sabato 11 marzo 2017

VENEZUELA : Nessuno può distruggere il PCV !! ¡Al PCV no lo destruye nadie!



86 anni di lotta coerente, sconfiggendo tutte le misure che hanno cercato di piegarlo

Questo 5 marzo, il decano dei partiti politici del nostro paese, il Partito Comunista del Venezuela (PCV), arriva ai suoi 86 anni di esistenza; quasi nove decenni di vita, durante le quali ha resistito, affrontato e superato le più svariate forme di aggressione delle diverse espressioni dello Stato capitalista ancora esistente – specialmente delle sanguinarie dittature gomecista e perezjimenista, o delle criminali democrazie borghesi del puntofijismo.

Nella storia del Venezuela di tutto il 20° secolo e del 21° corrente, non c'è organizzazione politica o sociale che abbia sacrificato tante vite come il PCV nelle molteplici battaglie antimperialiste, in difesa dei diritti della classe operaia e nelle lotte a favore degli interessi della patria e del popolo lavoratore.

Lungo questi 86 anni, lo Stato borghese ha cercato in vari modi di sottomettere e piegare l'agguerrito Partito del Gallo Rosso, incarcerando i suoi deputati, facendo scomparire e assassinando i suoi dirigenti, torturando i suoi militanti, illegalizzando la sua personalità giuridica, censurando i suoi giornali, infiltrando provocatori, stimolando in modo artificioso frazioni, cercando di corrompere.

Ma, come ben diceva Gustavo Machado: "Il PCV non lo distrugge nessuno!", perché la sua stessa esistenza è una necessità storica e la sua attualità è determinata – tra le altre – dai suoi fondamentali compiti ancora da raggiungere: il trionfo della rivoluzione proletaria e popolare, per iniziare la costruzione del Socialismo sulle basi scientifiche del marxismo-leninismo.

In questi momenti – nel quadro del suo 86° Anniversario e del percorso verso il suo 15° Congresso - , il Partito dei comunisti venezuelani sta conducendo una nuova battaglia, contro la betancourista Legge dei partiti politici, riunioni pubbliche e manifestazioni (del 1965, timidamente riformata nel 2010 senza adattarla al testo costituzionale del 1999), rafforzata dalla Camera Costituzionale della Corte Suprema di Giustizia (TSJ) il 5 gennaio 2016, e superata illecitamente dalle Norme del CNE, del 4 marzo 2016, rendendo pubblico il processo di registrazione dei militanti dei partiti.

Le reazioni internazionali alle azioni tendenti a stabilire condizioni inaccettabili per il PCV, si riassumono in quanto affermato da Pavel Blanco, primo segretario del PC del Messico: "Nei momenti più difficili […], sia con Chavez che ora con Maduro, è stato il PCV quello che è riuscito a mobilitare la solidarietà internazionale. Ma oltre il fatto che sarebbe sleale illegalizzare oggi il PCV, il governo dovrà affrontare un dilemma: assomigliare più ai regimi oppressivi che esercitarono il potere in Venezuela nella IV Repubblica, o piuttosto ai cambiamenti che afferma di volere".

Battaglia politica

Questa nuova battaglia è propriamente politica, ma il PCV ha deciso anche di assumerla nell'ambito giuridico perché non solo esistono principi giusti ma anche precetti costituzionali, come quello che sancisce: "La Costituzione è la norma suprema e il fondamento dell'ordinamento giuridico […]" (art.7), che stabilisce che lo Stato venezuelano "[…] propugna come valori superiori del suo ordinamento giuridico e della sua attuazione, la vita, la libertà, la giustizia, l'uguaglianza, la solidarietà, la democrazia, la responsabilità sociale e in generale, la preminenza dei diritti umani, dell'etica e del pluralismo politico" (art.2).

Allo stesso modo, lo Stato garantirà "[…] conforme al principio di progressività e senza discriminazione alcuna, la gioia e l'esercizio irrinunciabile, indivisibile e senza discriminazione dei diritti umani. […]" (art.19); e che "Tutti i cittadini e cittadine hanno il diritto di partecipare liberamente negli affari pubblici […]. E' obbligo dello Stato e dovere della società facilitare la messa in opera delle condizioni più favorevoli a questa pratica" (art.62); o che "Tutti i cittadine e cittadine hanno il diritto di associarsi con fini politici, mediante metodi democratici di organizzazione, funzionamento e direzione. […]" (art.67).

Inoltre, "I trattati, patti e convenzioni relativi ai diritti umani, sottoscritti e ratificati dal Venezuela, hanno dignità costituzionale e prevalgono sull'ordine interno […], e sono di applicazione immediata e diretta da parte dei tribunali e degli altri organi del Potere Pubblico." (art.23), come è il caso del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, adottato dall'ONU e ratificato dal Venezuela, per cui "Ogni persona ha il diritto ad associarsi liberamente con altre […]. L'esercizio di tale diritto potrà esser soggetto alle restrizioni previste dalla legge che sono necessarie in una società democratica […]" (art.22).

Le carte sono sul tavolo, ognuno dovrà assumere le conseguenze delle sue posizioni e dei suoi atti. Il PCV ha espresso chiaramente che è disposto ad assumersi le conseguente derivanti dalla sua illegalizzazione; ma dovranno farlo anche i Potere Pubblici e dovranno assumersi il peso politico e storico di illegalizzare il PCV per la quarta volta nella sua storia, sommandosi alla lista che comprende il gomecismo, il perezjimenismo e il betancourismo.

Lo scorso 16 febbraio, l'Ufficio Politico del PCV ha consegnato alla Camera Costituzionale del TSJ, un ricorso di annullamento per incostituzionalità, con sollecitudine di misure cautelative. Affinché il nostro popolo lo conosca e analizzi, specialmente nei suoi aspetti politici, di seguito pubblichiamo brevi frammenti delle 23 pagine che lo compongono:

Cittadina Magistrata Gladys María Gutiérrez

Presidente e altri Magistrati della Camera Costituzionale della Corte Suprema di Giustizia

Suo Ufficio.

Io, Oscar Figuera […], agendo nel mio ruolo di Segretario Generale dell'organizzazione politica Partito Comunista del Venezuela (PCV), fondato il 5 marzo del 1931, […] debitamente assistito dal professore di diritto, avvocato Juan Rafael Perdomo, […] esercito a nome proprio e in rappresentanza dei e delle militanti del Partito Comunista del Venezuela (PCV), l'azione di annullamento per ragioni di incostituzionalità della norma contenuta nell'art.25 della Legge sui Partiti Politici, Riunioni Pubbliche e Manifestazioni […], considerando che questo articolo viola l'art. 22 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici, adottato dall'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) […], il quale è stato sottoscritto e ratificato dal Venezuela, e gli art. 2, 7, 19, 23, 62 e 67 della Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela […], per ragioni di fatto e di diritto che rispettosamente esponiamo di seguito.

[…]

Precedenti storici e contesto politico della Legge sui partiti politici, riunioni pubbliche e manifestazioni […]

La nostra organizzazione politica è stata fondata nella più assoluta clandestinità, durante la ferrea dittatura filo-imperialista del Generale Juan Vicente Gómez, in un contesto giuridico in cui la Costituzione del 22 maggio 1928 stabiliva espressamente nel suo art.32, inciso 6°, la proibizione di ogni attività comunista. A partire da questo divieto costituzionale, si qualificava l'attività comunista come tradimento della patria e si sanzionava con venti anni di carcere e l'espulsione dal paese. Analogamente è accaduto con le Costituzioni del 1929 e del 1931, dove le pratiche repressive dell'epoca si basavano su formalità legalitarie, nonostante si trattasse di una dittatura in pieno esercizio di fatto […].

Dopo la morte di Juan Vicente Gómez, nel dicembre 1935, il Partito Comunista del Venezuela (PCV) continuò ad esser illegale e di conseguenza clandestino, fino ad ottobre del 1945, quando il governo del Generale Isaías Medina Angarita, promosse una riforma costituzionale che eliminò l'inciso 6º dell'art. 32. Questo status legale fu molto breve, visto che alla vigilia dello sciopero petrolifero del 1950, la Giunta Militare composta da Carlos Delgado Chalbaud, Luis Llovera Páez e Marcos Pérez Jiménez, decise la illegalizzazione del Partito Comunista del Venezuela (PCV), interdizione che si estese fino al 23 gennaio 1958, quando con le forze del popolo nelle strade si produsse una insurrezione civile-militare che rovesciò la dittatura filo-imperialista perezjimenista.

La vittoria popolare ottenuta il 23 gennaio 1958, fu tradita dal "Patto di Punto Fijo", antecedente del "Patto di New York", promossi da rappresentanti del Capitale, nelle persone di Nelson Rockefeller e Eugenio Mendoza e di dirigenti politici dei partiti al servizio della borghesia, Acción Democrática (AD), Comité de Organización Política Electoral Independiente (COPEI) e Unión Republicana Democrática (URD), rispettivamente rappresentati da Rómulo Betancourt, Rafael Caldera e Jóvito Villalba, che concordarono con l'imperialismo di subordinare il progetto di sviluppo nazionale agli interessi delle multinazionali e del capitale finanziario, per cui era necessaria la segregazione e l'esclusione dei comunisti e di altri settori popolari e rivoluzionari.

In questa nuova tappa della storia politica contemporanea, si mette in pratica un nuovo modello repressivo dello Stato borghese, che inizia con la restrizione di garanzie costituzionali, previste nella Carta Politica del 1961, che da inizio al lungo periodo di repressione "puntofijista", in cui si applicarono detenzioni arbitrarie, irruzioni illegali, chiusura di mezzi di stampa e comunicazione, assassini, tortura, prigionia senza giusto processo, sparizione forzata per motivi politici, chiusura di organizzazioni politiche e sociali, implementazioni di campi di concentramento; in questo contesto si illegalizza per la terza volta il Partito Comunista del Venezuela (PCV) e viene promulgata l'attuale Legge sui Partiti politici, Riunioni e Manifestazioni, […] in data 30 aprile 1965, in cui l'art. 25 stabilisce il rinnovamento dei nominativi degli iscritti nelle organizzazioni con fini politici, non venendo modificata ma mantenuta testualmente nella riforma parziale di questa Legge […] in data 23 dicembre 2010.

Lo spirito, il proposito e ragione dell'articolo, obbedendo agli interessi oligarchici, burocratici e borghesi nel contesto storico segnalato, aveva come fine ultimo il controllo delle organizzazioni politiche. In contrapposizione, lo Stato democratico di Diritto e Giustizia propugnato dalla Costituzione del 1999, consacra la preminenza di metodi democratici di orientamento e azione politica come espressione partecipativa e protagonista del popolo nell'esercizio integrale dei suoi diritti di associazione per cui si richiede garantire il carattere permanente delle organizzazioni politiche; in forma tale che, il sottometterle al rinnovamento delle iscrizioni, sotto verifica biometrica dei suoi nominativi, violerebbe indubbiamente l'integrità individuale, famigliare e lavorativa dei suoi componenti, tra gli altri aspetti e diritti, che rendono passibile di annullamento l'articolo in commento, dato che siamo stati storicamente vittime di persecuzioni politiche e di flagranti violazioni dei diritti fondamentali e costituzionali, per cui come leader e responsabili della direzione del Partito Comunista del Venezuela (PCV) dobbiamo dar sicurezza e certezza giuridica ai nostri militanti e sostenitori, assicurando la pace famigliare, la protezione dei nostri integranti e la permanenza nella storia del nostro partito politico. […]

In tutti questi periodi di governo nella storia contemporanea venezuelana, si è praticata la tortura e il mancato rispetto dei diritti umani dei comunisti e delle organizzazioni popolari, di cui danno conto i massacri come quelli del Liceo Sanz, Cantaura, Yumare, El Amparo e El Caracazo, insieme alle numerose sparizioni forzose per motivi politici contro la militanza del nostro partito, […] tendenti ad ottenere la sottomissione attraverso l'uso della forza fondata sulla paura.

Tuttavia, anche quando la Costituzione del 1999 consacrò la rifondazione della Repubblica e in quell'anno iniziò un processo di rivendicazione politico-sociale delle masse popolari – guidato dall'ex presidente Hugo Chávez insieme ad una ampia alleanza di forze progressiste e di sinistra, con il Partito Comunista del Venezuela in prima fila–, dobbiamo rilevare un fatto storico importante che pone in evidenza i pericoli e minacce che tuttavia incombono sui e sulle comunisti/e e il movimento popolare nell'attuale lotta di classe nello Stato borghese ancora esistente, come dimostra il colpo di stato civile-militare del 2002 che attentò contro il governo democratico e costituzionale venezuelano, sequestrò il Presidente della Repubblica e durante due giorni di crisi nazionale furono brutalmente perseguiti e torturati i nostri militanti e sostenitori, indirizzando ancora una volta l'odio oligarchico contro i più nobili rappresentanti delle lotte sociali, storicamente e mondialmente riconosciuti.

[…]

Fondamenti

[…] Questi diritti politici consacrati nella Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, rispondono a principi universali tali come: trasparenza, credibilità e fiducia, evidenziando il ruolo preponderante delle organizzazioni politiche; in questo contesto il processo di rinnovamento delle iscrizioni previsto nell'art. 25 ejusdem e modulato dall'interpretazione della Camera Costituzionale della Corte del Tribunale Supremo di Giustizia, nella sentenza Nº 0001 del 05 gennaio 2016, […] acclarata nella decisione Nº 878 del 21 ottobre 2016, contraddice la libertà e sicurezza giuridica di partecipazione politica e di associazione con tali fini, ai suoi componenti, militanti e sostenitori, sostituendosi, il Potere Elettorale, nelle facoltà proprie delle direzioni dei partiti politici, come la supervisione, il controllo, la vigilanza e verifica dei loro militanti, poiché questi ultimi si rivolgono volontariamente come cittadini e cittadine manifestando il loro desiderio di unirsi alle sue file politiche per partecipare con mezzi leciti alla vita politica del paese, da qui che la partecipazione dei cittadini alla gestione pubblica indubbiamente interessa tutto l'ordinamento giuridico e impregna l'ordine costituzionale, perché allo Stato interessa la sua permanenza nel tempo; il diritto di associazione con fini politici esige metodi democratici di organizzazione, funzionamento e direzione, bastando il solo rinnovamento delle sue autorità con elezioni interne e partecipazione dei suoi iscritti, non rende possibile che si chieda ai partiti politici un rinnovamento che equivarrebbe a una nuova iscrizione all'organo elettorale, per cui fornire al Consiglio Nazionale Elettorale i dati degli iscritti al Partito Comunista del Venezuela, lede la libertà di associazione con fini politici, il diritto di uguaglianza dei partiti politici e di pari opportunità nelle competizioni elettorali, in cui si fonda l'idea di sovranità popolare e sottomissione di tutti i poteri alla Costituzione, con rilevanza speciale per le contese elettorali, giacché si fa in modo che tutti i partiti politici si rivolgono ad essa in modo equo; per cui il metodo di rinnovamento per altro antidemocratico segnalato nell'art.25 della menzionata Legge contravviene lo spirito, il proposito e le ragioni del costituente quando promulgò il diritto di associazione con fini politici, di partecipazione del popolo alla vita politica assicurando la libertà e l'uguaglianza dei partiti politici ed eradicando ogni tipo di restrizione nella pratica politica elettorale, cosa che, senza dubbio alcuno, evidenzia vizi di nullità per il citato art.25 delle già tante volte menzionata Legge.

[…]

Petizione

Cittadini Magistrati e Magistrate, sulla base dei precedenti argomenti di fatto e di diritto, sollecitiamo molto rispettosamente alla Camera Costituzionale della Corte Suprema di Giustizia (TSJ) di dichiarare la presente azione di annullamento per incostituzionalità, con l'obiettivo di consolidare una democrazia partecipativa e protagonista, di assicurare il principio di progressività, la libertà e l'uguaglianza dei diritti politici, di fomentare lo sviluppo e rafforzare le organizzazioni politiche per garantire la loro permanenza nel tempo. Per tanto sollecitiamo con carattere di urgenza che:

Si dichiari la nullità, per ragioni di incostituzionalità, dell'art.25 della Legge sui Partiti Politici, Riunioni Pubbliche e Manifestazioni, per aver infranto la Carta Magna negli articoli costituzionali che si sono indicati e specificamente perché ogni legge deve essere interpretare in accordo con la Costituzione e questa norma (art.25) manca di valore giuridico opponendosi alla Costituzione e crea una diseguaglianza inammissibile nella nostra Repubblica e pertanto la sua nullità si impone per ragioni di asepsi giuridica.

Sospenda cautelativamente l'applicazione dell'art. 25 della Legge sui Partiti Politici, Riunioni Pubbliche e Manifestazioni, per la durata del presente ricorso e, di conseguenza, ordini al Consiglio Nazionale Elettorale la sospensione provvisoria del Processo di Rinnovamento delle Organizzazioni con Fini Politici approvato da questo organo elettorale […

Partito Comunista del Venezuela (PCV) | prensapcv.wordpress.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare




¡AL PCV NO LO DESTRUYE NADIE!

86 años de lucha consecuente, derrotando todas las medidas que han intentado doblegarlo
Caracas, 3 mar. 2017, Tribuna Popular TP.- Este 5 de marzo, el decano de los partidos políticos de nuestro país, el Partido Comunista de Venezuela (PCV), arriba a sus 86 años de existencia; casi nueve décadas de continua vida orgánica, durante las cuales resistió, enfrentó y superó las más variadas formas de agresión de las diversas expresiones del Estado capitalista aún existente –especialmente de las sanguinarias dictaduras gomecista y perezjimenista, o de las criminales democracias burguesas del puntofijismo–.
En la historia de Venezuela de todo el siglo XX y de lo que va del XXI, no hay una organización política o social que haya ofrendado tantas vidas como el PCV en los múltiples combates antiimperialistas, en defensa de los derechos de la clase obrera y en las luchas a favor de los intereses de la patria y del pueblo trabajador.
A lo largo de estos 86 años, el Estado burgués ha intentado de distintas maneras someter y doblegar al aguerrido Partido del Gallo Rojo, encarcelando a sus diputados, desapareciendo y asesinando a sus dirigentes, torturando a sus militantes, ilegalizando su personalidad jurídica, clausurando sus periódicos, infiltrando provocadores, estimulando artificiales fracciones, pretendiendo sobornar y corromper.
Pero, como bien decía Gustavo Machado: «¡Al PCV no lo destruye nadie!», porque su propia existencia es una necesidad histórica y su vigencia está determinada –entre otras– por una de sus fundamentales tareas aun por lograr: el triunfo de la revolución proletaria y popular, para iniciar la construcción del Socialismo sobre las bases científicas del marxismo-leninismo.
En estos momentos –en el marco de su 86º Aniversario y del proceso hacia su 15º Congreso–, el Partido de los comunistas venezolanos está librando una nueva batalla, defendiendo y reivindicando su derecho a existir y a luchar, frente a la betancourista Ley de partidos políticos, reuniones públicas y manifestaciones (de 1965, tímidamente reformada en 2010 sin adaptarla al texto constitucional de 1999), reforzada por la Sala Constitucional del TSJ, el 5 de enero de 2016, y extralimitada abusivamente por las Normas del CNE, del 4 de marzo de 2016, y por el planteado proceso de registro de militantes de los partidos para hacerlo público.
Las connotaciones internacionales de las acciones tendientes a establecer condiciones que son inaceptables para el PCV, se resumen en lo expresado por Pavel Blanco, primer secretario del PC de México: “En los momentos más difíciles […], tanto con Chávez como ahora con Maduro, fue el PCV el que logró movilizar la solidaridad internacional. Pero más allá de que sería una deslealtad hoy ilegalizar al PCV, el gobierno se enfrentaría a un dilema: estaría más por parecerse a los regímenes opresivos que en la IV República ejercieron el poder en Venezuela que a los cambios que dice pretender.

Batalla política
Esta nueva batalla es eminentemente política, pero el PCV ha decidido también asumirla en el ámbito jurídico porque no sólo le asisten principios justos sino también preceptos constitucionales, como el referido a que “La Constitución es la norma suprema y el fundamento del ordenamiento jurídico. […]” (artículo 7), y el que establece que el Estado venezolano “[propugna como valores superiores de su ordenamiento jurídico y de su actuación, la vida, la libertad, la justicia, la igualdad, la solidaridad, la democracia, la responsabilidad social y en general, la preeminencia de los derechos humanos, la ética y el pluralismo político.” (artículo 2).
Asimismo, que el Estado garantizará “[conforme al principio de progresividad y sin discriminación alguna, el goce y ejercicio irrenunciable, indivisible e interdependiente de los derechos humanos. […]” (artículo 19); que “Todos los ciudadanos y ciudadanas tienen el derecho de participar libremente en los asuntos públicos […]. Es obligación del Estado y deber de la sociedad facilitar la gestión de las condiciones más favorables para su práctica.” (artículo 62); o que “Todos los ciudadanos y ciudadanas tienen el derecho de asociarse con fines políticos, mediante métodos democráticos de organización, funcionamiento y dirección. […]” (artículo 67).
Además de que “Los tratados, pactos y convenciones relativos a derechos humanos, suscritos y ratificados por Venezuela, tienen jerarquía constitucional y prevalecen en el orden interno […], y son de aplicación inmediata y directa por los tribunales y demás órganos del Poder Público.” (artículo 23), como es el caso del Pacto Internacional de Derechos Civiles y Políticos, adoptado por la ONU y ratificado por Venezuela: “Toda persona tiene derecho a asociarse libremente con otras […]. El ejercicio de tal derecho sólo podrá estar sujeto a las restricciones previstas por la ley que sean necesarias en una sociedad democrática […]” (artículo 22).
Las cartas están echadas, cada quien deberá asumir las consecuencias de sus posiciones y sus actos. El PCV ha expresado claramente que está dispuesto a asumir las consecuencias derivadas de su ilegalización; pero que los Poderes Públicos también deberán hacerlo y tendrán que cargar el peso político e histórico de ilegalizar al PCV por cuarta vez en su historia, para sumarse a la lista que integran el gomecismo, el perezjimenismo y el betancourismo.
El pasado 16 de febrero, el Buró Político del PCV consignó, ante la Sala Constitucional del TSJ, un recurso de nulidad por inconstitucionalidad, con solicitud de medidas cautelares. Para que nuestro pueblo lo conozca y analice, especialmente en sus aspectos políticos, seguidamente publicamos breves fragmentos de los 23 folios que componen el recurso:

Magistrada Gladys María Gutiérrez
Presidenta y demás Magistrados de la Sala Constitucional del Tribunal Supremo de Justicia
Su Despacho.-
Yo, OSCAR FIGUERA […], actuando en mi carácter de Secretario General de la organización política Partido Comunista de Venezuela (PCV), fundado el 5 de marzo de 1931, […] debidamente asistido por el profesional del derecho, abogado: JUAN RAFAEL PERDOMO, […] ejerzo en nombre propio y en representación de las y los militantes del Partido Comunista de Venezuela (PCV), la acción de nulidad por razones de inconstitucionalidad de la norma contenida en el artículo 25 de la Ley de Partidos Políticos, Reuniones Públicas y Manifestaciones […], por considerar que dicho artículo es violatorio del artículo 22 del Pacto Internacional de Derechos Civiles y Políticos, adoptado por la Asamblea General de la Organización de Naciones Unidas (ONU) […], el cual fue suscrito y ratificado por Venezuela, y de los artículos 2, 7, 19, 23, 62 y 67 de la Constitución de la República Bolivariana de Venezuela […], por las razones de hecho y derecho que respetuosamente exponemos a continuación.
[…]
Antecedentes históricos y contexto político de la Ley de partidos políticos, reuniones públicas y manifestaciones […]
Nuestra organización política se fundó en la más absoluta clandestinidad, durante la férrea dictadura pro-imperialista del General Juan Vicente Gómez, en un contexto jurídico cuya Constitución, del 22 de mayo de 1928, establecía expresamente en su artículo 32, inciso 6º, la prohibición de toda actividad comunista. A partir de esta prohibición constitucional, se calificaba la actividad comunista como traición a la patria y se sancionaba con veinte años de cárcel y expulsión del país, igualmente sucedió con las Constituciones de 1929 y 1931; donde las prácticas represivas de la época se fundamentaron en formalidades legalistas, no obstante que se trataba de una dictadura en pleno ejercicio de hecho […].
Luego de la muerte de Juan Vicente Gómez, en diciembre de 1935, continuó siendo ilegal el Partido Comunista de Venezuela (PCV) y en consecuencia clandestino, hasta octubre de 1945, cuando el gobierno del General Isaías Medina Angarita, promueve una reforma constitucional que eliminó el inciso 6º del artículo 32 referido. Este estatus legal fue muy breve, toda vez que a raíz de la huelga petrolera de 1950, la Junta Militar integrada por Carlos Delgado Chalbaud, Luis Llovera Páez y Marcos Pérez Jiménez, deciden la ilegalización del Partido Comunista de Venezuela (PCV), ilegalidad que se extiende hasta el 23 de enero de 1958, cuando con las fuerzas del pueblo en la calle se produce una insurrección cívico-militar que derroca la dictadura pro-imperialista perezjimenista.
La victoria popular lograda el 23 de enero de 1958, fue traicionada por el “Pacto de Punto Fijo”, antecedido del “Pacto de Nueva York”, promovidos por representantes del Capital, en las personas de Nelson Rockefeller y Eugenio Mendoza y los dirigentes políticos de los partidos al servicio de la burguesía, Acción Democrática (AD), Comité de Organización Política Electoral Independiente (COPEI) y Unión Republicana Democrática (URD), representados por Rómulo Betancourt, Rafael Caldera y Jóvito Villalba, respectivamente, quienes acordaron con el imperialismo subordinar el proyecto de desarrollo nacional a los intereses de las transnacionales y el capital financiero, para lo cual era necesaria la segregación y exclusión de los comunistas y demás sectores populares y revolucionarios.
En esta nueva etapa de la historia política contemporánea, se pone en práctica un nuevo modelo represivo del Estado burgués, que se inicia con la restricción de garantías constitucionales, previstas en la Carta Política de 1961, lo cual da inicio al largo período “puntofijista” de represión, en el que se aplicaron detenciones arbitrarias, allanamientos ilegales, clausura de medios de prensa y comunicación, asesinatos, tortura, prisión sin debido proceso, desaparición forzosa por motivos políticos, clausura de organizaciones políticas y sociales, implementación de campos de concentración; en este contexto se ilegaliza por tercera vez al Partido Comunista de Venezuela (PCV) y es promulgada la actual Ley de Partidos Políticos, Reuniones Públicas y Manifestaciones, […] de fecha 30 de abril de 1965, en cuyo artículo 25 se establece la renovación de la nómina de inscritos en las organizaciones con fines políticos, no siendo modificada sino mantenida textualmente en la reforma parcial de dicha Ley, […] de fecha 23 de diciembre de 2010.
El espíritu, propósito y razón del artículo, obedeciendo a intereses oligarcas, burocráticos y burgueses en el contexto histórico señalado, tenía como fin último el control de las organizaciones políticas. En contraposición, el Estado democrático de Derecho y Justicia propugnado por la Constitución de 1999, consagra la preeminencia de métodos democráticos de orientación y acción política como expresión participativa y protagónica del pueblo en ejercicio integral de sus derechos de asociación, para lo cual se requiere garantizar el carácter permanente de las organizaciones políticas; en forma tal que, someterlas a la renovación de la inscripción bajo la verificación biométrica de sus nóminas vulneraría indudablemente la integridad individual, familiar y laboral de sus integrantes, entre otros aspectos y derechos, que afectan de nulidad el artículo in comento, dado que, hemos sido víctimas de persecuciones políticas a lo largo de la historia y flagrantes violaciones de derechos fundamentales y constitucionales, por lo que los líderes y responsables de la dirección del Partido Comunista de Venezuela (PCV) debemos dar seguridad y certeza jurídica a nuestros militantes y seguidores, asegurando la paz familiar, la protección de nuestros integrantes y la permanencia en la historia de nuestro partido político. […]
Durante todos esos períodos gubernamentales de la historia contemporánea venezolana, se practicó la tortura y el irrespeto de los derechos humanos de los comunistas y de organizaciones populares, de lo cual dan cuenta masacres como las del Liceo Sanz, Cantaura, Yumare, El Amparo y El Caracazo, junto a las ya nombras desapariciones forzosas por motivos políticos contra la militancia de nuestro partido, […] tendientes a obtener la sumisión a través del uso de la fuerza fundada en el temor.
Sin embargo, aun cuando la Constitución de 1999 consagra la refundación de la República y ese año se inició un proceso de reivindicación político-social de las mayorías populares –encabezado por el ex presidente Hugo Chávez junto a una amplia alianza de fuerzas progresistas y de izquierda, con el Partido Comunista de Venezuela en primera fila–, debemos resaltar un hecho histórico de relevancia que pone en evidencia los peligros y amenazas que todavía se ciernen sobre las y los comunistas y el movimiento popularen la vigente lucha de clases dentro del Estado burgués aun existente, de lo cual da cuenta el golpe cívico-militar del año 2002 que arremetió contra el hilo democrático y constitucional venezolano, secuestró al Presidente de la República y durante dos días de crisis nacional fueron brutalmente perseguidos y torturados nuestros militantes y seguidores, consumándose una vez más el odio oligarca en contra de los más nobles representantes de las luchas sociales, histórica y mundialmente reconocidos.
[…]
Fundamentos
[…] Estos derechos políticos consagrados en la Constitución de la República Bolivariana de Venezuela, atienden a principios universales tales como: transparencia, credibilidad y confianza, destacando el papel preponderante de las organizaciones políticas; en este contexto el proceso de renovación de inscripción previsto en el artículo 25 eiusdem y atemperado por interpretación de la Sala Constitucional del Tribunal Supremo de Justicia, en sentencia Nº 0001 de fecha 05 de enero de 2016, […] aclarada en decisión Nº 878 de fecha 21 de octubre de 2016, contradice la libertad y seguridad jurídica de participación política y de asociación con tales fines, a sus integrantes, militantes y seguidores, subrogándose el Poder Electoral en las facultades propias de las direcciones de los partidos políticos, como la supervisión, control, vigilancia y verificación de su militancia, pues a estos últimos acuden voluntariamente los ciudadanos y ciudadanas manifestando su deseo de incorporarse a sus filas políticas para participar por medios lícitos, en la vida política del país, de allí que la participación de los ciudadanos en la gestión pública indudablemente interesa a todo el ordenamiento jurídico e impregna el orden constitucional, porque al Estado le interesa su permanencia en el tiempo; el derecho de asociación con fines políticos exige métodos democráticos de organización, funcionamiento y dirección, bastando solo la renovación de sus autoridades con elecciones internas y participación de sus integrantes, por ello no es posible que se le exija a los partidos políticos una renovación que equivaldría a una nueva inscripción ante el órgano comicial por lo que suministrar al Consejo Nacional Electoral la data de inscritos en el Partido Comunista de Venezuela, lesiona como dijimos la libertad de asociación con fines políticos, el derecho de igualdad de los partidos políticos y de oportunidades en las competencias electorales, en los cuales se fundamenta la idea de soberanía popular y sumisión de todos los poderes a la Constitución con una relevancia especial en la contienda electoral ya que se procura que todos los partidos políticos acudan a ésta, de manera equitativa, por lo que el método de renovación por demás antidemocrático señalado en el artículo 25 de la mencionada Ley contraviene el espíritu, propósito y razón del constituyentista cuando desarrolló el derecho de asociación con fines políticos, de participación del pueblo en la vida política asegurando la libertad e igualdad de los partidos políticos y erradicando todo tipo de restricciones en la práctica política electoral, lo que sin duda alguna evidencia los vicios de nulidad que reviste el citado artículo 25 de la ya tantas veces mencionada Ley.
[…]
Petitorio
Ciudadanos Magistrados y Magistradas, sobre la base de los anteriores argumentos de hecho y de derecho, solicitamos muy respetuosamente a la Sala Constitucional del Tribunal Supremo de Justicia (TSJ) declare con lugar la presente acción de nulidad por inconstitucionalidad, con el objeto de consolidar una democracia participativa y protagónica, asegurar el principio de progresividad, la libertad e igualdad de los derechos políticos, fomentar el desarrollo y fortalecer las organizaciones políticas para garantizar su permanencia en el tiempo, por lo tanto solicitamos con carácter de urgencia:
1.  Se declare la nulidad, por razones de inconstitucionalidad, del artículo 25 de la Ley de Partidos Políticos, Reuniones Públicas y Manifestaciones, por haber infringido la Carta Magna en los artículos constitucionales que se han invocado, y específicamente porque toda ley se tiene que interpretar de acuerdo con la Constitución, y dicha norma (artículo 25 denunciado) carece de valor jurídico al oponerse a la Constitución y crear una desigualdad inadmisible en nuestra República y por lo tanto su nulidad se impone por razones de asepsia jurídica.
2.  Suspenda cautelarmente la aplicación del artículo 25 de la Ley de Partidos Políticos, Reuniones Públicas y Manifestaciones, mientras dure la tramitación del presente recurso, y, en consecuencia, ordene al Consejo Nacional Electoral la suspensión provisional del Proceso de Renovación de las Organizaciones con Fines Políticos aprobado por ese ente comicial […].
[…]


lunedì 6 marzo 2017

Oscuri piani anticubani di Marc Wachtenheim e il CIPE. Oscuros planes anticubanos de Marc Wachtenheim y el CIPE






Una fonte ha portato alla luce il prossimo viaggio in Messico, dal 6 al 10 marzo , del controrivoluzionario Roberto Díaz Vázquez, presumibilmente per partecipare ad un progetto sullo sviluppo di nuove tecnologie dell'informazione, rappresenta la fondazione Logos Cuba, e il cui patrocinatore è niente meno che il Centro per l'Impresa Privata Internazionale (CIPE), una delle entità finanziate dalla NED.
Dietro questo progetto potrebbe esserci il controverso personaggio vincolato alla CIA e la guerra sporca contro Cuba: Marc Wachtenheim.
Per capire la finalità di questo viaggio è necessario ricordare alcuni dati essenziali degli attori di questa trama.
In primo luogo, Díaz Vázquez fece conoscere la sua Fondazione Logos il 30 di Maggio di 2016, cercando uno spazio di difesa ad oltranza 
della proprietà privata e il capitalismo per Cuba. Allo stesso modo, il suo discorso è avviato a manipolare e criticare la politica economica del governo cubano, lodando la creazione di un Centro di Appoggio per l'Investimento Privato ed una Legge per l'Investimento Privato.
Díaz Vázquez è riuscito a far collaborare la Logos  con fondazioni vincolate alla destra latinoamericana come lo sono la Fondazione Libertà, dell'Argentina, e la Fondazione Libertà e Progresso, del Cile.
Roberto è stato strettamente vincolato ai piani sovversivi della controrivoluzione interna, fondamentalmente da quando è divenuto un mercenario viaggiante, partecipando ad eventi internazionali in Cile, Argentina, Messico ed altre nazioni, tra i quali si sottolineano quelli vincolati all'attività anticubana dell'ODCA, la KAS, CADAL ed altre coperture della NED e della CIA. Non è stato estraneo alle contraddizioni interne della controrivoluzione che diedero tasto a infondate ed impossibili azioni "unitarie" come la MUAD, essendo anche incluso nei piani per avere rappresentatività di controrivoluzionari nelle prossime elezioni del 2018 nell'Isola. Benché cerchi un protagonismo silenzioso, è imparentato opportunisticamente alla figura di Manuel Costa Morúa, principalmente per ottenere protagonismo e visibilità mediatica. Ha usato anche il chiamato Centro di Appoggio alla Transizione creato il 4 di ottobre 2013 con Hector Maceda - per consumare i suoi piani anticubani. Nel novembre di 2015 visitò l'Argentina, tra i giorni 21 e 25, si suppone per acquisire esperienza nei processi elettorali. Per fare ciò contò sul finanziamento del CADAL e dei partiti di destra di quel paese. Ha partecipato nell’organizzazione di inchieste i cui risultati sono completamente manipolati, come quella che realizzò tra febbraio e marzo di 2015 a nome del Centro di Studi Socioeconomici e Democratici, e nei cui imbrogliati risultati si tratta di impostare la preferenza al pluripartitismo, la demolizione della governabilità attuale e la difesa di un'economia di libero mercato.

Così,  il 23 di gennaio di questo anno  ha partecipato al tendenzioso evento chiamato "Economia, Diritti umani e Migrazione. Foro per lo scambio di idee e proposte", organizzato dalla Università Internazionale della Florida, a Miami, sotto l'auspicio della mal chiamata Fondazione per i Diritti umani in Cuba, ed il cui proposito è mantenere lo sfacciato furto di professionisti della salute cubani.
Un altro individuo dei buchi di questa segreta cospirazione è Marc Wachtenheim che fino all'anno 2010, fungeva da direttore del Programma Iniziativa per lo sviluppo di Cuba della Fondazione Panamericana per lo Sviluppo, (FUPAD) , una conosciuta ricevente del denaro del Fondo Nazionale per la Democrazia (NED). La FUPAD è un vile strumento dell'OEA ,una copertura della CIA e particolarmente dell'USAID, si incarica di diversificare nell'attività intellettuale e religiosa l’ azione sovversiva contro l'Isola. È anche ricevente dell'aiuto di grandi monopoli ed istituzioni, come la Banca Mondiale, Chevron Corporation, Citigroup, The Hampshire Foundation e Phillip Morris Internacional.
Marc Wachtenheim è divenuto come attivo attore della guerra sporca contro Cuba - si sa che visitò all'Isola in cinque opportunità tra il 2002 ed il 2009, per realizzare attività che violavano la legalità cubana -
ed altre nazioni progressiste dell'America Latina. Il 18 aprile di 2013 partecipò ad un  evento coordinato dalla deputata argentina Cornelia Schmidt-Liermann, come presidente del Center for Freedom and Democracy, e che fu sviluppato dal chiamato Gruppo Parlamentare Latinoamericano per la Democrazia in Cuba il cui intenzione è promuovere un cambiamento politico nell'Isola, in un sfacciato tentativo per pressare al nostro governo e promuovere cambiamenti istituzionali in Cuba. Lì frequentò personaggi come Carlos Alberto Montañer.
L'organizzazione che ha invitato il controrivoluzionario Roberto Díaz Vázquez è il CIPE, strettamente vincolato alla NED ed addetto di sviluppare una guerra sporca contro Cuba, Ecuador, Venezuela ed altre nazioni progressiste. Conta sulla complicità delle destre latinoamericane, particolarmente in Cile, Argentina, Messico, Venezuela, Bolivia, Nicaragua ed Ecuador. Il CIPE è uno dei principali beneficiari dell'aiuto del Congresso Usa attraverso il Dipartimento di Stato e della NED, come di altri aiuti provenienti della Smith Richardson Foundation, la John M. Ohin Foundation, la Lynde and Harry Bradley Foundation e Freedom House, finanziate indirettamente per contratti federali.
Che cosa succederà dietro questa visita di Díaz Vázquez in Messico dove cospirerà con Marc Wachtenheim - benché questo non sia presente, benché mantengano comunicazione telefonica - chi è la testa dei progetti anticubanos del CIPE? Ovviamente, no c’è da aspettarsi niente di niente buono.



Una fuente acaba de sacar a la luz el venidero viaje a México, el próximo día 6 de marzo, que se extenderá hasta el 10 de ese mismo mes, del contrarrevolucionario Roberto Díaz Vázquez, presumiblemente para participar en un proyecto sobre el desarrollo de nuevas tecnologías de la información, representado a la fundación Logos Cuba, y cuyo patrocinador es nada menos que el Centro para la Empresa Privada Internacional (CIPE), una de las entidades financiadas por la NED. Detrás de este proyecto podría estar un controvertido personaje vinculado a la CIA y a la guerra sucia contra Cuba: Marc Wachtenheim.
Para entender la finalidad de este viaje es necesario recordar algunos datos esenciales de los actores de esta trama. En primer lugar, Díaz Vázquez dio a conocer su Fundación Logos el 30 de Mayo de 2016, buscando un espacio de defensa a ultranza de la defensa de la propiedad privada y el capitalismo para Cuba. A la par, su discurso está encaminado a manipular y criticar la política económica del gobierno cubano, alabando la creación de un Centro de Apoyo para la Inversión Privada y una Ley para la Inversión Privada.
Díaz Vázquez ha logrado que Logos colabore con fundaciones vinculadas a la derecha latinoamericana como lo son la Fundación Libertad, de Argentina, y la Fundación Libertad y Progreso, de Chile.  
Roberto ha estado estrechamente vinculado a los planes subversivos de la contrarrevolución interna, fundamentalmente desde que ha devenido como mercenario viajero, participando en eventos internacionales en Chile, Argentina, México y otras naciones, entre los que se destacan aquellos vinculados a la actividad anticubana de la ODCA, la KAS, CADAL y otras tapaderas de la NED y la CIA. No ha estado ajeno a las contradicciones internas de la contrarrevolución que dieron traste a infundadas e imposibles acciones “unitarias” como la MUAD, estando también involucrado en los planes de lograr representatividad de contrarrevolucionarios en las venideras elecciones de 2018 en la Isla. Aunque busca un protagonismo silencioso, se le ha visto emparentado oportunistamente a la figura de Manuel Cuesta Morúa, principalmente para obtener protagonismo y visibilidad mediática.
Ha usado también el llamado Centro de Apoyo a la Transición –creado el 4 de octubre de 2013 con Héctor Maceda– para consumar sus planes anticubanos. En noviembre de 2015 visitó Argentina, entre los días 21 y 25, para supuestamente adquirir experiencia en procesos electorales. Para ello contó con el financiamiento de CADAL y los partidos de derecha de ese país.
Ha participado en la organización de encuestas cuyos resultados son totalmente manipulados, como la que realizó entre febrero y marzo de 2015 a nombre del Centro de Estudios Socioeconómicos y Democráticos, y en cuyos amañados resultados se trata de impostar la preferencia de pluripartidismo, el desmonte de la gobernabilidad actual y la defensa de una economía de libre mercado.
Asimismo, participó el 23 de enero de este año en el tendencioso evento llamado "Economía, Derechos Humanos y Migración. Foro para el intercambio de ideas y propuestas”, organizado por la Universidad Internacional de La Florida, en Miami, bajo el auspicio de la mal llamada Fundación por los Derechos Humanos en Cuba, y cuyo propósito es mantener el descarado robo de profesionales de la salud cubanos.
Otro sujeto de marras en esta secreta conspiración es Marc Wachtenheim, quien fungiera hasta el año 2010, como director del Programa Iniciativa para el desarrollo de Cuba de la Fundación Panamericana para el Desarrollo (FUPAD), una conocida receptora del dinero del Fondo Nacional para la Democracia (NED). La FUPAD es un vil instrumento de la OEA y de las tapaderas de la CIA, particularmente de la USAID, encargándose de diversificar en la actividad intelectual y religiosa su accionar subversivo contra la Isla. También es receptora de la ayuda de grandes monopolios e instituciones, tales como el Banco Mundial, Chevron Corporation, Citigroup, The Hampshire Foundation y Phillip Morris Internacional.
Marc Wachtenheim ha devenido como activo actor de la guerra sucia contra Cuba –se sabe que visitó a la Isla en cinco oportunidades entre el 2002 y el 2009, para realizar actividades violatorias de la legalidad cubana– y otras naciones progresistas de América Latina. El 18 de abril de 2013 participó en un evento coordinado por la diputada argentina Cornelia Schmidt-Liermann, como presidente del Center for Freedom and Democracy,  y que fue desarrollado por el llamado Grupo Parlamentario Latinoamericano por la Democracia en Cuba, cuya intención es promover un cambio político en la Isla, en un descarado intento por presionar a nuestro gobierno y promover cambios institucionales en Cuba. Allí se codeó con personajillos como Carlos Alberto Montaner
Por su parte, la organización que invita al contrarrevolucionario Roberto Díaz Vázquez es el CIPE, estrechamente vinculado a la NED y encargado de desarrollar una guerra sucia contra Cuba, Ecuador, Venezuela y otras naciones progresistas. Cuenta con la complicidad de las derechas latinoamericanas, particularmente en Chile, Argentina, México, Venezuela, Bolivia, Nicaragua y Ecuador. El CIPE es uno de los principales beneficiarios de la ayuda del Congreso USA a través del Departamento de Estado y de la NED, así como de otras ayudas provenientes de la Smith Richardson Foundation, la John M. Ohin Foundation, la Lynde and Harry Bradley Foundation y Freedom House, financiadas indirectamente por contratos federales.
¿Qué sucederá tras esta visita de Díaz Vázquez a México donde conspirará con Marc Wachtenheim –aunque éste no esté presente, aunque mantienen comunicación telefónica–, quien es la cabeza de los proyectos anticubanos del CIPE? Obviamente, nada bueno debe esperarse.

Tratto  da :




giovedì 16 febbraio 2017

Shabak ad un minorenne palestinese: Spia per Israele o morire a Gaza - Shabak a un menor palestino: Espía para Israel o muere en Gaza

Imagen de Ahmad Shubeir,il minorenne palestinese
che aveva problemi cardiaci ed è morto per aver rifiutato di fare la spia per Israele nella striscia di Gaza


Un paziente palestinese con problemi cardiaci è morto dopo avere rifiutato di fare la spia per Israele in cambio di ricevere trattamento medico.

Ahmad Shubeir, di 17 anni di età, nacque con una cardiopatia congenita nell’assediata striscia di Gaza è stato operato 18 volte in ospedali israeliani, così informò martedì il portale Web Midlle East Monitor.
L'operazione per sostituire la valvola cardiaca di Ahmad è stata aggiornata varie volte fino a che finalmente gli è stato chiesto di contattare un agente del servizio di sicurezza generale della intelligenza israeliana, (Shabak), nell'incrocio di Eretz, l'unico passo confinante aperto affinché gli abitanti di Gaza entrino nei territori occupati palestinesi.
Durante la riunione, l'agente israeliano avvertì Ahmad che doveva cooperare con le forze di sicurezza facendo la spia per il regime di Tel Aviv se voleva essere operato nei centri medici israeliani.
Secondo il padre del minorenne palestinese, l'agente della intelligenza israeliana sollecitò suo figlio perchè identificasse posti specifici in Gaza affinché ricevesse la dovuta attenzione medica in un ospedale israeliano
L'agente israeliano affermò che se non rilasciava l'informazione richiesta non gli sarebbe stato permesso di attraversare la frontiera.


Nonostante lo stato critico, Ahmad decise di rimanere nella fascia costiera palestinese, il che significava firmare la sua propria morte, aggiunse padre del paziente palestinese. Nella Frangia di Gaza, la salute di Ahmad si deteriorò e in gennaio,è deceduto.

Dovuto alla scarsità delle agevolazioni mediche nelle zone palestinesi, in particolare nella bloccata fascia di Gaza dal 2007, i pazienti palestinesi si vedono obbligati a viaggiare all’estero o nei territori occupati, dove le agenti israeliani li mettono in una posizione nella quale devono scegliere tra la morte o trasformarsi in spie.

Versiòn original espanol :

Un paciente palestino con problemas cardíacos murió después de haber rechazado espiar para Israel a cambio de recibir tratamiento médico.

Ahmad Shubeir, de 17 años de edad, nació con una cardiopatía congénita en la asediada Franja de Gaza y fue operado 18 veces en hospitales israelíes, informó el martes el portal Web Midlle East Monitor.
La operación para reemplazar la válvula cardíaca de Ahmad fue aplazada varias veces hasta que finalmente se le pidió que se contactara con un agente del servicio de seguridad general de inteligencia israelí (Shabak) en el cruce de Eretz, el único paso fronterizo abierto para que los habitantes de Gaza ingresen a los territorios ocupados palestinos.
Durante la reunión, el agente israelí le advirtió a Ahmad que tenía que cooperar con las fuerzas de seguridad y espiar para el régimen de Tel Aviv si quería ser operado en los centros médicos israelíes.
Según el padre del menor palestino, el agente de inteligencia israelí solicitó a su hijo que identificara lugares específicos en Gaza para que le ayude a recibir la debida atención médica en un hospital israelí.
El agente israelí aseveró que si no proporcionaba la información requerida no se le permitiría cruzar la frontera, declaró.
A pesar de su estado crítico, Ahmad decidió quedarse en el enclave costero palestino incluso si significara firmar su propia muerte, añadió padre del paciente palestino. De vuelta a la Franja de Gaza, la salud de Ahmad se deterioró y, en enero, falleció.
Debido a la escasez de las facilidades médicas en las zonas palestinas, en particular la bloqueada Franja de Gaza desde 2007, los pacientes palestinos se ven obligados a viajar al extranjero o a los territorios ocupados, donde los agentes israelíes les ponen en una posición en la que deben elegir entre la muerte o convertirse en espías.
mkh/ncl/ftn/mrk



Scusare eventuali errori  di traduzione

martedì 31 gennaio 2017

PRC : IL PIDUISTA CICCHITTO CONTRO IL VENEZUELA BOLIVARIANO !


31-01-2017 Continua nel Parlamento italiano l’offensiva contro il Venezuela bolivariano.
Dopo l’approvazione al Senato di una mozione di appoggio alla destra golpista grazie al maggiordomo Pierferdinando Casini, oggi è andata in scena alla Camera dei Deputati l’ennesima farsa, diretta dal piduista Fabrizio Cicchitto, Presidente della Commissione Esteri. 
Oggi, 31 gennaio, la maggioranza della Camera ha approvato una risoluzione presentata da Cicchitto sotto dettatura dell'opposizione venezuelana di matrice fascista e golpista, di chiara ingerenza contro l'indipendenza e la sovranità del Venezuela, 
Come è noto, Cicchitto è una banderuola per tutte le stagioni. Un passato giovanile nell’Unione Goliardica Italiana, poi nel PSI di Craxi, approdato a Forza Italia con Berlusconi, in seguito nel PDL ed oggi esponente del NCD di Alfano. 
Per sua stessa ammissione,  Cicchitto si iscrisse alla famigerata loggia massonica P2 (fascicolo n. 945, tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980).
Fino a quando dobbiamo sorbirci lezioni di democrazia da un piduista ? 
Utilizzando strumentalmente la comunità italiana in Venezuela, Cicchitto si schiera al servizio degli interessi degli Stati Uniti, il cui obiettivo principale è controllare le grandi riserve petrolifere e di acqua potabile. Lo scenario della “crisi umanitaria”, della destabilizzazione serve a giustificare un intervento contro il Venezuela, dichiarato, con un decreto di Obama, una “grave ed inusitata minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti”.
Si tratta di una azione politica di natura apertamente sovversiva in linea con i colpi di Stato “istituzionali” in Honduras, Paraguay e Brasile. Si cerca di creare un “vuoto di potere” per giustificare eventuali azioni internazionali contro il Paese.
Come nel recente caso del parlamento italiano, si cerca di ottenere dichiarazioni internazionali contro il Paese e il suo legittimo Presidente per giustificare un’azione militare degli Stati Uniti, direttamente, o attraverso l’intervento di un Paese vicino.
Come è noto, l'opposizione ha spinto per la destituzione del legittimo presidente Maduro con l’utilizzo di “ogni mezzo”, concretizzando le seguenti azioni:
                                                                                               
      Manifestazioni violente di piazza (guarimbas) che hanno provocato 43 morti
      Modifiche alla Costituzione per ridurre il periodo di governo
      Riforma della Costituzione con lo stesso obiettivo
      Richiesta di dimissioni formali del Presidente della Repubblica
      Processo costituente per realizzare un cambio di governo
      Referendum revocatorio contro il Presidente della Repubblica la cui sospensione non è imputabile al governo, ma agli errori e alla mancanza di unità dell'opposizione.
      La messa in stato d’accusa, la richiesta di “elezioni anticipate” e la dichiarazione di abbandono dell’incarico di Maduro.
      Non contenta di ciò, l'opposizione ha chiesto pubblicamente l’intromissione politica ed economica da parte di Paesi e/o istituzioni internazionali, ed ha più volte richiesto un intervento militare esterno nel Paese. 
In questo delicato scenario, il Vaticano è in dissenso con la linea di aggressione violenta degli Stati Uniti. Da qualche mese si è aperto un importante dialogo tra governo ed opposizione, con l’appoggio del Papa Francesco che si sta adoperando per favorire i negoziati fra governo e l'opposizione, così come avvenuto a Cuba, in Colombia e adesso in Venezuela. Responsabilmente il Vaticano cerca di evitare che il Venezuela si trasformi in un’altra Siria.
Oggi la Camera dei Deputati si è schierata con i golpisti, e contro il dialogo tra governo venezuelano e opposizione.
Rifondazione Comunista ribadisce la propria solidarietà con il governo ed il popolo venezuelano, respinge al mittente gli attacchi al processo bolivariano e chiama i propri militanti a sviluppare eventi di solidarietà in tutto il Paese. 
 PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA SINISTRA EUROPEA  Roma  31-01 - 2017




lunedì 27 giugno 2016

Terroristi e falsari in difesa di terroristi, assassini e sequestratori. /Terroristas y falsarios en defensa de terroristas, asesinos y secuestradores



Un gruppo di controrivoluzionari  e terroristi facenti parte di organizzazioni con un ampio prontuario di violenza e pianificazione di attentati criminali contro Cuba, montaggio di attività destabilizzanti, tali come : "OZT, Frente de Resistencia Cívica “OZT”, Plantados hasta la Libertad y la Democracia, Alpha 66, Comisión Política del CIEPPC y la Unión de Expresos Políticos Cubanos (Zona nord-est degli USA). A cui si  è loro  unito un  mercenario come Jorge Luis García Pérez (Antúnez), hanno inviato una lettera ai loro  complici della mafia anticubana nel Congresso USA, a sapere i senatori Robert "Bob" Menéndez e Marco Rubio, così come i rappresentanti Ileana Ros-Lehtinen, Mario Díaz-Balart, Albio Sires, Carlos Curbelo ed Alex Mooney, sollecitando il loro appoggio per riuscire a scarcerare noti terroristi che stanno scontando condanne in prigioni cubane, dopo di essere stati giudicati per i loro atti e condannati dalle leggi cubane.
Tra i firmatari appaiono anche connotati controrivoluzionari come Angelo Di Fana, Ernesto Díaz Rodríguez, José A. Jiménez ed Angelo Alfonso Tedesco.
Il principale e debole argomento è sostenere ragioni umanitarie,cercare di trovare per questi individui la condizione di prigionieri politici, quando eccede evidente il loro agire criminale e pericoloso per la sicurezza pubblica tanto in Cuba come in USA. Il fine è aprirgli le porte mediante una pressione al governo di Obama e che sia loro garantito l'entrata nella nazione settentrionale.

La lista è composta da 32 persone, come supposti "carcerati" dimenticati in Cuba, include i terroristi salvadoregno Francisco Chávez Abarca, Raúl Ernesto Cruz Leon  ed Otto René Rodríguez Llerena….. Daniel Santovenia Fernández, Pedro de la Caridad Álvarez Pedroso, Armando Sosa Fortuny, Ihosvani Suris de la Torre, Máximo Valdés Pradera, Santiago Padrón Quintero, Miguel Díaz Bouza, Humberto Eladio Real Suarez (Assassino del pescatore sportivo Arcilio Dionisio Rodríguez García), Lázaro González Caraballo, Pedro Guisao Peña, José Ramón Falcón González, Jesús Manuel Rojas Pineda, Miguel Díaz Bouza,…

Include persone che come Luis Miguel Almeida Pérez y René Salmerón Mendoza, assassinarono selvaggiamente a tre combattenti in un violento piano di fuga verso gli USA nel 1992. Come sequestratori violenti o complici in atti di sequestro di motoscafi, aereonavi, anche loro furono condannati :Harold Alcalá Aramburu, Raúl Manuel  Cornel de la Rosa, José David Hermán Aguilera, Lewis Arce Romero, Lázaro Ávila Sierra, Maikel Delgado Aramburo, José Ángel Díaz Ortiz, Ramón Henry Grillo, Wilmer Ledea Pérez, Jorge Luis Pérez Puentes, Francisco Reyes Rodríguez, Yoanny Thomas González, e altri.  Include  anche  gli assassini di due combattenti nel tentativo di uscire illegalmente dal paese come il caso di Leandro Cerezo Sirut, Yoan Torres Martínez, Karel de Miranda Rubio, Alain Forbes Lamorú y Ríder Lescay Veloz.

Tra i sollecitati si incontra anche i traditori della rivoluzione  come Claro Fernando  Alonso Hernández, Ernesto Borges y Miguel Álvarez.

Orignal en Espanol : 

Un grupo de contrarrevolucionarios y terroristas –integrantes de organizaciones con un amplio prontuario de violencia y planificación de atentados criminales contra Cuba, así como del montaje de actividades desestabilizadoras, tales como el Frente de Resistencia Cívica “OZT”, Plantados hasta la Libertad y la Democracia, Alpha 66, Comisión Política del CIEPPC y la Unión de Expresos Políticos Cubanos (Zona noreste de EE.UU)– a los que se han unido mercenarios como Jorge Luis García Pérez (Antúnez), han dirigido una carta a sus compinches de la mafia anticubana en el Congreso USA, a saber los senadoresRobert “Bob” Menéndez y  Marco Rubio, así como los representantes Ileana Ros-Lehtinen, Mario Díaz-Balart, Albio Sires, Carlos Curbelo y Alex Mooney, solicitando su apoyo para lograr la excarcelación de connotados terroristas que purgan condenas en prisiones cubanas, luego de haber sido juzgados por sus actos y condenados por las leyes cubanas.

Entre los firmantes también aparecen connotados contrarrevolucionarios como Ángel De Fana,  Ernesto Díaz Rodríguez,  José A. Jiménez y Ángel Alfonso Alemán. 

El principal y débil argumento es sustentar razones humanitarias y tratar de endilgarles a estos individuos la condición de prisioneros políticos, cuando sobra evidencia de su actuar criminal y peligroso para la seguridad pública tanto en Cuba como en EEUU. El fin es abrirle las puertas mediante una presión al gobierno de Obama y que se les garantice la entrada a la nación norteña.

La lista integrada por 32 personas, como supuestos “presos olvidados” en Cuba, incluye a los terroristas salvadoreños Francisco Chávez Abarca, Raúl Ernesto Cruz León y Otto René Rodríguez Llerena.

Asimismo, integran la lista terroristas capturados en Cuba procedentes de EEUU y cuyo propósito era realizar actos terroristas, tales como Daniel Santovenia Fernández, Pedro de la Caridad Álvarez Pedroso, Armando Sosa Fortuny, Ihosvani Suris de la Torre, Máximo Valdés Pradera, Santiago Padrón Quintero, Miguel Díaz Bouza, Humberto Eladio Real Suarez (asesino de un pescador deportivo nombrado Arcilio Dionisio Rodríguez García), Lázaro González Caraballo, Pedro Guisao Peña, José Ramón Falcón González, Jesús Manuel Rojas Pineda, Miguel Díaz Bouza,entre otros.

Incluyen personas que como Luis Miguel Almeida Pérez y René Salmerón Mendoza asesinaron salvajemente a tres combatientes en un plan violento de fuga hacia EEUU en 1992. Como secuestradores violentos –o involucrados en actos de secuestro de lanchas o aeronaves–  también fueron condenados Harold Alcalá Aramburu, Raúl Manuel  Cornel de la Rosa, José David Hermán Aguilera, Lewis Arce Romero, Lázaro Ávila Sierra, Maikel Delgado Aramburo, José Ángel Díaz Ortiz, Ramón Henry Grillo, Wilmer Ledea Pérez, Jorge Luis Pérez Puentes, Francisco Reyes Rodríguez, Yoanny Thomas González, entre otros. También incluye a los asesinos de dos combatientes con el fin de salir ilegalmente del país como son los casos de Leandro Cerezo Sirut, Yoan Torres Martínez, Karel de Miranda Rubio, Alain Forbes Lamorú y Ríder Lescay Veloz.

Se encuentran entre los solicitados traidores a la Revolución como Claro Fernando  Alonso Hernández, Ernesto Borges y Miguel Álvarez.

Tratto da : Descubriendo Verdades