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venerdì 27 marzo 2015

Quando si aggredisce il Venezuela, Cuba si sente ugualmente aggredita.


Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez è andato alcuni giorni fa a Caracas dove ha dichiarato "Sono venuto per esprimere l'infinita, completa ed assoluta solidarietà della Rivoluzione Cubana alla Rivoluzione Bolivariana. UNASUR da Quito condanna le azioni d'ingerenza degli USA e chiede a Obama di derogare l'ordine presidenziale contro il Venezuela.

"Sono venuto per esprimere l'infinta, completa ed assoluta solidarietà della Rivoluzione Cubana con la Rivoluzione Bolivariana, l'assoluta lealtà alla memoria del Comandante eterno Hugo Chávez Frías, il miglior amico della Rivoluzione Cubana. Quando si aggredisce il Venezuela, Cuba si sente ugualmente aggredita, così come tutta Nuestra America", ha indicato il ministro cubano Bruno Rodríguez Parrilla, arrivando in Venezuela.

Esprimendo il totale sostegno al popolo e al Governo venezuelano e la condanna alle misure unilaterali e d'ingerenza degli Stati Uniti contro la nazione Bolivariana, Rodríguez ha puntualizzato che alla vigilia di momenti così importanti nella regione, Cuba e il Venezuela restano sempre unite.

Il diplomatico ha sottolineato nelle sue dichiarazioni che si trova a Caracas anche per esprimere: "La nostra assoluta ed energica riprovazione per l'ordine esecutivo del Presidente degli Stati Uniti, che considera il Venezuela - in maniera arbitraria, infondata ed aggressiva - una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed applica misure unilaterali che sono una violazione del Diritto Internazionale. Sono venuto anche, ha aggiunto, a dire che i nostri collaboratori resteranno qui a lavorare con tutto lo sforzo e la normalità in qualsiasi circostanza che si presenterà in Venezuela e a Cuba, nella loro indistruttibile unità".

Bruno Rodríguez ha assicurato che gli Stati Uniti hanno provocato un grave danno all'ambiente emisferico alla vigilia del Vertice delle Americhe ed ha sostenuto che ci si deve chiedere con quale obiettivo. "Sono sicuro che l'America Latina e i Caraibi reagiranno con tutto il vigore e la fermezza contro le minacce al Venezuela".

"Spero che il Governo degli Stati Uniti comprenda che non si può maneggiare Cuba con la carota e il Venezuela con il bastone. Sono finiti i tempi del bastone e la carota, sono finiti i tempi di trattare l'America Latina e i Caraibi come il cortile posteriore degli Stati Uniti", ha indicato ancora il capo della diplomazia cubana.

"È imprescindibile un Vertice dell'ALBA urgente che, sono sicuro, si pronuncerà con assoluta fermezza e decisione in solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, con l'Unione Civico - Militare che è fondamenta del processo bolivariano e Chavista", ha dichiarato il ministro Rodríguez, assicurando che si rinnoverà il nostro omaggio al Comandante Hugo Chávez Frías, che è nella nostra lotta quotidiana, che è la difesa degli interessi dei nostri popoli, che è far avanzare l'integrazione in America Latina e nei Caraibi".

L'UNASUR ha valutato

Nello stesso tempo a Quito, in Ecuador, i 12 ministri degli Esteri dell'Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) si sono riuniti per valutare le azioni d'ingerenza promosse dal Governo degli Stati Uniti contro il Venezuela.

All'inizo della riunione straordinaria, il blocco d'integrazione ha ratificato la piena vigenza dei principi che sono alla base della formazione dell'organismo: mantenere la regione come zona di pace, rinforzare la democrazia e garantire i diritti umani nella regione, come ha segnalato il segretario generale di UNASUR, Ernesto Samper, all'inizio dell'incontro che si è svolto nella sede della segreteria generale del Blocco, nel complesso Mitad del Mundo, a 14 chilometri a nord di Quito.

Al termine della riunione della UNASUR, un testo firmato dai ministri degli Esteri degli Stati membri, sollecita la deroga del citato decreto esecutivo emesso dal Presidente Barack Obama lunedì 9 marzo, considerato "una minaccia dovuta all'ingerenza".

La dichiarazione è stata letta dal rappresentante dell'Uruguay, Rodolfo Nin Novoa (informa AFP).

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa, ha definito vergognose le minacce al Governo bolivariano ed ha puntualizzato durante la sua abituale trasmissione del sabato, Enlace Ciudadano: "Come possono dire gli Stati Uniti che il Venezuela è un pericolo per la loro sicurezza nazionale? È una vergogna e poi hanno imposto sanzioni unilateralmente! Sino quando sopporteremo tutte queste cose?", ha esclamato (riportato da PL).

La leader della diplomazia del Venezuela, Delcy Rodríguez, che è giunta accompagnata dal suo pari ecuadoregno Ricardo Patiño alla sede della riunione straordinaria di UNASUR, è stata ricevuta con grida di approvazione per il presidente Nicolás Maduro e il Governo bolivariano, grida che si sono moltiplicate.

"Veniamo a ribadire la solidarietà con il Venezuela, perchè gli Stati Uniti non hanno il diritto d'immischiarsi nella politica interna di questo paese", ha commentato a Prensa Latina, Vladimir Mora, che lavora nella Gran Nacional Minera, impresa mista ecuadoregno-venezuelana e che come i suoi compagni di lavoro portava le bandiere dei due paesi.

I membri della Gioventù Comunista dell'Ecuador hanno gridato slogan di sostegno: «Maduro, seguro, a los yanquis dales duro».

Il Venezuela alza lo Scudo Bolivariano

"Con la realizzazione, da sabato 14 e per i successivi dieci giorni, dell'Esercitazione Militare "Scudo Nazionale", il Potere popolare e la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) hanno ratificato la loro volontà di vincere", ha segnalato il ministro alla Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, offrendo una dichiarazione a Fuerte Tiuna, a Caracas, dove ha diretto la manovra civico-militare alla quale hanno partecipato 80.000 soldati e 20.000 civili.

Il ministro ha spiegato che questi sono esercizi che rinforzano la preparazione, identificano maggiormente il soldato nel suo impegno con la sua missione, con la sua volontà di vincere.

Alle esercitazioni hanno partecipato soldati, lavoratori, miliziani e portavoce comunitari, mobilitati dopo l'aggressione del governo degli Stati Uniti, il cui presidente Barack Obama ha firmato lo scorso lunedì 9 marzo, un ordine esecutivo che dichiara che il Venezuela è una minaccia straordinaria ed inusuale per la sicurezza nazionale e la politica estera statunitense.

Il titolare alla Difesa del Venezuela ha indicato che sono state attivate le sette Regioni Strategiche di Sviluppo Integrale - REDI - oltre alle 24 Zone di Sviluppo Integrale - ZODI - e le aree di difesa integrale, per mettere in marcia la strategia di difesa del popolo.

Padrino López ha precisato che l'Armata Bolivariana del Venezuela svilupperà le esercitazioni verso il Golfo del Venezuela, mentre la Fanteria della Marina parteciperà ad altre manovre a Puerto Cabello, nello Stato di Carabobo; altri militari saranno ad Amuay, Falcón e ad Apure.

Il Ministro ha spiegato che queste esercitazioni hanno l'obiettivo di potenziare la difesa integrale della nazione, come stabilisce l'Articolo 322 della Costituzione Nazionale, riferendosi al fatto che la sicurezza del paese è responsabilità dello Stato, ma la sua difesa corrisponde a tutti i venezuelani (ha puntualizzato a AVN).

"La difesa della Patria corrisponde a tutti i venezuelani e a loro si devono aggiungere l'impresa privata, le istituzioni pubbliche, tutte le istanze del Governo e dello Stato.

"Anche l'Articolo 326 parla della responsabilità nei temi della difesa della nazione", ha ricordato in una trasmissione della Venezolana de Televisión.

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, martedì 11, ha convocato il popolo venezuelano a partecipare all'esercizio nazionale, lo Scudo Bolivariano, come meccanismo per definire i punti di difesa di fronte a qualsiasi aggressione statunitense contro il Venezuela.

La notte di sabato 14, dalla sede del ministero del Potere Popolare per la difesa, a Caracas, Maduro ha offerto un bilancio dell'esercizio ed ha informato che questo durerà sino al 28 marzo. Inoltre ha segnalato il lavoro che sta sviluppando la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) e ha detto: "Voglio fare i miei complimenti a tutti i soldati e le soldatesse della Patria venezuelana che oggi hanno dato un esempio di professionalità, di morale e d'amore per la nostra Patria e per il nostro popolo".

Domenica 15 l'Assemblea Nazionale si è riunita per il secondo dibattito sulla Legge Abilitante antimperialista presentata dal capo dello Stato, che gli darà poteri per preservare la pace e difendere la Patria venezuelana.

( Traduzione GM – Granma Int.)

Cubadebate | granma.cu

A Piombino il 26  marzo 2015 marzo Aleyda Guevara figlia  di Ernesto CHE Guevara  a ribadito in maniera chiara e esplicita che la fratellanza che lega Cuba e Venezuela non verrà mai meno,


www.resistenze.org


lunedì 24 febbraio 2014

La minaccia fascista in Venezuela di Atilio A. Boron

     

    L'escalation destabilizzante che attualmente soffre il governo bolivariano del Venezuela ha un obiettivo non negoziabile: il rovesciamento del governo di Nicolas Maduro. Non c'è un briciolo di interpretazione di questo scrittore in questa dichiarazione. E 'stato più volte espressa non solo dai manifestanti di destra nelle strade, ma i suoi principali dirigenti locali e gli istigatori: Leopoldo López (ex sindaco di Caracas comune di Chacao, e capo del partito Popolare Will) e Maria Corina Machado, MP per Unisciti alla Assemblea Nazionale del Venezuela. In più di un'occasione si riferivano alle intenzioni che svolgono la loro protesta utilizzando un'espressione regolare che si rivolge al Dipartimento di Stato: eufemistico "cambiamento di regime", un genere e sostituisce il "colpo di stato" screditato. Ciò che si chiede è proprio questo: un "golpe" che ha posto fine all'esperienza chavista. L'invasione della Libia e il rovesciamento e il linciaggio di Muammar Gheddafi sono un esempio di "cambiamento di regime", mezzo secolo fa che gli Stati Uniti si propone senza successo simile a Cuba.. . Ora stanno cercando con tutte le forze, in Venezuela
    Questa feroce campagna contro il governo bolivariano in realtà un aumento del fascismo contiene lunga radici interne ed esterne strettamente intrecciate e di solidarietà in un obiettivo comune: alla fine Nightmare stabilito dal Comandante Hugo Chavez dal suo insediamento nel 1999. Per gli Stati Uniti la determinazione venezuelano ha affermato sulle vecchie riserve accertate di petrolio al mondo, sconfiggere l'ALCA e l'avanzamento dei processi di integrazione e di unità in America Latina e nei Caraibi, UNASUR, il Mercosur espanso, CELAC, Petrocaribe, tra gli altri, mai guidato come mai prima dal leader bolivariano sono intollerabili e inaccettabili, meritevoli di sfide lezione esemplare. Opposizione interna a Chavez significava la fine dei vantaggi e scambiato è derivato dalla sua partnership con il governo degli Stati Uniti e le aziende americane nel saccheggio e la rapina dei proventi del petrolio, e trovò i leader e organizzazioni politiche Quarta Repubblica piccoli operatori locali e partner essenziali. Sia Washington e le sue pedine erano sicuri che Chavez non sarebbe sopravvissuta alla scomparsa del suo fondatore. Ma con le elezioni presidenziali del 14 aprile 2013 le sue speranze sono state deluse: Nicolás Maduro Henrique Capriles ha prevalso su da un piccolo ma sufficiente e indiscutibile, percentuale di voti. La risposta di questi oligarchi travestiti protagonisti della repubblica è stato ignorare il verdetto delle urne e poi scatenare violente proteste che hanno ucciso più di una dozzina giovane bolivariana, ferendone circa un centinaio, oltre alla distruzione di numerosi edifici e proprietà pubbliche. Va notato che oggi, dieci mesi dopo le elezioni presidenziali, Washington non ha formalmente riconosciuto la vittoria di Nicolas Maduro. Invece, l'improbabile premio Nobel per la pace ha ora a riconoscere come il vincitore delle elezioni presidenziali del 24 novembre dell'Honduras passato-contaminato oltre le parole e fraudolente come pochi, il candidato di "ambasciata" John O. Hernández. L'imperialismo non è sbagliato a scegliere i loro nemici: Castro, Chavez, ormai maturo, Correa, Morales, e contrariamente a quanto alcuni ingenuamente postulare, non vi è alcun diritto di essere "opposizione leale" a un governo genuinamente di sinistra. Meno anche se si tratta di un diritto gestito da telecomando dalla Casa Bianca. Se ti comporti con lealtà è perché quel governo fu colonizzata dal capitale. Nonostante la violenza dei militanti del Democratic Unity tabella che tengono la candidatura di Capriles il governo è riuscito a ristabilire l'ordine nelle strade. Contribuito a questa risposta del governo chiaro e forte, e anche la certezza che la leadership del MUD aveva le elezioni municipali dell'8 dicembre, del diritto caratterizza come un plebiscito avrebbe permesso loro di sconfiggere Chavez poi chiedere le dimissioni immediate Coppia o, nel peggiore dei casi, di convocare un anticipo di referendum abrogativo senza dover attendere fino alla metà del 2016, come richiesto dalla Costituzione. Ma la beffa fallì perché sono stati in gran parte sconfitti da quasi un milione di voti e la differenza di nove punti percentuali.
    Stupito al risultato inaspettato che per la prima volta ha offerto la capacità del governo bolivariano di gestire per due anni delle relazioni pubbliche e gestire l'economia senza la necessità di impegnarsi in campagne di distrazione virulenti ed elettorali, antichavistas pellegrinaggio a Washington per ridefinire la propria strategia in termini di esigenze geopolitiche dell'impero e di prendere gli ordini, denaro e aiuti di vario tipo per sostenere il loro progetto destabilizzante. Sconfitto alle urne è stata la priorità
    immediata ora, come Richard Nixon richiesto per il Cile di Salvador Allende nel 1970, "facendo scricchiolare l'economia". Di qui le campagne di sabotaggio pianificati stockouts e sfrenata speculazione monetaria (come raccomandato nel suo manuale operazioni l'esperto CIA Eugene Sharp), attacchi della stampa, dove le bugie e terrorismo mediatico non conoscono limiti o eventuali scrupoli morali, poi peggiorare le cose, "il calore di strada", volto a creare una città simile di Bengasi in Libia, in grado di distruggere completamente l'economia e innescare una grave crisi di interventi di governance situazione inevitabile tornase di una potenza amica, sappiamo già chi è, a acudiese aiuto di venezuelani per ristabilire l'ordine infranto.
    Uno dopo l'altro queste iniziative fallirono, ma non rinunciare al suo diritto scopi sediziosi. Leopoldo López solo portare alla giustizia e spero che questo farà cadere, lui e il suo assistente, Maria Corina Machado, tutto il peso della legge. Portano diversi morti sui loro zaini e la cosa peggiore che potrebbe accadere in Venezuela sarebbe il governo o la giustizia non sarebbero notare ciò che è nascosto dentro l'uovo del serpente. In situazioni come queste, e con i nemici come questi, ogni tentativo di "riconciliazione nazionale" o "linea morbida" è il cammino sicuro di autodistruzione. I fascisti e l'imperialismo capiscono solo il linguaggio della forza. Lopez e Machado devono ricevere una punizione esemplare, sempre nel quadro della normativa vigente, e non dovrebbe essere escluso manifestazioni violente chiedendo il suo rilascio immediato. Né si deve scartare l'ipotesi che, in preda alla disperazione, il diritto potrebbe appellarsi a qualsiasi risorsa, è aberrante. Ma il perseguimento e la punizione dei mandanti di molto spargimento di sangue non sarà sufficiente a gettare il rischio di un rovesciamento brutale del governo bolivariano, l'unica garanzia è quello di mobilitare attivamente e organizzare le masse a sostenere Chavez sua "rivoluzione" con i suoi numerosi successi e dei loro errori. Questa è l'unica cosa che getterà il pericolo di un assalto fascista al potere che finirebbe il sanguinoso atto Bolivariana, innescando un'ondata reazionaria che riverberano in tutto il continente. Quindi, ciò che è in gioco in queste ore non è solo il futuro del Venezuela, ma in tutta l'America.
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