Visualizzazione post con etichetta mafia cubana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mafia cubana. Mostra tutti i post

giovedì 5 settembre 2013

La mafia di Miami a favore della guerra in Siria/Mafia anticubana de Miami a favor de la guerra en Siria




La mafia di Miami a favore
della guerra in Siria
5.09.2013 - M. H. Lagarde / Cubasi
I difensori ad oltranza delle cause più retrograde, i rappresentanti della mafia anticubana nel Congresso degli Stati Uniti, si sono sommati al coro di coloro che suonano, in quel paese, i tamburi di guerra contro la Siria.

Il presidente della Commissione Esteri del Senato degli Stati Uniti, il democratico
Bob Menendez, ha approvato un attacco militare contro la Siria perché, a suo avviso, la mancanza di azione di fronte all'uso di armi chimiche sarebbe "ancora più grave".

Menendez ha parlato all'iniziarsi la prima udienza al Congresso degli Stati Uniti dedicata a discutere di un possibile attacco militare contro il regime siriano.

"Certo che ci sono rischi in un'azione, ma le conseguenze dell'inazione sono maggiori e ancora più gravi: un maggiore disastro umanitario in Siria, l'instabilità regionale, la perdita di credibilità degli Stati Uniti nel mondo, un Iran e Corea del Nord incoraggiati e la disintegrazione del diritto internazionale" ha detto Menendez.

A quanto pare Menendez,  che ha ripetuto la tesi del senatore
McCain, che è in gioco la credibilità del presidente, sembra non considerare che l'attacco limitato chiesto da Obama provochi danni collaterali che significhino un disastro umanitario ancora più grande.

D'altra parte la rappresentante federale,
Ileana Ros-Lehtinen ha affermato all'organo ufficiale della mafia anticubana di Miami, El Nuevo Herald, che non fare nulla rispetto alla Siria sarebbe come dire al presidente siriano Bashar Assad che può uccidere i civili "con le pallottole, ma non può utilizzare il gas", e che questo invierebbe un messaggio sbagliato all'Iran.

Non ha detto nulla, naturalmente, su quella che dovrebbe essere la posizione degli Stati Uniti in merito alle migliaia di morti in Egitto per la repressione di coloro che, di recente, hanno rovesciato il presidente Mursi.

La rappresentante ha assicurato che lei  é incline ad approvare una un numero limitato di attacchi aerei contro obiettivi chiavi, ma che si opporrebbe a qualsiasi dispiegamento di "stivali sul terreno" di truppe USA in Siria, così come una strategia di "cambio di regime". Ella si oppone, inoltre, ad armare i ribelli siriani affermando che alcuni di loro sono fondamentalisti islamici e gli altri sono sconosciuti.

A quanto pare, la rappresentante ha grandi lacune per ciò che accade al di là dei confini della Repubblica Bananera di Miami, perché quello che è successo finora in Siria è solo la conseguenza della strategia del governo degli Stati Uniti per cercare di cambiare il governo di quel paese mediante l'utilizzo di mercenari siriani ed internazionali.

Quello dell'attacco chimico, le cui prove Lehtinen dice di aver visto, sono nient'altro che un mero pretesto per chiudere con un fuoco d'artificio una politica d'ingerenza che é già costato decine di migliaia di vittime del popolo siriano.
Mafia anticubana de Miami a favor de la guerra en Siria
Defensores a ultranza de las más retrógradas causas, los representantes de la mafia anticubana en el Congreso de Estados Unidos se han sumado al coro de los que hacen sonar en ese país los tambores de la guerra contra Siria.
El presidente del Comité de Relaciones Exteriores del Senado de EEUU, el demócrata Bob Menéndez, respaldó el martes un ataque militar contra Siria porque, a su juicio, la falta de acción frente al uso de armas químicas sería "aún más grave".
Menéndez habló así al iniciarse la primera audiencia en el Congreso de EEUU dedicada a debatir un posible ataque militar contra el régimen sirio.
"Por supuesto que hay riesgos en una acción, pero las consecuencias de la inacción son mayores y aún más graves: un mayor desastre humanitario en Siria, inestabilidad regional, la pérdida de la credibilidad estadounidense en el mundo, un Irán y Corea del Norte envalentonados y la desintegración del derecho internacional", advirtió Menéndez.
Por lo visto, Menéndez, quien repitió el argumento del senador McCain de que está en juego la credibilidad del presidente, al parecer no considera que el ataque limitado pedido por Obama provoque daños colaterales que signifiquen un desastre humanitario aún mayor.
Por otra parte, la representante federal Ileana Ros-Lehtinen afirmó al órbano oficial de la mafia anticubana en Miami, el diario El Nuevo Herald, "que no hacer nada con respecto a Siria sería como decirle al presidente Bashar Assad que puede matar a civiles “con balas, pero no puedes usar gas”, y que eso le enviaría el mensaje erróneo a Irán.
Nada dijo, por supuesto, sobre cuál debía ser la posición de Estados Unidos respecto a los miles de muertos en Egipto por la represión de quienes derrocaron recientemente al presidente Mursi.
La representante aseguró que ella se inclina a favor de aprobar una serie limitada de ataques aéreos a blancos clave, pero que se opondría a todo despliegue de tipo “botas en el suelo” de tropas de Estados Unidos en Siria, así como a una estrategia de “cambio de régimen”. Ella se opone además a armar a los rebeldes sirios, alegando que algunos de ellos son fundamentalistas islámicos y otros son desconocidos.
Por lo visto, la representante tiene grandes lagunas en cuanto a lo que sucede más allá de las fronteras de la república bananera de Miami, porque lo que ocurrido hasta ahora en Siria es solo consecuencia de la estrategia del gobierno de Estados Unidos para tratar de cambiar el gobierno en ese país mediante el uso de mercenarios sirios e internacionales.
Lo del ataque químico, cuyas pruebas Lehtinen dice que ha visto, no pasa de un mero pretexto para cerrar con broche de fuego una política de injerencia que ya ha costado decenas de miles de víctimas al pueblo sirio.
Escrito por M. H. Lagarde / Cubasi



venerdì 21 settembre 2012

Complice di Posada Carriles ribadisce il suo appoggio al candidato Capriles


Complice di Posada Carriles ribadisce il suo appoggio al candidato Capriles

Ricardo Koesling (il dirigente del partito politico Piedra che aveva dichiarato che “ai sostenitori di Chavez li manderemo via con il piombo, i colpi, a calci o in qualsiasi altro modo” proclamando che continua ad appoggiare il candidato della destra Henrique Capriles Radonski), è il capo della mafia cubano americana di Miami a Caracas e rappresenta in Venezuela la rete terrorista di Luis Posada Carriles.
Isterico, dopo l’annuncio della rottura di Piedra con la formazione di Capriles Radonski, Koesling, che dice di essere ancora il segretario delle finanze ed avvocato del gruppo, ha espresso la sua rabbia durante un’intervista a Radio Caracas.
Koesling è associato al terrorismo cubano americano fin dagli anni settanta. Fu complice della fuga di Luis Posada Carriles dal carcere di San Juan de los Morros, nel 1985, mentre collaborava ad alto livello con il Governo di Jaime Lusinchi.
Il 12 aprile 2002, a Caracas, Ricardo Koesling fu tra coloro che diressero l’assalto all’ambasciata cubana durante il colpo di Stato contro Chávez, insieme a Salvador Romaní, che si trova attualmente in asilo politico a Miami con la compiacenza del Dipartimento di Stato. In questo stesso atto di terrorismo contro i rappresentanti diplomatici cubani, partecipò attivamente l’attuale candidato della destra Henrique Capriles Radonski, allora sindaco del municipio di Baruta.
Koesling appartiene alla stessa rete cubano americana del terrorista Francisco Pimentel, complice degli attentati de L’Avana nel 1997, ed Hermes Rojas, artefice delle torture insieme a Posada ad El Salvador.
Tra le relazioni di Koesling a Caracas ci fu sporadicamente Henry López Sisco, che attualmente si trova in asilo politico in Costarica. Torturatore ed assassino della polizia segreta durante l’amministrazione di Carlos Andrés Pérez, vecchio sbirro che diresse le riunioni che si svolsero tra i rappresentanti della polizia del governo di Carlos Andrés Pérez e Manuel Contreras, il capo della DINA di Pinochet, nell’agosto del 1975.
Nel circolo dei legionari di Koesling, bisogna segnalare inoltre il golpista Alejandro Peña Esclusa, oggi capo di UnoAmerica, l’organizzazione fascista latinoamericana promossa da ex militari dell’Operazione Condor e complice di azioni terroriste. Peña Esclusa continua ad essere accusato di possesso illegale di esplosivi dopo le denunce del terrorista di El Salvador Francisco “El Panzón” Chávez Abarca.


A Miami, la truppa mafiosa di Capriles Radonski

Dopo il trionfo di Hugo Chávez e della sua Rivoluzione, la mafia di Miami che per decenni ha eseguito i piani della CIA per destituire la Rivoluzione Cubana, se è ampliata con un banda di venezuelani che hanno fatto dell’opposizione al Presidente il loro affare. Come lo fecero a partire dal 1959 i complici della dittatura di Fulgencio Batista, con l’appoggio aperto o occulto delle varie amministrazioni nordamericane che si sono susseguite.
Alla fine di febbraio del 2009, su iniziativa di Posada e di Ángel de Fana Serrano, si riunirono pubblicamente a Miami terroristi e mafiosi cubano americani con golpisti venezuelani guidati da Patricia Poleo e militari venezuelani traditori. De Fana partecipò nel 1997 nel complotto dello yacht La Esperanza, gestito dalla FNCA, organizzato da Posada ed auspicato dalla CIA che condusse un gruppo di terroristi verso la Isla Margarita per commettere un attentato contro la vita di Fidel.
Si trovava in prima fila nella suddetta riunione cospirativa, Patricia Poleo, profuga della giustizia venezuelana a causa della cospirazione per il vigliacco assassinio del procuratore Danilo Anderson. Al suo fianco si trovava colui che fece da aiutante a Pedro Carmona nel colpo di Stato contro il presidente Chávez nel 2002, il colonnello dell’esercito Gustavo Díaz.
Si fecero vivi anche il capitano traditore della Guardia Nazionale Javier Nieto Quintero, vincolato nel 2004 ad un caso di paramilitari colombiani, ed il tenente José Antonio Colina Pulido, responsabile degli attentati con esplosivi contro gli uffici diplomatici di Spagna e Colombia a Caracas nel 2003.
A questa truppa si sommava l’ex commissario della Direzione dei Servizi di Intelligence e Prevenzione (DISIP) Joaquim Chaffardet, anch’egli con base in Florida, nella cui casa furono ritrovati a marzo del 2009 alcuni esplosivi oltre a materiale vincolato con il caso dell’attentato contro l’aereo di Cubana de Aviacion distrutto in pieno volo nel 1976.
Da allora sono giunti a Miami molti altri delinquenti, corrotti, profughi, come Guillermo Zuloaga, ex presidente del canale di notizie Globovisión, e Raúl Díaz Peña, complice profugo di Colina Pulido.
Questa confraternita di criminali con la quale si identifica Koesling, costituisce oggi l’appoggio poco invidiabile del quale dispone in territorio nordamericano il candidato dell’opposizione alla Rivoluzione Bolivariana.