prendere la circonvallazione per le abituali 2-3 ore di allenamento, partendo dal “temuto” e ingiustificatamente discriminato barrio Condado dove abito, proseguo  verso il terminal di pullman dei cubani, continuo in direzione mausoleo del CHE e passando davanti con pugno chiuso saluto lui  e tutti i ribelli , lo posso fare in armonia, visto che a quella ora mattutina è libero dagli impegni fotografici con i turisti che ancora dormono negli hotel , in case particular o sono in viaggio per raggiungere la piazza, poi,  qualsiasi “carretera” prendo mi rendo conto di quanto è stata  importante Santa Clara  per il  trionfo della rivoluzione cubana, si è la mia città del cuore in tutti i sensi, leggendo  il numero  speciale della rivista Verde Olivo dedicato al CHE, che  il caro amico  e compagno Roberto Vallepiano mi ha regalato alla fiera del Libro dell’Avana di questo febbraio 2018, mi rendo conto che miglior luogo dove vivere non potevo trovarlo, un giorno spero di chiudere la mia non facile vita di militante comunista internazionalista in questa terra rivoluzionaria  simbolo nel Mondo per lotta contro le ingiustizie e tirannie fasciste.       

                                                                                        “Sandino”  


Quei giorni i vicini del centro non si svegliarono col cantare allegro delle migliaia di uccelli che dormivano negli alberi del parque Vidal. Albeggiarono in una maniera differente:  allarmati ed in mezzo ad un sconcerto che sconfinava nella paura. Tale fu la prima reazione. Poi seppero, ringraziarono e si integrarono.

La invasione dei ribelli verso occidente del paese arrivava a Santa Clara. Erano saliti dall’ Oriente il 31 agosto 1958 sotto gli ordini del Comandante Ernesto Guevara con la missione di  intercettare e battere il nemico fino alla sua totale paralizzazione. Il Comandante in capo Fidel Castro Ruz aveva indicato di dividere militarmente l’isola in due parti per immobilizzare il nemico nel territorio orientale.
L’offensiva insorta nella città villaclaregna iniziò con la riunione del CHE, maximo dirigente politico-militar del Movimento 26 di luglio in Las Villas, con i principali capi e ufficiali delle sue forze e il Direttivo Rivoluzionario (DR) 13 di marzo, per far conoscere i piani, missioni, e itinerari degli invasori.
Per circa 15 giorni furono a ferro e fuoco con le forze batistiane [..] Il CHE in maniera brillante organizzò, diresse e applicò i concetti strategici e tattici della guerra di guerriglia combinata con la guerra regolare, così  come la capacità nella mobilitazione   e slancio dell’Esercito Ribelle, le azioni combattive e la demoralizzazione dell’esercito nemico
Con 150.000 abitanti Santa Clara costituiva la più importante  piazza militare del  regime in quei momenti, centro ferroviario e di comunicazione del paese, per questo i rivoluzionari dovevano prenderla. Circa quattrocento  uomini con il morale alto per combattere, armati di fucili, mitragliatori e un bazuka ebbero la missione.
Mentre la guarnigione della città disponeva di più di tremila effettivi. Dislocati in 11 importanti postazioni, dominavano le principali vie di accesso alla città, obiettivi economici, politici, e amministrativi, disponevano di un forte armamento  che includeva mitragliatori leggeri e pesanti, bazuka, mortai, carri armati, autoblindati, appoggio aereo e un treno blindato.
Il 28 di dicembre cominciò la battaglia, quando in una avanzata rivoluzionaria ci fu uno scambio di colpi con una pattuglia. Superato l’ostacolo. Il CHE ordinò di attaccare  le posizioni fuori la caserma fino a concentrare tutte le forze e mezzi contro il reggimento Leoncio Vidal.
La Loma del Capiro, e il carcere, risultarono le prime postazioni conquistate. In contemporanea fu distrutta la linea ferroviaria dove doveva passare il treno blindato che deragliò e quindi fu ottenuta la resa dei suoi difensori.
Il giorno 30 cadde la caserma de los Caballitos, e del governo provinciale, La caserma di polizia il 31. Il primo di gennaio del 1959 si arrese dopo molta resistenza La Audiencia, lo squadrone 31, il Gran Hotel, l’aereoporto anche se non attaccato e il reggimento.
Durante i combattimenti, per la prima volta, gli invasori attaccarono un reggimento sotto il costante bombardamento e mitragliamento dell’aviazione. Inoltre la straordinaria forza morale e combattiva portò  i rivoluzionari a lottare contro carri armati, blindati, all’interno della città, senza armi adeguate, nel mezzo di un territorio sconosciuto sotto il tiro di franchi tiratori.
Un fattore che contribuì decisamente alla vittoria, fu la partecipazione  del popolo, decine di famiglie aiutarono alla occupazione di postazioni; cooperarono nella collocazione di ostacoli; prepararono bottiglie incendiarie (cocteles Molotov); facilitarono informazioni; offrirono i primi aiuti, alimentazione e protezione.
Da Santa Clara, l’avanzata dell’Esercito Ribelle doveva prendere la capitale e assicurare la vittoria. Inoltre la  sua posizione impediva il passaggio di rinforzi verso oriente; Camaguey  rimaneva circondata, dunque il cinquanta per cento del paese si trovava in mano ai rivoluzionari.
Per i suoi risultati politici e militari, questa battaglia contribuì in maniera decisiva alla caduta della tirannia, quindi obbligò il nemico non solo a riconoscere la sconfitta in una provincia, ma in tutto il paese, pertanto intraprendere la ritirata.
In questo modo, l’allegria che caratterizzava le albe nel parque Vidal si espanse in altri territori e ogni abitante di questa regione e dell’isola avevano una ragione per dimostrarla.









Tratto :

 Da Pagina 35 Edicion Especial  della rivista Verde Olivo
N° 4 anno 58° agosto 2017