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sabato 4 agosto 2018

Bono (U2) e la CIA: il pericolo delle celebrità attiviste. -Thomas C. Mountain, AHTribune


Bono Vox ( U2 ) a dirigere la sua ONG “ONE” ha posto un capo dell’intelligence degli USA ”, ha scelto Gayle Smith, Senior Director del National Security Council e Special Advisor del presidente Barack Obama, solita dire alla CIA cosa fare… ..E pensare che nel fine 70 primi ’80 in pieno  post punk gli U2 erano un gruppo che attaccava il sistema, lottava contro l’apartheid in Sudafrica, era a fianco dei disoccupati e  dei senza voce…, poi come spesso accade , se non c’è testa il benessere stravolge l’individuo e mostra i limiti dell’uomo venuto dal nulla..... Da ricordare inoltre che che Bono è anche nelle liste dei Panama Papers.
                                                                    Sandino




Bono e la CIA: il pericolo delle celebrità attiviste
Thomas C. Mountain, AHTribune
Bono degli U2 ha preso un capo dell’intelligence degli Stati Uniti per gestire la sua ONG “One”, scegliendo Gayle Smith, Senior Director del National Security Council e Special Advisor del presidente Barack Obama, solita dire alla CIA cosa fare, in particolare quando arrivò in Africa. La signora Smith, conosciuta anche come “la discreta consigliera di Obama”, è tristemente famosa per l’elogio su oltre 30 anni di amicizia, al funerale di Meles Zenawi, oggi “la persona più odiata ” in Etiopia. Già a capo dell’USAID, noto a Cuba come USCIA, Smith non perse tempo ad entrare nell’agenzia. Appena uscita dal college fu per anni “giornalista” (preti e giornalisti sono due delle coperture preferite della CIA) nel Corno d’Africa. Dopo anni passati “dove la diarrea è uno stile di vita”, divenne la favorita di Madeline Albright e fu messa a Capo dello Staff dell’USAID nel 1994, solo tre anni dopo aver terminato la carriera di giornalista. Pensateci, “giornalista premiata” per aver controllato giorno per giorno circa 10000 dipendenti e miliardi di dollari da spendere in soli 3 anni? USAID o USCIA? Bono, che di recente fu costretto a scusarsi dopo che una dello staff della sua “One” in Sud Africa li aveva citati per molestie sessuali, si assicura che chi lavora per le sue buone cause sia ben compensato, almeno al vertice, dove Smith prende quasi 500000 dollari all’anno. A proposito di etica, Bono compare nei Panama Papers, ehi, il tipo odia le tasse, e chi no?
Ovviamente per le ONG che combattono dal lato giusto, salari grassi e benefici succosi sono “spese generali” rappresentanti il 50% o più delle spese totali. Gayle Smith collegò la CIA e una lista impressionante di ONG e fu responsabile della fondazione del Center for American Progress, il cui capo, John Podesta, presiedette la campagna di Hillary Clinton 2016. Poi ci fu il progetto Basta, come “Basta coi piani della CIA in Africa” col suo portavoce George Clooney, fondato da Smith e famigerato per aver qualche volta avuto il coraggio di sdegnarsi per qualche crimine in Africa, spesso questione di molto tempo fa. Il nome John Prendergast allarma?
Smith dimostrò il suo valore nel 1998-2000 alla Mafia dei Clinton come capo dell’ufficio Africa al Consiglio di sicurezza nazionale di Tony Lake, consigliere per la sicurezza nazionale di Clinton, quando il governo etiopico del gangster Meles Zenawi invase l’Eritrea, un crimine di cui l’attuale premier etiopico si è scusato, e che causò 150000 morti e un 40% di rifugiati eritrei; Gayle Smith e Tony Lake volevano mettere in ginocchio l’Eritrea appena indipendente cercando di usare l’Etiopia per il lavoro sporco. E quando la guerra non andò bene presentarono le sanzioni al Consiglio di sicurezza dell’ONU contro l’Eritrea nel 2009, quando Smith ritornò alla Casa Bianca come “mano destra di Barry O’Bomber” e vide che Susan Rice si scatenò all’ONU minacciando e convincendo per avere abbastanza voti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
La storia della maggior parte dei crimini diretti da Gayle Smith è sepolta nelle viscere della comunità d’intelligence degli Stati Uniti, con ancora ignoto atti di sabotaggio e destabilizzazione commessi dagli “umanitari” che lavorano per l’USAID nei luoghi politicamente problematici del pianeta. Una cosa è certa, quando attivisti celebri come Bono e George Clooney sono nel terzo mondo, chi beneficia della loro beneficenza dovrebbe fare attenzione ai lupi celebri travestiti da pecore.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
tratto da :


mercoledì 11 aprile 2018

Chi saranno le figure delle provocazioni contro #Cuba e #Venezuela nel Vertice di Lima?



martes, 10 de abril de 2018

Come nei Vertici delle Americhe passati, fondamentalmente il VII Vertice a Panama, i nemici di Cuba, Venezuela ed altre nazioni progressiste si sono preparati per montare i loro circoli mediatici per attaccare i processi rivoluzionari di queste nazioni. Un gran spiegamento di mercenari salariati è stato trattato e modellato affinché compiano tali finalità nell'attuale VIII Vertice delle Americhe a Lima.
Per loro -(realizzare eventi per distorcere la realtà di quei paesi in materia di democrazia e diritti umani, creare atti di provocazione e vendere una falsa e ulteriore vittimizzazione, oltre a manipolare sfacciatamente l'opinione pubblica)- sono stati reclutati decine di mercenari della controrivoluzione interna e sono stati coinvolti tradizionali gruppi anticubani residenti in Florida, particolarmente a Miami.)
Cuba, come suo diritto legittimo ha limitato l'uscita di vari controrivoluzionari sui quali pesano distinti reati che attentano contro le sue istituzioni. In modo tale che degli iniziali 28 invitati all'evento :- Yusmila Reyna Ferrer, Fernando Edgardo Palacio Mogar, Navid Fernández Cabrera, Guillermo Fariñas Hernández, Boris González Arenas, Claudio Fuentes Madan, Alexei Gamez Alonso, Rolando Rodríguez Lobaina, Egberto Ángel Escobedo Morales, Cristina Rodríguez Penton, Antonio Rodiles, Elizardo Sánchez, Henry Constantin Ferreiro, Erick Álvarez Gil, Camilo Ernesto Oliveira, Roberto de Jesús Guerra Pérez, Acelia Carvajal Montaine, Juan del Pilar Goberna Hernández, Magalys Norbis Otero Suárez, Nelson Manuel Álvarez Matute, Ángel Hurtado Porro, Berta Soler, Tairhit Rivero Álvarez, Sandra Margarita Borges García, Eroisis González Suárez, Zuleidys Lisbet Pérez Velázquez, José Daniel Ferrer y Manuel Silvestre Cuesta Morúa – molti di essi hanno visto frustrata la loro partecipazione in questi piani. Le autorità cubane hanno proibito l'uscita per diverse ragioni a Yusniel Pupo Carralero, Sandra Haces Ramos, Adonis Milán, Gorki Águila, Jorge Enrique Rodríguez, Carlos Amel Oliva, Katerine Mojena, Eroises González, María Elena Mir Marrero, Niober García Founier, Martha Beatriz Roque Cabello, Benito Fojaco Iser, Sissi Abascal Zamora, Ileana Álvarez, Eglits Guilarte Aranda, Pedro Manuel González Reinoso, Leodán Suárez Quiñones y Yunior Puentes Beruvides. Molti di loro parteciperebbero ad altri eventi da tenersi contro Cuba  nelle ultime settimane, benché si sappia che alcuni di questi si incorporerebbero al Vertice di Lima e ad un evento organizzato contro Cuba e Venezuela nel Congresso argentino per questa stessa data e parallela al grande evento. In questo modo ( unendosi ai tradizionali gruppi di provocatori dei gruppuscoli anti-cubani di Miami, come la Direzione Democratica, Mar por Cuba, la Brigata 2506 e altri ) parteciperanno probabilmente ai fori del Vertice quei mercenari che si trovavano in viaggio o risiedono all’estero, tra loro : Rosa María Payá, Mario Félix Lleonart, Yoaxis Marcheco, Ailer M González Mena, Guillermo Fariñas, Eliecer Ávila, Tania Brugueras, Dagoberto Valdés, Reynaldo Escobar, Yoani Sánchez, Luis Cino, Manuel Cuesta Morúa, Yusmila Reyna Ferrera, Alain Puentes Batista y Miguel Coyula. Ognuno di loro ha la sua missione specifica per provocare e diffondere il messaggio controrivoluzionario nel Vertice di Lima.
Nel frattempo, in Argentina, si preparano principalmente eventi diretti nel Congresso contro Venezuela e Cuba, nel quale hanno voce tonante i deputati della destra, così come piccoli personaggi tipo Micaela Hierro Dori, Guadalupe Neme y Elisa Trotta Gamus. Alcune di queste entità vogliono fare il proprio circo anti-bolivariano a Buenos Aires e, presumibilmente, alcuni di loro marceranno a Lima.. Queste sono le figure del circo che pensano di cavalcare Washington e la destra latinoamericana nei prossimi giorni, Logicamente riceveranno la contundente risposta dei nostri delegati ed amici di Cuba e Venezuela.


tratto da :





lunedì 9 aprile 2018

Prove confermano che la #NED finanzia e orienta la sovverzione in #Cuba/ Pruebas confirman que la NED financia y orienta la subversión en Cuba.


La National Endowment for Democracy (NED), sempre è stata al centro nell’organizzare , dirigere, e finanziare y la sovverzione contro le istituzioni  di  Cuba. Imagen: Internet


Percy Alvarado

Nelle mie mani sono arrivati 2 documenti che, no per vecchi, tengono la capacità di dimostrare come National Endowment for Democracy (NED) ,(ente che serve da monitor al governo USA) sempre è stato coinvolto  a organizzare, dirigere, finanziare la sovversione contro le istituzioni di Cuba. Negli stessi è compreso il Centro di investigazione  abilitazione di imprenditori sociali (CISES), guidato dall’argentina Micaela Hierro Dori, e il suo beneficiario conosciuto come Rete Latinoamericana di giovani per la Democrazia in Cuba-Tavolo di Dialogo.
Entrambi i documenti dimostrano le finalità del NED, propiziare la ricezione di giovani cubani per realizzare attività sovversive coinvolgere diversi settori giovanili in altre nazioni latinoamericane, particolarmente in Argentina, Cile, Ecuador, Salvador, Messico, Venezuela e Uruguay tra gli altri.

 Il CICES si incaricherà di tracciare strategie dei piani destabilizzatori e della formazione dei controrivoluzionari interni. Miravano di includere nei loro piani fino a 200 giovani nell'Isola.


Il primo documento è l'accordo tra la NED ed il CISES 2013-222 gestito per i funzionari della NED Aimel Ríos Wong, Claire Selsky e Silvia Vest, e Micaela Dori per il CICES,
Benché la cifra del finanziamento per il periodo 01-02-2013 al 31-01-2014 sia di 58,576, altri elementi provenienti da altri enti USA si sono aggiunti a tale impegno.
L’altro documento che coinvolge il NED ed il CISES rispetto alla Rete Latinoamericana di giovani per la Democrazia in Cuba-Tavolo di Dialogo riguarda il periodo tra il 1 febbraio del 2014 fino al 31 gennaio 2015.
Per richiedere nuovi finanziamenti il CISES, giustifica il suo sollecito nel seguente modo: "Il fine del progetto è rafforzare il dialogo e la leadership giovanile per spingere il processo di democratizzazione a Cuba e il suo inserimento nella comunità internazionale basato sui valori democratici, il libero mercato e il rispetto dei diritti umani. Il proposito è dare impulso a un Tavolo de Dialogo della gioventù cubana, appoggiando specialmente i giovani leaders di Juventud Activa Cuba Unida (JACU), Movimiento Cristiano de Liberación (MCL), Unión Patriótica de Cuba (UNPACU), y Movimiento Cubano de Jóvenes por la Democracia (MCJD) e altri giovani di distinti gruppi della società civile e partiti politici.
Perciò, da una parte, si continuerà con le attività sviluppate dai membri della Rete Latinoamericana di Giovani per la Democrazia in Cuba predisposta nel 2013, che si vedrà ampliata e fortificata durante l'anno 2014. I giovani di 9 paesi della regione (Argentina) Cile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Messico, Panama, Venezuela ed Uruguay, organizzeranno eventi in università , con organizzazioni sociali di giovani e gioventù di partiti politici per informare e diffondere la realtà di Cuba e collegarli con i giovani cubani. In secondo luogo, si permetterà ai giovani integranti del Tavolo di Dialogo di Gioventù Cubana di essere invitati in distinti Paisi della regione perché questi organizzino al loro ritorno attività con i giovani di almeno dodici province di Cuba.

In questo caso si stimano come beneficiari diretti a 50 giovani cubani e 150 come beneficiari indiretti.

Questi piani hanno contato sull'appoggio diretto di CADAL, OEA, l'Organizzazione Ibero-americana di Gioventù,( OIJ), o YABT, la Fundación Konrad Adenauer, la gioventù del partito messicano PAN, i partiti Bianco e Colorado dell'Uruguay, il Partito Democratico Cristiano del Cile e le università Cattoliche del Cile e Valparaíso, i venezuelani COPEI, Forza Giovane, Università Centrale del Venezuela e Prima Giustizia, come la salvadoregna CREO. Si aggiungono anche le argentine Giovani PRO e la Fondazione Pensare, varie organizzazioni colombiane, così come Sumate Panama e la rete Alumni dell'Università di Georgetow.

I coinvolti direttamente in questi piani sono stati gli argentini Gabriel
Salvia y Micaela Hierro Dori, i venezuelani Nazly Escalona y Nicolás Cárdenas, il cileno Francisco Jería, la colombiana Diana Pérez Baron, l’ ecuatoriano Julio Clavijo, la salvadoregna Cristina López, la messicana Alma Delia Ramírez Sabat, il panamense Raúl Rivera, l’ uruguaiano Nicolás Albertoni Gómez, così come altri aderenti: Federico Morales, Georgina Paulino, Mariangeles Maldonado, Francisco Quintana (Argentina); Diego Calderón Gajardo, José Antonio Rosas y Raúl Morales (Cile); Juan Sebastián Gómez, Rocío Arango y Alejandro Guerrero (Colombia); Andrés Arenas (Ecuador); Ricardo Avelar, Luis Artiga y Julio Velázquez (El Salvador); Alberto Gutiérrez y Juan Carlos Modragón (México), Paola Gómez y Gerardo Arias (Panamá); Carlos Scull e Isabella Comas (Venezuela); gli uruguaiani Felipe Algorta, Santiago Estévez, Christian Núñez, Diego Echeverría y Martín Elgue.

L'appoggio alla controrivoluzione cubana interna prevedeva un forte lavoro nelle reti sociali, invio di cellulari, ricariche telefoniche ed altri aiuti.
Chi ha dubbi sul fatto che questi stessi piani siano stati inventati., questa volta con la preminenza di Rosa María Payá, Luis Almagro e Marco Rubio , può gestire la storia di quello che oggi è la JuventudLAC e di come il NED e la destra latinoamericana sono coinvolti nel sostenere la sovversione contro Cuba.  

Original:


A mis manos han llegado dos documentos que, no por viejos, tienen el valor de demostrar cómo la National Endowment for Democracy (NED) –ente que sirve de pantalla al gobierno de Estados Unidos– siempre ha estado involucrada en organizar, dirigir y financiar la subversión contra la institucionalidad en Cuba.
En los mismos están involucrados el Centro de Investigación y Capacitación de Emprendedores Sociales (CISES), dirigido por la argentina Micaela Hierro Dori y su beneficiario conocido como Red Latinoamericana de jóvenes por la Democracia en Cuba-Mesa de Diálogo.
Ambos documentos demuestran que la finalidad de la NED y sus engendros es propiciar la captación de jóvenes cubanos para realizar actividades subversivas e involucrar a diversos sectores juveniles en otras naciones latinoamericanas, particularmente en Argentina, Chile, Ecuador, El Salvador, México, Venezuela y Uruguay, entre otros.
El CICES se encargará de trazar estrategias de los planes desestabilizadores y de la capacitación de los contrarrevolucionarios internos. Pretendían incluir en sus planes hasta 200 jóvenes en la Isla.

El primero de ellos es el acuerdo entre la NED y el CISES 2013-222 –gestionado por los funcionarios de la NED Aimel Ríos Wong, Claire Selsky y Silvia Vest, por la NED, y por la Mica Dori por el CICES–. Aunque la cifra de la financiación para el período 01-02-2013 al 31-01-2014 es de 58,576, otras partidas provenientes de otros entes USA se han sumado a este empeño.
El otro documento que involucra a la NED y al CISES con respecto a la Red Latinoamericana de jóvenes por la Democracia en Cuba-Mesa de Diálogo abarca el período entre el 1 de febrero del 2014 hasta el 31 de enero del 2015. Para solicitar nuevos financiamientos el CISES, justifica su solicitud de la siguiente forma:
“El fin del proyecto es fortalecer el diálogo y el liderazgo juvenil para impulsar el proceso de democratización de Cuba y su inserción a la comunidad internacional basado en los valores democráticos, de libertad de mercado y el respeto de los derechos humanos. El propósito es impulsar una Mesa de Dialogo de Juventud Cubana, apoyando especialmente a jóvenes líderes de Juventud Activa Cuba Unida (JACU), Movimiento Cristiano de Liberación (MCL), Unión Patriótica de Cuba (UNPACU), y Movimiento Cubano de Jóvenes por la Democracia (MCJD) entre otros jóvenes de distintos grupos de la sociedad civil y partidos politicos. Para ello, por un lado, se continuara con las actividades desarrolladas por los miembros de la Red Latinoamericana de Jóvenes por la Democracia en Cuba conformada en 2013, que se verá ampliada y fortalecida durante el año 2014. Los jóvenes de 9 países de la región (Argentina, Chile, Colombia, Ecuador, El Salvador, México, Panamá, Venezuela y Uruguay) organizaran eventos en universidades y con organizaciones sociales de jóvenes y la juventud de partidos politicos para concientizar y difundir la realidad de Cuba y vincularlos con los jóvenes cubanos. En segundo lugar, se capacitará a jóvenes integrantes de la Mesa de Dialogo de Juventud Cubana invitándolos a los distintos países de la región para que estos organicen luego a su regreso actividades con jóvenes de al menos doce provincias de Cuba.”
En este caso estiman como beneficiarios directos a 50 jóvenes cubanos y a 150 como beneficiarios indirectos.

Estos planes han contado con el apoyo directo de CADAL, OEA, la Organización Iberoamericana de Juventud (OIJ) o YABT, la Fundación Konrad Adenauer, la juventud del partido mexicano PAN, los partidos Blanco y Colorado de Uruguay, el Partido Demócrata Cristiano de Chile y la universidades Católicas de Chile y Valparaíso, los venezolanos COPEI, Fuerza Joven, Universidad Central de Venezuela y Primero Justicia, así como la salvadoreña CREO. Se suman también las argentinas Jóvenes PRO y la Fundación Pensar, varias organizaciones colombianas, así como Súmate Panamá y la red Alumni de la Universidad de Georgetown.
Los involucrados directos en estos planes han sido los argentinos Gabriel Salvia y Micaela Hierro Dori, los venezolana Nazly Escalona y Nicolás Cárdenas, el chileno Francisco Jería, la colombiana Diana Pérez Baron, el ecuatoriano Julio Clavijo, la salvadoreña Cristina López, la mexicana Alma Delia Ramírez Sabat, el panameño Raúl Rivera, el uruguayo Nicolás Albertoni Gómez, así como otros adherentes: Federico Morales, Georgina Paulino, Mariangeles Maldonado, Francisco Quintana (Argentina); Diego Calderón Gajardo, José Antonio Rosas y Raúl Morales (Chile); Juan Sebastián Gómez, Rocío Arango y Alejandro Guerrero (Colombia); Andrés Arenas (Ecuador); Ricardo Avelar, Luis Artiga y Julio Velázquez (El Salvador); Alberto Gutiérrez y Juan Carlos Modragón (México), Paola Gómez y Gerardo Arias (Panamá); Carlos Scull e Isabella Comas (Venezuela); y los uruguayos Felipe Algorta, Santiago Estévez, Christian Núñez, Diego Echeverría y Martín Elgue.
El apoyo a la contrarrevolución cubana interna preveía un fuerte trabajo en las redes sociales, envío de celulares, recargas telefónicas y otras ayudas.
Quien tenga dudas de que estos mismos planes se han estado gestando, esta vez con el protagonismo de Rosa María Payá, Luis Almagro y Marco Rubio, puede manejar estos antecedentes  de lo que es hoy la JuventudLAC y cómo la NED y la derecha Latinoamericana están implicados en el apoyo a la subversión contra Cuba.
Tratto da:


sabato 17 marzo 2018

¿EE.UU. deja de promover la democracia de subvertir países? - USA, lascia di promuovere la democrazia di sovvertire paesi? [+ video]


El Gobierno de Trump reduce el presupuesto de la NED a menos de la mitad. Para hablar más de las prioridades internacionales de la Casa Blanca, la periodista Eva Golinger entrevistó el guatemalteco Percy Alvarado Godoy, analista internacional y ex miembro de la contrainteligencia de Cuba.

Los cambios de la política exterior de Donald Trump y la reducción del presupuesto para la NED y la USAID continúan con el interés del subvertir gobiernos que no les son afines, a lo largo del mundo en particular en América Latina.

Se conoce, explicó Alvarado Godoy, que para el presupuesto en el año fiscal 2019, Estados Unidos ha dedicado grandes sumas para fortalecer la capacidad ofensiva y defensiva de ese país, e indudablemente muchas partidas secretas, serán destinadas a realizar otras actividades desestabilizadoras tanto en Cuba como en Venezuela.

Para el analista,  no se trata una estrategia militar más convencional, a pesar del presupuesto para guerra y labores de inteligencia,  en lugar del poder suave, sino de una combinación de ambas en el caso de Cuba.

Se sabe, dijo que EEUU va a mantener el financiamiento hacia una serie de grupúsculos contrarrevolucionarios con la fachada de mantener la democracia y el logro de actividades constitucionales, pero también están utilizando programas subversivos peligrosos.

“Para nadie es desconocido, argumentó el analista,  que Marco Rubio ha sostenido en las últimas semanas encuentros con terroristas connotados”, afirmó el experto.

A la pregunta de cómo deberían reaccionar los países cuya soberanía ha sido violada por la NED y la USAID, si deberían estar más alertas o el gobierno de Trump cumplirá su palabra de no intervenir en los asuntos de países como Cuba y Venezuela, Alvarado Godoy respondió que Trump obedece a los intereses del “estado profundo norteamericano”, de las grandes empresas y la derecha tradicional. De hecho, sí va a mantener la política de confrontación y hostilidad.

No podemos confiarnos como naciones, dijo. Debemos mantener una alerta permanente, no solo a los planes de subvertir el orden constitucional, sino también ser previsores ante las amenazas de planes de  invasiones corte violento, como pudieran ser invasiones o creer conflictos entre naciones, para promover un clima de inestabilidad y promoción de la guerra, sentenció.

"Encrucijada ante los cambios". Riassunto del  Programma  di RT “Dentro la notizia dell’avvocata e scrittice Eva Golinger







Il Governo di Trump riduce il presupposto della NED a meno della metà. Per parlare di più delle priorità internazionali della Casa Bianca, la giornalista Eva Golinger ha intervistato il guatemalteco Percy Alvarado Godoy, analista internazionale ed ex membro della contrainteligencia di Cuba.

I cambiamenti della politica estera di Donald Trump e la riduzione del presupposto per la NED e l'USAID continuano con l'interesse del sovvertire governi del Mondo che non gli sono affini, in particolare in America Latina.

Si conosce, ha spiegato Alvarado Godoy, che per il presupposto nell'anno fiscale 2019 gli Stati Uniti hanno dedicato grandi somme per rafforzare la capacità offensiva e difensiva del paese, ed indubbiamente molte partite segrete, saranno destinate a realizzare altre attività destabilizzatrici tanto in Cuba come in Venezuela.

Per l'analista, non si tratta strategia militare più convenzionale, nonostante il presupposto per guerra e lavori di intelligencia, al posto del potere soave, bensì di una combinazione di entrambe nel caso di Cuba. Si sa, dice che gli USA mantengono il finanziamento verso una serie di gruppuscoli controrivoluzionari con la facciata di mantenere la democrazia ed il conseguimento di attività costituzionali, ma stanno utilizzando anche programmi sovversivi pericolosi.

"Per nessuno è ignorato, ha argomentato l'analista, che Marco Rubio nelle ultime settimane ha avuto incontri con terroristi connotati".

Alla domanda di come dovrebbero reagire i paesi la cui sovranità è stata violata dalla NED come dall’USAID, si dovrebbero stare più in allerta o il governo di Trump compierà la sua parola [….], Alvarado Godoy ha risposto che Trump ubbidisce agli interessi dello "Stato profondo nordamericano", delle grandi imprese e della destra tradizionale. Di fatto, va a mantenere la politica di confronto ed ostilità.
Non possiamo fidarci come nazioni, ha detto. Dobbiamo mantenere un'allerta permanente, non solo ai piani per sovvertire l'ordine costituzionale, ma anche essere previdenti davanti alle minacce di piani di invasioni di taglio violento, come potessero essere invasioni o credere conflitti tra nazioni, per promuovere un clima di instabilità e promozione della guerra, sentenziò.


Percy Francisco Alvarado Godoy. Rivoluzionario di origine guatemalteca che come agente della Sicurezza Cubana si infiltrò nella Fondazione Nazionale Cubano Americana, per prevenire a Cuba i suoi piani per azioni terroristiche. Nacque in Guatemala, il 18 Luglio di1949. I suoi genitori, Carlos Conrado di Jesús Alvarado Marín e Martora Alicia Godoy Muñoz gli infusero gli ideali rivoluzionari per i quali egli ha lottato tutta la sua vita. Si racconta che nei giorni di Girón, sua madre infiammata sparò con una rivoltella calibro 38 contro gli aeroplani che attaccavano . Suo padre si integrò alle Milizie Nazionali Rivoluzionarie e dopo fece parte dell'Intelligenza Cubana, dove ha compiuto  alcune missioni col pseudonimo di "Mercy." Più avanti Percy Francisco suo figlio continuò con questo nobile compito.

martedì 25 luglio 2017

APPELLO AI PARLAMENTARI ITALIANI SUL VENEZUELA NON APPOGGIATE L’OPPOSIZIONE, VIOLENTA E GOLPISTA! NON RENDETEVI COMPLICI DELLA DISTRUZIONE DI UN ALTRO PAESE!

Riceviamo da Marinella e pubblichiamo:
I golpisti dell'opposizione venezuelana, nel loro tentativo di rovesciare il governo con un golpe, con azioni violente e terroristiche e con la menzogna sistematica – uno scenario già visto troppe volte anche negli ultimi anni -, ricevono appoggi e riconoscimenti internazionali.

Occorre agire, prima che con l'appoggio dell'Occidente un altro paese sia rovinato.
Possiamo inviare, con nome cognome e residenza, la lettera seguente (modificatela pure), agli indirizzi delle Commissioni Esteri Camera e Senato che vi copio in fondo. Se qualcuno vuole può pubblicare l'appello sul proprio blog o simili.

L'OGGETTO DELL’EMAIL DEVE ESSERE CHIARO 


OGGETTO: NON appoggiate l'opposizione golpista e terrorista in Venezuela!



 APPELLO AI PARLAMENTARI  SUL VENEZUELA
NON APPOGGIATE L’OPPOSIZIONE, VIOLENTA E GOLPISTA! NON RENDETEVI COMPLICI DELLA DISTRUZIONE DI UN ALTRO PAESE!  ATTENTI ALLE FONTI DI INFORMAZIONE SU QUEL PAESE!
L’Unione Europea (sempre fedelmente al seguito degli Usa) appoggia la creazione di un governo parallelo da parte dell’opposizione venezuelana. L’Europa fa dunque la scelta di appoggiare un’opposizione oligarchica di ex golpisti e terroristi autori di crimini orrendi negli ultimi mesi. La storia non assolverà i politici italiani ed europei conniventi.Come possono i politici europei sostenere un’opposizione che compie crimini nazifascisti o ne è connivente, odia a morte chi ha un'idea politica diversa, un colore e una classe diversi? Che rifiuta il dialogo e tenta il terzo golpe? Che contesta la proposta di una nuova Assemblea costituente? Nel 1999, la Costituzione fu fatta dal popolo (un caso unico al mondo). Ora il popolo si pronuncerà nuovamente.

Mai condannati dai leader dell’opposizione, gruppi di incappucciati uccidono e torturano, devastano beni pubblici, saccheggiano, lanciano molotov e oggetti contundenti. Hanno bruciato vive varie persone, proprio come fa il sedicente Stato islamico o come faceva l’Inquisizione. Per svegliare le coscienze dovrebbero bastare immagini come queste http://contropiano.org/news/internazionale-news/2017/07/19/volenterosi-carnefici-caracas-094102; e le testimonianze delle vittime o dei loro familiari: https://www.youtube.com/watch?v=pYatYSrYhto; e

Questi terroristi sono responsabili di gran parte dei morti nelle strade in questi100 giorni di proteste. Ecco la lista dei morti, con cause, luogo e data,  inchieste e arresti: http://albaciudad.org/2017/07/lista-fallecidos-protestas-venezuela-abril-2017/

Come si può credere a (ir)responsabili leader antigovernativi che non condannano i terroristi? Come è possibile che essi siano accolti nei parlamenti occidentali? L’opposizione venezuelana si regge sul consenso dall’esterno. Che va negato!

Sulla situazione politica in Venezuela, ecco l’ottima spiegazione dell’inviato Maurice Lemoine: http://www.medelu.org/Au-Venezuela-la-fable-des.

I linciaggi, il terrorismo, persone arse vive, quasi 100 morti per il terzo tentativo di destituzione violenta del governo eletto e riconosciuto dalle Nazioni Unite (dopo 2002 e 2014): è qualcosa che ricorda gli scenari libici, ucraini, siriani, e in passato cileni. E' questo che vogliamo per il Venezuela? 

Già troppe volte le menzogne, le notizie non verificate, le omissioni hanno scatenato l’inferno. Cittadini e politici europei hanno l’obbligo di  agire contro questa opposizione golpista e violenta. I politici italiani ed europei hanno una grossa responsabilità, nel bene o nel male a seconda delle scelte che faranno.  Le menzogne portano guerra, la verità porta pace (se non arriva troppo tardi).
Prima o poi la storia chiederà conto.

Nome, cognome, firma                           

luigi.compagna@senato.it;ornella.bertorotta@senato.it;cristina.depietro@senato.it;emma.fattorini@senato.it;stefano.lucidi@senato.it;claudio.micheloni@senato.it;augusto.minzolini@senato.it;giorgio.napolitano@senato.it;vitorosario.petrocelli@senato.it;paolo.romani@senato.it;giancarlo.sangalli@senato.it;mario.tronti@senato.it;renato.schifani@senato.it;giacomo.stucchi@senato.it;giulio.tremonti@senato.it;francesco.verducci@senato.it;stefania.giannini@senato.it;luigi.zanda@senato.it;claudio.zin@senato.it;pierferdinando.casini@senato.it;paolo.corsini@senato.it;giuseppe.decristofaro@senato.it;francescomaria.amoruso@senato.it;antonio.razzi@senato.it;info@micheloni.ch;carlo.pegorer@senato.it;cicchitto_f@camera.it;alli_p@camera.itarchi_b@camera.it;bueno_r@camera.it;carfagna_m@camera.it;chaouki_k@camera.it;censore_b@camera.it;cimbro_e@camera.it;cirielli_e@camera.it;cassano_f@camera.it;delgrosso_d@camera.it;dibattista_a@camera.it;distaso_a@camera.it;distefano_manlio@camera.it;fava_g@camera.it;fedi_m@camera.it;garavini_l@camera.it;grande_m@camera.it;lamarca_f@camera.it;locatelli_p@camera.it;lomonte_c@camera.it;pinna_p@camera.it;nicoletti_m@camera.it;farina_g@camera.it;monaco_f@camera.it;nissoli_af@camera.it;palazzotto_e@camera.it;picchi_g@camera.it;pini_g@camera.it;tacconi_a@camera.it;porta_f@camera.it;quartapelle_l@camera.it;quintarelli_g@camera.it;rabino_m@camera.it;rigoni_a@camera.it;tidei_m@camera.it;romano_andrea@camera.it;scagliusi_e@camera.it;spadoni_m@camera.it;speranza_r@camera.it;zampa_s@camera.it;tidei_m@camera.it;valentini_v@camera.it;manciulli_a@camera.it

sabato 15 luglio 2017

LA SPORCA GUERRA CONTRO LA SIRIA


Bashar al Assad è un mostro? È un criminale che fa uccidere dal suo esercito civili innocenti? Questa almeno è l’immagine che traspare sui media occidentali del presidente siriano. Ma basta consultare qualche fonte indipendente per vedere una realtà molto diversa: massacri attribuiti al leader alawita mai provati, fotografie false di cadaveri scattate da giornalisti embedded, filmati di distruzioni di interi quartieri o di ospedali costruiti ad hoc per demonizzare il capo della Siria. Dietro alle violenze disumane di Daraa o della Ghouta Orientale o ai barili bomba si è scoperto spesso che vi sono gruppi islamisti – dall’ISIS ad Al-Qaeda, dai Fratelli Musulmani a Jabhat al-Nusra – finanziati copiosamente dalle monarchie saudite del Golfo a sua volta sostenute dagli Usa e dai suoi alleati. Perché Washington vuole il collasso di uno stato laico e riformista, con un presidente appoggiato dal 70% del suo popolo, in un’area dominata dall’integralismo e settarismo mussulmano? Per realizzare il disegno di un “Nuovo Medio Oriente” che prevede l’eliminazione dell’Asse della Resistenza – Iran, Siria, Hezbollah e palestinesi – e il controllo americano e wahhabita di tutta la regione…

“La guerra sporca contro la Siria ha fatto affidamento su un livello di disinformazione di massa mai visto a memoria d’uomo”, dice all’inizio del suo saggio Tim Anderson, svelando da subito la sua tesi: la manipolazione delle fonti. La sporca guerra contro la Siria non è tanto una ricostruzione storica del conflitto scoppiato nel 2011, piuttosto una minuziosa analisi critica di come i media abbiano deliberatamente alterato la realtà. Nessuno si salva da tale indagine: né la stampa occidentale, né i reporter embedded operanti sul fronte bellico, definiti da Anderson “cani da guardia” delle grandi potenze, né le ONG considerate delle succursali del Pentagono. Il ricercatore australiano punta il dito contro la logica neo imperialista della Casa Bianca volta, anche a costo di migliaia di vite umane, a destabilizzare, con l’aiuto dell’Arabia Saudita e del Qatar e l’utilizzo di eserciti per procura (dai jihadisti al sedicente Esercito Libero Siriano) il Medio Oriente per poterlo controllare a suo uso e consumo. Questo libro è la dimostrazione di come ormai si viva in un magmatico e pericoloso sistema di post democrazia e di false flag, dove la verità è occultata se non addirittura capovolta.

Tratto:

sabato 18 marzo 2017

Internazionalismo : "Video-Intervista a Silvia Baraldini"



Raùl Zecca Castel 
lamericalatina.net


Il nome di Silvia Baraldini, in Italia, è legato in modo particolare alla vicenda giudiziaria di cui è stata - suo malgrado - protagonista e, soprattutto, richiama alla memoria lo scontro politico-parlamentare relativo alla sua estradizione dalle carceri statunitensi, avvenuta nel 1999. Ma il percorso di vita e l'esperienza rivoluzionaria che hanno segnato la sua gioventù rappresentano ancora oggi una preziosa testimonianza storica estremamente utile per la comprensione di un'intera epoca e restano, da ogni punto di vista, un esempio incorruttibile di abnegazione. Nata a Roma nel 1947, Silvia Baraldini si forma negli USA, dove il padre lavora come diplomatico presso l'ambasciata italiana. Qui si avvicina ben presto al grande moto giovanile di protesta sorto per manifestare il proprio dissenso alla guerra in Vietnam, ma che trova nelle rivendicazioni femministe e anticolonialiste altrettante direttrici di opposizione ad un unico sistema capitalistico ed imperialista, riconosciuto come fonte di tutte le disuguaglianze sociali e dunque come nemico da combattere ma, soprattutto, da sconfiggere.

E' così che a cavallo tra gli anni '60 e '70 del Novecento, Silvia Baraldini diviene una strenua sostenitrice del movimento afro-americano, in tutte le sue manifestazioni più radicali ed armate, convinta non solo del fatto che le condizioni in cui versa la comunità nera statunitense rappresentino l'espressione più violenta e brutale del dominio politico e sociale capitalistico ma, soprattutto, consapevole del fatto che solo l'unione tra i movimenti privilegiati dei bianchi con quelli più emarginati e abusati dei neri avrebbe potuto sfociare in una palingenesi rivoluzionaria. Di qui il suo supporto militante ai gruppi più radicali del momento, dal Black Panthers Party for Self-Defens al Black Liberation Army, passando dalla May 19 Coalition, organizzazione di ideologia comunista in cui militarono alcuni membri dei Weather Underground.

Poi, nel 1983, l'arresto e la condanna: 44 anni di carcere.

Silvia Baraldini viene accusata di aver organizzato e partecipato all'evasione e alla fuga di Assata Shakur, militante nera detenuta nel carcere di Clinton nel New Jersey, oggi esiliata a Cuba e ancora nella lista dei più pericolosi terroristi degli USA. L'operazione avviene senza spargimento di sangue, ma Baraldini subisce l'applicazione nei suoi confronti della legge RICO, ideata per combattere la criminalità organizzata e il terrorismo interno, dunque su di lei ricadono indiscriminatamente tutti i capi d'accusa che riguardano il movimento di cui è parte, compresa una rapina mai avvenuta.

Alla proposta da parte del FBI di scambiare la sua libertà con i nomi dei 'complici', Silvia Baraldini rifiuta e viene dunque trasferita a Lexington, nel carcere sotterraneo di massima sicurezza, dove trascorre quasi due anni in condizioni di totale isolamento sensoriale ammalandosi gravemente.

Nel 1999, infine, l'estradizione in Italia, con la garanzia però di continuare a scontare la pena in prigione. Fino al 2001, quando, proprio a causa della malattia, le vengono concessi gli arresti domiciliari.

L'ultimo atto di questo lungo accanimento giudiziario porta la data del 26 settembre 2006, quando, per effetto di un indulto, dopo 23 anni di detenzione, le viene finalmente restituita la libertà.




Silvia Baraldini non ha mai cercato attenzione mediatica e raramente ha scritto di sè, rilasciato interviste o testimoniato la sua sofferenza. Solo negli ultimi anni ha cominciato ad affrontare pubblicamente il suo percorso di vita, portando la sua esperienza nei centri sociali e in tutti quegli spazi disposti ad ospitarla ed ascoltarla.

Anche per questo ci tengo a ringraziarla ancora una volta per aver accettato di essere filmata per questa breve intervista rilasciata il 28 gennaio 2017 presso il Gratosoglio Autogestito di Milano (GTA) e per aver ricordato alcuni passaggi fondamentali della sua esistenza, dai primi contatti con il movimento afro-americano al ruolo della donna, dall'esperienza della prigionia alle valutazioni sull'eredità politica di anni che, comunque la si pensi, hanno segnato il corso degli eventi.

TRATTO : da   



lunedì 27 giugno 2016

Terroristi e falsari in difesa di terroristi, assassini e sequestratori. /Terroristas y falsarios en defensa de terroristas, asesinos y secuestradores



Un gruppo di controrivoluzionari  e terroristi facenti parte di organizzazioni con un ampio prontuario di violenza e pianificazione di attentati criminali contro Cuba, montaggio di attività destabilizzanti, tali come : "OZT, Frente de Resistencia Cívica “OZT”, Plantados hasta la Libertad y la Democracia, Alpha 66, Comisión Política del CIEPPC y la Unión de Expresos Políticos Cubanos (Zona nord-est degli USA). A cui si  è loro  unito un  mercenario come Jorge Luis García Pérez (Antúnez), hanno inviato una lettera ai loro  complici della mafia anticubana nel Congresso USA, a sapere i senatori Robert "Bob" Menéndez e Marco Rubio, così come i rappresentanti Ileana Ros-Lehtinen, Mario Díaz-Balart, Albio Sires, Carlos Curbelo ed Alex Mooney, sollecitando il loro appoggio per riuscire a scarcerare noti terroristi che stanno scontando condanne in prigioni cubane, dopo di essere stati giudicati per i loro atti e condannati dalle leggi cubane.
Tra i firmatari appaiono anche connotati controrivoluzionari come Angelo Di Fana, Ernesto Díaz Rodríguez, José A. Jiménez ed Angelo Alfonso Tedesco.
Il principale e debole argomento è sostenere ragioni umanitarie,cercare di trovare per questi individui la condizione di prigionieri politici, quando eccede evidente il loro agire criminale e pericoloso per la sicurezza pubblica tanto in Cuba come in USA. Il fine è aprirgli le porte mediante una pressione al governo di Obama e che sia loro garantito l'entrata nella nazione settentrionale.

La lista è composta da 32 persone, come supposti "carcerati" dimenticati in Cuba, include i terroristi salvadoregno Francisco Chávez Abarca, Raúl Ernesto Cruz Leon  ed Otto René Rodríguez Llerena….. Daniel Santovenia Fernández, Pedro de la Caridad Álvarez Pedroso, Armando Sosa Fortuny, Ihosvani Suris de la Torre, Máximo Valdés Pradera, Santiago Padrón Quintero, Miguel Díaz Bouza, Humberto Eladio Real Suarez (Assassino del pescatore sportivo Arcilio Dionisio Rodríguez García), Lázaro González Caraballo, Pedro Guisao Peña, José Ramón Falcón González, Jesús Manuel Rojas Pineda, Miguel Díaz Bouza,…

Include persone che come Luis Miguel Almeida Pérez y René Salmerón Mendoza, assassinarono selvaggiamente a tre combattenti in un violento piano di fuga verso gli USA nel 1992. Come sequestratori violenti o complici in atti di sequestro di motoscafi, aereonavi, anche loro furono condannati :Harold Alcalá Aramburu, Raúl Manuel  Cornel de la Rosa, José David Hermán Aguilera, Lewis Arce Romero, Lázaro Ávila Sierra, Maikel Delgado Aramburo, José Ángel Díaz Ortiz, Ramón Henry Grillo, Wilmer Ledea Pérez, Jorge Luis Pérez Puentes, Francisco Reyes Rodríguez, Yoanny Thomas González, e altri.  Include  anche  gli assassini di due combattenti nel tentativo di uscire illegalmente dal paese come il caso di Leandro Cerezo Sirut, Yoan Torres Martínez, Karel de Miranda Rubio, Alain Forbes Lamorú y Ríder Lescay Veloz.

Tra i sollecitati si incontra anche i traditori della rivoluzione  come Claro Fernando  Alonso Hernández, Ernesto Borges y Miguel Álvarez.

Orignal en Espanol : 

Un grupo de contrarrevolucionarios y terroristas –integrantes de organizaciones con un amplio prontuario de violencia y planificación de atentados criminales contra Cuba, así como del montaje de actividades desestabilizadoras, tales como el Frente de Resistencia Cívica “OZT”, Plantados hasta la Libertad y la Democracia, Alpha 66, Comisión Política del CIEPPC y la Unión de Expresos Políticos Cubanos (Zona noreste de EE.UU)– a los que se han unido mercenarios como Jorge Luis García Pérez (Antúnez), han dirigido una carta a sus compinches de la mafia anticubana en el Congreso USA, a saber los senadoresRobert “Bob” Menéndez y  Marco Rubio, así como los representantes Ileana Ros-Lehtinen, Mario Díaz-Balart, Albio Sires, Carlos Curbelo y Alex Mooney, solicitando su apoyo para lograr la excarcelación de connotados terroristas que purgan condenas en prisiones cubanas, luego de haber sido juzgados por sus actos y condenados por las leyes cubanas.

Entre los firmantes también aparecen connotados contrarrevolucionarios como Ángel De Fana,  Ernesto Díaz Rodríguez,  José A. Jiménez y Ángel Alfonso Alemán. 

El principal y débil argumento es sustentar razones humanitarias y tratar de endilgarles a estos individuos la condición de prisioneros políticos, cuando sobra evidencia de su actuar criminal y peligroso para la seguridad pública tanto en Cuba como en EEUU. El fin es abrirle las puertas mediante una presión al gobierno de Obama y que se les garantice la entrada a la nación norteña.

La lista integrada por 32 personas, como supuestos “presos olvidados” en Cuba, incluye a los terroristas salvadoreños Francisco Chávez Abarca, Raúl Ernesto Cruz León y Otto René Rodríguez Llerena.

Asimismo, integran la lista terroristas capturados en Cuba procedentes de EEUU y cuyo propósito era realizar actos terroristas, tales como Daniel Santovenia Fernández, Pedro de la Caridad Álvarez Pedroso, Armando Sosa Fortuny, Ihosvani Suris de la Torre, Máximo Valdés Pradera, Santiago Padrón Quintero, Miguel Díaz Bouza, Humberto Eladio Real Suarez (asesino de un pescador deportivo nombrado Arcilio Dionisio Rodríguez García), Lázaro González Caraballo, Pedro Guisao Peña, José Ramón Falcón González, Jesús Manuel Rojas Pineda, Miguel Díaz Bouza,entre otros.

Incluyen personas que como Luis Miguel Almeida Pérez y René Salmerón Mendoza asesinaron salvajemente a tres combatientes en un plan violento de fuga hacia EEUU en 1992. Como secuestradores violentos –o involucrados en actos de secuestro de lanchas o aeronaves–  también fueron condenados Harold Alcalá Aramburu, Raúl Manuel  Cornel de la Rosa, José David Hermán Aguilera, Lewis Arce Romero, Lázaro Ávila Sierra, Maikel Delgado Aramburo, José Ángel Díaz Ortiz, Ramón Henry Grillo, Wilmer Ledea Pérez, Jorge Luis Pérez Puentes, Francisco Reyes Rodríguez, Yoanny Thomas González, entre otros. También incluye a los asesinos de dos combatientes con el fin de salir ilegalmente del país como son los casos de Leandro Cerezo Sirut, Yoan Torres Martínez, Karel de Miranda Rubio, Alain Forbes Lamorú y Ríder Lescay Veloz.

Se encuentran entre los solicitados traidores a la Revolución como Claro Fernando  Alonso Hernández, Ernesto Borges y Miguel Álvarez.

Tratto da : Descubriendo Verdades