Visualizzazione post con etichetta socialismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta socialismo. Mostra tutti i post

mercoledì 2 agosto 2017

#antifascismo ; RETE NO WAR SUL VENEZUELA: «I PAESI GUERRAFONDAI DELLA NATO – COMPRESA L’ITALIA - CONTINUANO A SOSTENERE IL TERRORISMO DELL’OPPOSIZIONE DI DESTRA. CI DISSOCIAMO»


In Italia il governo, i parlamentari, i media, accodandosi agli Stati uniti e sulla base di fonti del tutto di parte, hanno prese di posizione inaccettabili rispetto al Venezuela. Il segretario Pd Matteo Renzi - ed è solo un esempio fra tanti altri -  accusa Maduro di «distruggere libertà e benessere di un popolo che muore di violenza e di fame». Una volta di più, con la loro ingerenza, i politici e i media occidentali rischiano di rendersi corresponsabili della rovina di un paese.

Gentiloni, Renzi, Trump & C.: per voi il popolo venezuelano è rappresentato dall’oligarchia di destra e dagli incendiari di esseri umani? Da oltre 100 giorni, gruppi dell’oligarchia bruciano vive persone, uccidono, distruggono beni comuni, mettono a ferro e fuoco i quartieri, usano armi, provocano scontri con la polizia, rifiutano il dialogo.

La situazione del Venezuela non è facile, a causa di una guerra economica evidente oltre che del retaggio di cento anni di estrattivismo. Ma come potete dire che l’opposizione – dei ricchi – vuole pace e pane?

Come potete considerare “oppositori perseguitati” due golpisti di lunga data come Ledesma e Lopez, che non hanno  mai condannato i crimini contro l’umanità compiuti dagli squadroni dell’opposizione nei mesi scorsi?

Come potete parlare di “dittatura” in un paese dove si vota continuamente? Il 30 luglio, i venezuelani si sono recati in massa a eleggere un’Assemblea costituente, dopo oltre cento giorni di violenze istigate e perpetrate dall’oligarchia. Ma l’Italia ha già detto che non riconoscerà la Costituente.

Rete No War si dissocia dal governo e dai politici italiani. Come  piccolo gruppo attivo contro gli inferni provocati dai paesi dell’Asse della guerra Nato-Golfo, abbiamo un debito di riconoscenza con il Venezuela e gli altri paesi del gruppo Alba (Cuba, Bolivia, Nicaragua, Ecuador): un vero Asse della pace, attivo in tutte le sedi contro le guerre di aggressione e le destabilizzazioni messe in atto dall’Asse della guerra Nato-Golfo.


Rete No War Roma

martedì 1 agosto 2017

Repubblica Bolivariana del Venezuela Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere di Cuba


Durante le votazioni  per l’Assemblea Nazionale Costituente nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, il popolo venezuelano ha dimostrato al mondo di essere il padrone dei suoi diritti sovrani e che milita  decisamente a lato della pace, in difesa della sicurezza cittadina, dell’indipendenza e  la libera determinazione della sua Patria...
Domenica 30 luglio del 2017, durante le elezioni  per l’Assemblea Nazionale Costituente nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, il popolo venezuelano ha dimostrato al mondo d’essere il padrone dei suoi diritti sovrani, che milita  decisamente a lato della pace, in difesa della sicurezza cittadina, dell’indipendenza e  la libera determinazione della sua Patria, così come ha fatto in tutta la storia dell’America Latina e dei Caraibi, da  Bolívar.
Il Venezuela è accorso ai seggi come non era mai accaduto prima in un processo costituente. Questo popolo che ha sfidato le aggressioni, le guarimbas, i sabotaggi economici,  le minacce internazionali, ha sconfitto con i suoi voti la strategia dell’imperialismo, delle oligarchie e di un’opposizione che non ha esitato a scatenare le più brutali espressioni di crudeltà. 
È un’offesa il cinismo di tutti coloro che pretendono d’incolpare il governo e i difensori del popolo dei crimini commessi. 
Cuba denuncia l’avvio di una ben studiata operazione internazionale guidata da Washington, con l’appoggio del segretario generale della OSA, destinata a far tacere la voce del popolo venezuelano e a non riconoscere la sua volontà, imponendogli  la resa con attacchi e sanzioni economiche. 
Il governo degli Stati Uniti inoltre ha imposto direttamente al Presidente costituzionale Nicolás Maduro Moro sanzioni insolite, che violano il Diritto Internazionale, arbitrarie, che rifiutiamo. 
Conosciamo bene queste pratiche  e questi interventi. Credono che in questo modo l’opposizione marionetta che hanno finanziato e che adesso promette di bruciare il paese, riuscirà a sottomettere il popolo.
Ancora una volta reiteriamo la dichiarazione del Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, dello scorso 14  luglio nell’Assemblea Nazionale:
«L’aggressione e la violenza golpista contro il Venezuela danneggiano tutta “Nuestra America” e apportano benefici solo agli interessi di coloro che s’impegnano per dividerci e per esercitare il loro dominio sui nostri popoli, senza che importi loro la generazione di conflitti con conseguenze incalcolabili in questa regione, come constatiamo in differenti parti del mondo. 
Avvertiamo oggi che coloro che pretendono di distruggere per vie non costituzionali, violente e golpiste, la Rivoluzione Bolivariana e Chavista, assumeranno una seria responsabilità davanti alla storia. Nulla può fermare un popolo padrone del suo destino. Solo i venezuelani possono decidere come superare i loro problemi e tracciare il loro futuro. Basta con le ingerenze, i conciliaboli, i tradimenti dello spirito bolivariano!
Reiteriamo la nostra assoluta solidarietà con il popolo e il Governo Bolivariano e Chavista e con l’unità civico militare guidata dal presidente costituzionale Nicolás Maduro Moros. Come disse Fidel nell’Università Centrale di Caracas durante la sua visita nel gennaio del 1959: “La posizione del Governo Rivoluzionario di Cuba sarà una posizione ferma senza esitazioni di alcun tipo, perchè è giunta l’ora in cui i popoli si devono saper difendere e impostare i propri diritti». 

L’Avana, 31 luglio del 2017. ( Traduzione GM – Granma int.) 





lunedì 6 marzo 2017

Oscuri piani anticubani di Marc Wachtenheim e il CIPE. Oscuros planes anticubanos de Marc Wachtenheim y el CIPE






Una fonte ha portato alla luce il prossimo viaggio in Messico, dal 6 al 10 marzo , del controrivoluzionario Roberto Díaz Vázquez, presumibilmente per partecipare ad un progetto sullo sviluppo di nuove tecnologie dell'informazione, rappresenta la fondazione Logos Cuba, e il cui patrocinatore è niente meno che il Centro per l'Impresa Privata Internazionale (CIPE), una delle entità finanziate dalla NED.
Dietro questo progetto potrebbe esserci il controverso personaggio vincolato alla CIA e la guerra sporca contro Cuba: Marc Wachtenheim.
Per capire la finalità di questo viaggio è necessario ricordare alcuni dati essenziali degli attori di questa trama.
In primo luogo, Díaz Vázquez fece conoscere la sua Fondazione Logos il 30 di Maggio di 2016, cercando uno spazio di difesa ad oltranza 
della proprietà privata e il capitalismo per Cuba. Allo stesso modo, il suo discorso è avviato a manipolare e criticare la politica economica del governo cubano, lodando la creazione di un Centro di Appoggio per l'Investimento Privato ed una Legge per l'Investimento Privato.
Díaz Vázquez è riuscito a far collaborare la Logos  con fondazioni vincolate alla destra latinoamericana come lo sono la Fondazione Libertà, dell'Argentina, e la Fondazione Libertà e Progresso, del Cile.
Roberto è stato strettamente vincolato ai piani sovversivi della controrivoluzione interna, fondamentalmente da quando è divenuto un mercenario viaggiante, partecipando ad eventi internazionali in Cile, Argentina, Messico ed altre nazioni, tra i quali si sottolineano quelli vincolati all'attività anticubana dell'ODCA, la KAS, CADAL ed altre coperture della NED e della CIA. Non è stato estraneo alle contraddizioni interne della controrivoluzione che diedero tasto a infondate ed impossibili azioni "unitarie" come la MUAD, essendo anche incluso nei piani per avere rappresentatività di controrivoluzionari nelle prossime elezioni del 2018 nell'Isola. Benché cerchi un protagonismo silenzioso, è imparentato opportunisticamente alla figura di Manuel Costa Morúa, principalmente per ottenere protagonismo e visibilità mediatica. Ha usato anche il chiamato Centro di Appoggio alla Transizione creato il 4 di ottobre 2013 con Hector Maceda - per consumare i suoi piani anticubani. Nel novembre di 2015 visitò l'Argentina, tra i giorni 21 e 25, si suppone per acquisire esperienza nei processi elettorali. Per fare ciò contò sul finanziamento del CADAL e dei partiti di destra di quel paese. Ha partecipato nell’organizzazione di inchieste i cui risultati sono completamente manipolati, come quella che realizzò tra febbraio e marzo di 2015 a nome del Centro di Studi Socioeconomici e Democratici, e nei cui imbrogliati risultati si tratta di impostare la preferenza al pluripartitismo, la demolizione della governabilità attuale e la difesa di un'economia di libero mercato.

Così,  il 23 di gennaio di questo anno  ha partecipato al tendenzioso evento chiamato "Economia, Diritti umani e Migrazione. Foro per lo scambio di idee e proposte", organizzato dalla Università Internazionale della Florida, a Miami, sotto l'auspicio della mal chiamata Fondazione per i Diritti umani in Cuba, ed il cui proposito è mantenere lo sfacciato furto di professionisti della salute cubani.
Un altro individuo dei buchi di questa segreta cospirazione è Marc Wachtenheim che fino all'anno 2010, fungeva da direttore del Programma Iniziativa per lo sviluppo di Cuba della Fondazione Panamericana per lo Sviluppo, (FUPAD) , una conosciuta ricevente del denaro del Fondo Nazionale per la Democrazia (NED). La FUPAD è un vile strumento dell'OEA ,una copertura della CIA e particolarmente dell'USAID, si incarica di diversificare nell'attività intellettuale e religiosa l’ azione sovversiva contro l'Isola. È anche ricevente dell'aiuto di grandi monopoli ed istituzioni, come la Banca Mondiale, Chevron Corporation, Citigroup, The Hampshire Foundation e Phillip Morris Internacional.
Marc Wachtenheim è divenuto come attivo attore della guerra sporca contro Cuba - si sa che visitò all'Isola in cinque opportunità tra il 2002 ed il 2009, per realizzare attività che violavano la legalità cubana -
ed altre nazioni progressiste dell'America Latina. Il 18 aprile di 2013 partecipò ad un  evento coordinato dalla deputata argentina Cornelia Schmidt-Liermann, come presidente del Center for Freedom and Democracy, e che fu sviluppato dal chiamato Gruppo Parlamentare Latinoamericano per la Democrazia in Cuba il cui intenzione è promuovere un cambiamento politico nell'Isola, in un sfacciato tentativo per pressare al nostro governo e promuovere cambiamenti istituzionali in Cuba. Lì frequentò personaggi come Carlos Alberto Montañer.
L'organizzazione che ha invitato il controrivoluzionario Roberto Díaz Vázquez è il CIPE, strettamente vincolato alla NED ed addetto di sviluppare una guerra sporca contro Cuba, Ecuador, Venezuela ed altre nazioni progressiste. Conta sulla complicità delle destre latinoamericane, particolarmente in Cile, Argentina, Messico, Venezuela, Bolivia, Nicaragua ed Ecuador. Il CIPE è uno dei principali beneficiari dell'aiuto del Congresso Usa attraverso il Dipartimento di Stato e della NED, come di altri aiuti provenienti della Smith Richardson Foundation, la John M. Ohin Foundation, la Lynde and Harry Bradley Foundation e Freedom House, finanziate indirettamente per contratti federali.
Che cosa succederà dietro questa visita di Díaz Vázquez in Messico dove cospirerà con Marc Wachtenheim - benché questo non sia presente, benché mantengano comunicazione telefonica - chi è la testa dei progetti anticubanos del CIPE? Ovviamente, no c’è da aspettarsi niente di niente buono.



Una fuente acaba de sacar a la luz el venidero viaje a México, el próximo día 6 de marzo, que se extenderá hasta el 10 de ese mismo mes, del contrarrevolucionario Roberto Díaz Vázquez, presumiblemente para participar en un proyecto sobre el desarrollo de nuevas tecnologías de la información, representado a la fundación Logos Cuba, y cuyo patrocinador es nada menos que el Centro para la Empresa Privada Internacional (CIPE), una de las entidades financiadas por la NED. Detrás de este proyecto podría estar un controvertido personaje vinculado a la CIA y a la guerra sucia contra Cuba: Marc Wachtenheim.
Para entender la finalidad de este viaje es necesario recordar algunos datos esenciales de los actores de esta trama. En primer lugar, Díaz Vázquez dio a conocer su Fundación Logos el 30 de Mayo de 2016, buscando un espacio de defensa a ultranza de la defensa de la propiedad privada y el capitalismo para Cuba. A la par, su discurso está encaminado a manipular y criticar la política económica del gobierno cubano, alabando la creación de un Centro de Apoyo para la Inversión Privada y una Ley para la Inversión Privada.
Díaz Vázquez ha logrado que Logos colabore con fundaciones vinculadas a la derecha latinoamericana como lo son la Fundación Libertad, de Argentina, y la Fundación Libertad y Progreso, de Chile.  
Roberto ha estado estrechamente vinculado a los planes subversivos de la contrarrevolución interna, fundamentalmente desde que ha devenido como mercenario viajero, participando en eventos internacionales en Chile, Argentina, México y otras naciones, entre los que se destacan aquellos vinculados a la actividad anticubana de la ODCA, la KAS, CADAL y otras tapaderas de la NED y la CIA. No ha estado ajeno a las contradicciones internas de la contrarrevolución que dieron traste a infundadas e imposibles acciones “unitarias” como la MUAD, estando también involucrado en los planes de lograr representatividad de contrarrevolucionarios en las venideras elecciones de 2018 en la Isla. Aunque busca un protagonismo silencioso, se le ha visto emparentado oportunistamente a la figura de Manuel Cuesta Morúa, principalmente para obtener protagonismo y visibilidad mediática.
Ha usado también el llamado Centro de Apoyo a la Transición –creado el 4 de octubre de 2013 con Héctor Maceda– para consumar sus planes anticubanos. En noviembre de 2015 visitó Argentina, entre los días 21 y 25, para supuestamente adquirir experiencia en procesos electorales. Para ello contó con el financiamiento de CADAL y los partidos de derecha de ese país.
Ha participado en la organización de encuestas cuyos resultados son totalmente manipulados, como la que realizó entre febrero y marzo de 2015 a nombre del Centro de Estudios Socioeconómicos y Democráticos, y en cuyos amañados resultados se trata de impostar la preferencia de pluripartidismo, el desmonte de la gobernabilidad actual y la defensa de una economía de libre mercado.
Asimismo, participó el 23 de enero de este año en el tendencioso evento llamado "Economía, Derechos Humanos y Migración. Foro para el intercambio de ideas y propuestas”, organizado por la Universidad Internacional de La Florida, en Miami, bajo el auspicio de la mal llamada Fundación por los Derechos Humanos en Cuba, y cuyo propósito es mantener el descarado robo de profesionales de la salud cubanos.
Otro sujeto de marras en esta secreta conspiración es Marc Wachtenheim, quien fungiera hasta el año 2010, como director del Programa Iniciativa para el desarrollo de Cuba de la Fundación Panamericana para el Desarrollo (FUPAD), una conocida receptora del dinero del Fondo Nacional para la Democracia (NED). La FUPAD es un vil instrumento de la OEA y de las tapaderas de la CIA, particularmente de la USAID, encargándose de diversificar en la actividad intelectual y religiosa su accionar subversivo contra la Isla. También es receptora de la ayuda de grandes monopolios e instituciones, tales como el Banco Mundial, Chevron Corporation, Citigroup, The Hampshire Foundation y Phillip Morris Internacional.
Marc Wachtenheim ha devenido como activo actor de la guerra sucia contra Cuba –se sabe que visitó a la Isla en cinco oportunidades entre el 2002 y el 2009, para realizar actividades violatorias de la legalidad cubana– y otras naciones progresistas de América Latina. El 18 de abril de 2013 participó en un evento coordinado por la diputada argentina Cornelia Schmidt-Liermann, como presidente del Center for Freedom and Democracy,  y que fue desarrollado por el llamado Grupo Parlamentario Latinoamericano por la Democracia en Cuba, cuya intención es promover un cambio político en la Isla, en un descarado intento por presionar a nuestro gobierno y promover cambios institucionales en Cuba. Allí se codeó con personajillos como Carlos Alberto Montaner
Por su parte, la organización que invita al contrarrevolucionario Roberto Díaz Vázquez es el CIPE, estrechamente vinculado a la NED y encargado de desarrollar una guerra sucia contra Cuba, Ecuador, Venezuela y otras naciones progresistas. Cuenta con la complicidad de las derechas latinoamericanas, particularmente en Chile, Argentina, México, Venezuela, Bolivia, Nicaragua y Ecuador. El CIPE es uno de los principales beneficiarios de la ayuda del Congreso USA a través del Departamento de Estado y de la NED, así como de otras ayudas provenientes de la Smith Richardson Foundation, la John M. Ohin Foundation, la Lynde and Harry Bradley Foundation y Freedom House, financiadas indirectamente por contratos federales.
¿Qué sucederá tras esta visita de Díaz Vázquez a México donde conspirará con Marc Wachtenheim –aunque éste no esté presente, aunque mantienen comunicación telefónica–, quien es la cabeza de los proyectos anticubanos del CIPE? Obviamente, nada bueno debe esperarse.

Tratto  da :




venerdì 25 marzo 2016

Communist party :Condanniamo l'aggressione imperialista alla Siria compiuta da NATO, Arabia Saudita e Turchia/Condenamos la agresión imperialista contra Siria realizada por la OTAN, Arabia Saudí y Turquía/We condemn the imperialist aggression against Syria by the NATO, Saudi Arabia and Turkey


21/03/2016

L'aggressione contro la Siria, guidata dagli USA-NATO in cooperazione con la Turchia, la Giordania, il Qatar, l'Arabia Saudita e altri dal 2011, entra adesso in una nuova fase con l'applicazione di una fragile tregua. Questi paesi, principalmente la Turchia e l'Arabia Saudita, sostenuti dalla NATO continuano con le loro provocazioni con tutti i mezzi.

Dall'inizio della crisi in Siria, che si sviluppò a partire dalle complicazioni economiche e sociali interne del paese, abbiamo assistito ad un intervento per mezzo di forze terroristiche sostenute da potenze imperialiste, che significa una interferenza negli affari interni del Paese.

I regimi reazionari come la Turchia non solo hanno assunto il ruolo di una semplice pedina dell'imperialismo, ma si sono anche impegnati per creare la propria egemonia in base al loro interesse economico e orientamento ideologico.

Come conseguenza della guerra imperialista, milioni di persone che in seguito sono divenute i soggetti delle politiche ipocrite delle stesse forze imperialiste che alzavano il livello di aggressione, sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Gli immigrati soffrono la fame, la povertà, la discriminazione, la violazione dei diritti umani e un estremo sfruttamento, mentre allo stesso tempo rischiano le loro vite per un futuro incerto in altri paesi.

Non appena è apparso chiaro che le forze terroristiche erano sul punto di perdere, la Turchia e l'Arabia Saudita hanno iniziato a porre l'opzione di un intervento diretto attraverso il confine turco-siriano, giustificando i loro piani con la "minaccia dell'ISIS".

Sappiamo che questa non è la verità! Non è la prima volta che l'ISIS, una creatura sostenuta dall'imperialismo, viene utilizzata per giustificare l'intervento in Siria.

Condanniamo l'aggressione contro la Siria, intrapresa da Turchia e Arabia Saudita con l'iniziativa della NATO, interferendo negli affari interni del paese e cancellandone l'integrità.

Continueremo la nostra lotta contro l'imperialismo e i monopoli internazionali, che cercano di dominare il Medio Oriente attraverso gli interventi militari, le invasioni e il ricorso a bande terroristiche, mentre competono duramente tra loro per il controllo delle fonti energetiche e delle vie di trasporto.

Abbasso l'aggressione imperialista!
Abbasso la NATO!
Viva la resistenza del popolo siriano!

Condenamos la agresión imperialista contra Siria realizada por la OTAN, Arabia Saudí y Turquía

La agresión a Siria, encabezada por los EEUU-OTAN y ejecutada en cooperación con Turquía, Jordania, Qatar, Arabia Saudí y otros desde 2011, entra ahora en una nueva fase al aplicarse una frágil tregua. Esos países, principalmente Turquía y Arabia Saudí, continúan con sus provocaciones de todo tipo, apoyados por la OTAN.

Desde el inicio de la crisis en Siria, que se desarrolló a partir de las complicaciones internas económicas y sociales, hemos sido testigos de una intervención por medio de fuerzas terroristas apoyada por potencias imperilialistas, lo que significa una interferencia en los asuntos internos del país.

Los regímenes reaccionarios como Turquía no sólo han adoptado el papel de simple peón del imperialismo, sino que también se han esforzado por crear su propia hegemonía sobre la base de su interés económico y orientación ideológica.

Como consecuencia de la guerra imperialista, millones de personas que luego se han convertido en sujetos de las políticas hipócritas de las mismas fuerzas imperialistas que incrementaban el nivel de agresión, fueron forzadas a abandonar sus hogares. Los inmigrantes sufren hambre, pobreza, discriminación, violación de derechos humanos y una extrema explotación, mientras al mismo tiempo arriesgan sus vidas por un incierto futuro en otros países.



Como ha resultado que las fuerzas terroristas están a punto de perder, Turquía y Arabia Saudí han comenzado a plantear la opción de una intervención directa a través de la frontera turco-siria, justificando sus planes por la “amenaza del ISIS”

¡Sabemos que esto no es cierto! No es la primera vez que el ISIS, una criatura apoyada por el imperialismo, se utiliza para justificar la intervención en Siria.

Condenamos la agresión contra Siria, emprendida por Turquía y Arabia Saudí con la iniciativa de la OTAN, interfiriendo en los asuntos internos del país y anulando su integridad.

Continuaremos nuestra lucha contra el imperialismo y los monopolios internacionales, que pelean por dominar Oriente Medio a través de intervenciones militares, invasiones y el recurso a bandas terroristas, mientras compiten duramente entre sí por el control de las fuentes de energía y las rutas de transporte.

¡Abajo la agresión imperialista!
¡Abajo la OTAN!
¡Viva la resistencia del pueblo sirio!

We condemn the imperialist aggression against Syria by the NATO, Saudi Arabia and Turkey

The US-NATO led aggression against Syria in cooperation with Turkey, Jordan, Qatar, Saudi Arabia and others, continuing since 2011 now enters into a new phase when a fragile truce has been implemented. Those countries, mainly Turkey and Saudi Arabia, backed by NATO are continuing their provocations by all means.

Since the beginning of the crisis in Syria, which had evolved out of internal economic and social complications in the country, we witnessed an intervention by means of terrorist forces backed by imperialist powers, meaning an interference to the internal affairs of the country.

Reactionary regimes like Turkey did not solely take the role of a simple pawn of imperialism, but also strived for creating their own hegemony based on their economic interest and ideological orientation.

In consequence of the imperialist war, millions of people who later became the subjects of hypocritical policies of the very imperialist forces escalating the aggression were forced to leave their homes. Immigrants suffer from hunger, poverty, discrimination, violation of human rights, and severe exploitation while at the same time risking their lives for an uncertain future in different countries.

As it turned out that terrorist forces are about to loose, Turkey and Saudi Arabia began enunciating the option for direct intervention through the Turkish-Syrian border, justifying their plans by the “threat of ISIS.”

We know that this is not the truth! It is not the first time that the ISIS, an imperialism-backed creature, is used for justification of intervening to Syria.

We protest and condemn the aggression against Syria, undertaken by Turkey and Saudi Arabia with the initiative of the NATO, interfering in the internal affairs of the country and overriding its integrity.

We will continue our struggle against imperialism and international monopolies, which strive to dominate the Middle East by means of military interventions, invasions and terrorist gangs, while severely competing with each other for the control of energy sources and transport routes.

Down with imperialist aggression!
Down with the NATO!
Long live the resistance of Syrian people!



AZERBAIDJAN, COMMUNIST PARTY OF AZERBAIDJAN
BANGLADESH, WORKERS' PARTY OF BANGLADESH
BRAZIL, COMMUNIST PARTY OF BRAZIL (PCdoB)
BRITAIN, COMMUNIST PARTY OF BRITAIN
CYPRUS, THE PROGRESSIVE PARTY OF THE WORKING PEOPLE - AKEL
CZECH REPUBLIC, COMMUNIST PARTY OF BOHEMIA AND MORAVIA
DENMARK, COMMUNIST PARTY IN DENMARK
GERMANY, GERMAN COMMUNIST PARTY (DKP
GREECE, COMMUNIST PARTY OF GREECE
INDIA, COMMUNIST PARTY OF INDIA
INDIA, COMMUNIST PARTY OF INDIA (MARXIST)
IRAN,TUDEH PARTY OF IRAN
IRELAND, COMMUNIST PARTY OF IRELAND
IRELAND, THE WORKERS' PARTY OF IRELAND
LEBANON, LEBANESE COMMUNIST PARTY
LUXEMBOURG, COMMUNIST PARTY OF LUXEMBOURG (KPL)
MALTA, COMMUNIST PARTY OF MALTA
NETHERLANDS, NEW COMMUNIST PARTY OF THE NETHERLANDS
PAKISTAN, COMMUNIST PARTY OF PAKISTAN
PALESTINE, PALESTINIAN COMMUNIST PARTY
The PHILIPPINES, PHILIPPINE COMMUNIST PARTY [PKP-1930]
PORTUGAL, PORTUGUESE COMMUNIST PARTY
RUSSIA, RUSSIAN COMMUNIST WORKERS' PARTY
SERBIA, COMMUNISTS OF SERBIA
SERBIA, NEW COMMUNIST PARTY OF YUGOSLAVIA
SOUTH AFRICA, SOUTH AFRICAN COMMUNIST PARTY
SPAIN, COMMUNIST PARTY OF THE PEOPLE OF SPAIN (PCPE)
SUDAN, SUDANESE COMMUNIST PARTY
SYRIA, SYRIAN COMMUNIST PARTY
SWEDEN, COMMUNIST PARTY OF SWEDEN
TURKEY, COMMUNIST PARTY




  Tratto da www.resistenze.org


Firmatari in calce | solidnet.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare


Immagini da internet inserita da redazione Blog.
"Sandino"

domenica 20 marzo 2016

Le sanzioni delle Nazioni Unite sono progettate per imporre la sofferenza al popolo nordcoreano


marzo 2016

L'Amministrazione Obama, ha ripetutamente snobbato le proposte di negoziazione della Corea del Nord per diversi anni, è riuscita la scorsa settimana ad assicurarsi dure sanzioni delle Nazioni Unite che possono solamente allontanare gli sforzi di dialogo.
Apparentemente finalizzato a limitare la capacità della Corea del Nord di portare avanti il proprio programma di armamenti nucleari, il contenuto della Risoluzione n. 2270 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sembra invece in concreto volta a procurare una grave instabilità od addirittura un crollo economico vero e proprio.

Ci sono numerosi articoli nella risoluzione che sono finalizzati ad infliggere un danno economico alla Repubblica Popolare Democratica di Corea e qui si prendono in esame i più importanti. L'articolo 29 proibisce alla Corea del Nord l'esportazione di carbone, ferro e minerali di ferro a meno che non possa essere dimostrato che il ricavo della loro vendita non sia compiuta "esclusivamente per scopi di sostentamento". Quando gli scambi esteri provenienti dalle esportazioni finiscono nelle casse delle imprese minerarie, non può essere dimostrata o provata una relazione con le finalità del suo utilizzo. In altre parole, questo articolo finisce per essere un divieto totale alle esportazioni in relazione a questi beni.

La risoluzione impone anche un divieto assoluto all'esportazione di oro, minerali di titanio, di vanadio ad altri minerali rari. Queste restrizioni al commercio finiscono per eliminare la maggior parte delle esportazioni della Corea del Nord.

Gli Stati membri dell'ONU non possono vendere carburante per aerei alla Repubblica Democratica di Corea, eccetto quello necessario agli aerei nordcoreani per tornare in patria dall'estero. Col tempo, tuttavia, man mano che le riserve si prosciugheranno, l'effetto di tale sanzioni finirà per lasciare a terra tutto il traffico aereo della Nord Corea.

L'articolo 32 impone un congelamento di tutti gli asset finanziari detenuti all'estero da enti della Nord Corea o da singoli soggetti che uno stato membro dell'ONU giudichi essere coinvolti in traffici vietati dalla Risoluzione delle Nazioni Unite.

Si richiede agli stati membri di effettuare ispezioni su ogni spedizione proveniente o diretta in Corea del Nord, per la ricerca delle merci di cui è vietato il traffico. I ritardi nelle spedizioni navali dovuti alle ispezioni finiranno inevitabilmente per causare perdite o penali finanziarie. Inoltre, i partners commerciali della Corea del Nord potranno decidere di risolvere i contratti quando le date contrattuali di spedizione non saranno rispettate a causa dei ritardi dovuti alle ispezioni. La vera natura di queste misure è quella di strangolare la capacità della Nord Corea di impegnarsi nel commercio ordinario.

Trentuno navi nordcoreane sono state colpite da procedure di sequestro dei beni all'estero e una di queste, la Jin Teng, è stata perquisita e bloccata dopo che ha attraccato nella Baia di Subic, sebbene l'ispezione del carico non avesse rivelato il trasporto di beni proibiti. L'equipaggio nordcoreano è stato espulso e la Repubblica Democratica di Corea non è stata per nulla risarcita per la perdita del carico di 6.830 tonnellate.

Potenzialmente, le norme di più ampia portata sono quelle che hanno a che vedere con le istituzioni finanziarie. Gli stati membri sono invitati a bloccare l'operatività bancaria della Nord Corea negli istituti del proprio territorio ed i conti correnti esistenti stanno per essere coattivamente chiusi. Neppure è consentito agli stati membri delle Nazioni Unite aprire istituti od imprese finanziarie in Nord Corea né intrattenere alcun tipo di transazione finanziaria con la Repubblica Democratica.

Se nessuna istituzione finanziaria può intrattenere affari con nessun ente finanziario nordcoreano, questo avrà l'inevitabile effetto di eliminare virtualmente ogni ordinario commercio con l'estero.

Gli Stati Uniti, agendo attraverso il mezzo delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, stanno dichiarando una guerra economica contro la Repubblica Democratica di Corea, imponendo sanzioni collettive all'intero popolazione nordcoreana. Questa


ostilità degli Stati Uniti viene motivata politicamente e viene rafforzata dalle buone relazioni con le altre nazioni che operano al di fuori del trattato di non proliferazione nucleare. Israele, India e Pakistan hanno tutti programmi di armamento nucleare in stato molto più avanzato, ma solo la Repubblica Democratica Popolare di Corea viene fatta oggetto di sanzioni. Similmente, molte nazioni lanciano propri satelliti in orbita, ma solo la Nord Corea viene sanzionata perché lo fa.

Non c'è nessun "principio" in gioco, tranne forse quello per cui nessun paese che gli Stati Uniti desiderano ad un certo punto schiacciare in un modo o nell'altro possa sviluppare i mezzi per scongiurare un attacco militare. Con l'avvio, il 7 di marzo, delle più grandi esercitazioni militari congiunte tra USA e Corea del Sud volte a prevenire un'invasione nordcoreana, tutte le strade diplomatiche sono state chiuse e le tensioni possono solamente peggiorare.



*Gregory Elich è nel comitato di direzione dello Jasenovac Research Institute nonchè nel comitato consultivo del Korea Policy Institute. E' collaboratore per la Voice of the People, ed uno dei coautori di Killing Democracy: CIA and Pentagon Operations in the Post-Soviet Period, pubblicato in lingua russa.



Gregory Elich * | globalresearch.ca 

Traduzione per resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare.



giovedì 17 marzo 2016

U.S.A. – sfacciataggine delle nuove misure contro Cuba


di Néstor García Iturbe, 16 marzo 2016
Quando venne annunciata la visita a Cuba del signor Obama, su invito del nostro Governo, tutti pensammo che se aveva sufficiente intelligenza, avrebbe attuato alcune azioni che mostrassero buona volontà  in merito al miglioramento delle relazioni.  
(…) Il, 15 marzo, sono state annunciate le nuove misure adottate da questo signore.  La stampa internazionale le ha pubblicate in parte, quella parte che non pregiudica lo sviluppo delle relazioni(…). 
Il giornale Granma, organo ufficiale del Partito  Comunista di Cuba, ha pubblicato la notizia completa, da cui riporto:  
Il nuovo regolamento implica che qualsiasi cittadino di quella nazione può venire legalmente a Cuba "se e quando sia inserito in un programma completo di attività d’interscambio educativo destinate a migliorare il contatto con il popolo cubano, sostenere la società civile o promuovere l’indipendenza del popolo cubano dalle autorità del Paese”.
DOVE PUO’ ARRIVARE LA SFACCIATAGGINE?!
 (…) Si dice chiaramente nel documento del Governo U.S.A. che si permetterà agli statunitensi di viaggiare a Cuba se verranno per  
promuovere l’indipendenza del popolo cubano dalle autorità del Paese, le stesse autorità che lo hanno invitato…, che arroganza verso il nostro Governo e che presunzione di onnipotenza di questi signori che si credono padroni del mondo.
Pensano che tutti debbano accettare decisioni come questa, che pare assunta da un matto, il quale non ha considerato che sarà ricevuto il prossimo 20 marzo dallo stesso Governo di cui sta apertamente promuovendo l’abbattimento.
Una totale sfacciataggine e arroganza.
traduzione e sottolineature a cura di AsiCubaUmbria –asicubaumbria@libero.it

fatti parte dell’esercito difensore della verità contro il terrorismo mediatico del  sistema di disinformazione di massa, fatti combattente di questa battaglia di idee, la tua azione forgia coscienze, rimanda, diffondi, propaga ogni informazione che consideri  interessante 


Foto inserita da Internet da staff blog Blog

martedì 12 gennaio 2016

La opposizione boliviana è finanziata dagli USA, assicura il vice presidente Garcia Linera / Bolivia preparada para encarar campañas de la oposición.


Conferenza stampa del Vicepresidente Boliviano Alvaro Garcia Linera

La Paz 11 gennaio il Vicepresidente Alvaro Garcia Linera ha affermato che la  Bolivia è preparata per affrontare le campagne dell'opposizione focalizzate a screditare i risultati raggiunti dal governo del Presidente Evo Morales.
“Io considero che il il regresso  politico della sinistra in Venezuela e l'Argentina non avrà influenza qua sul referendum, perché a differenza di quelle nazioni, la Bolivia ha una posizione  differente in distinti temi che la fortifica davanti all'opposizione',  ha assicurato  il  vice capo di Stato.

 García Linera  ha continuato spiegando che tutti i paesi hanno le loro caratteristiche, e che questo può  ripercuotersi  solo sullo stato di animo dell'opposizione boliviana, ma non nella sua intelligenza e molto meno per il consolidamento di un processo di cambio.

“Loro – della opposizione - si vedono impotenti davanti alla forza della Rivoluzione Democratica e Culturale del nostro governo,  e visto  che  non possono vincere  qua vanno in Venezuela  e in Argentina a festeggiare"……..

A giudizio del vicepresidente, l'opposizione al governo del Presidente Evo Morales è finanziata dagli Stati Uniti.

Abbiamo informazione che ex autorità boliviane viaggiano negli Stati Uniti e non precisamente per fare turismo,  bensì per riunirsi con membri del Dipartimento di Stato che finanziano le loro  azioni', ha evidenziato García Linera.
Ha aggiunto  che dopo tali individui arrivano qua , rimangono con più della metà del denaro, ed il resto lo prendono per fare politica.

Per esempio, ha detto , "la campagna per il No, siamo convinti che non è un'iniziativa cittadina, questa è diretta da membri dell'estrema destra boliviana come Carlos Sánchez Berzain, Jorge Quiroga, Rubén Costas y Samuel Doria Medina.”

Tuttavia, García Linera considera che i rappresentanti dell'opposizione si vedono opacizzati dalla leadership del Presidente Morales ed ha messo in risalto  che questo è decisivo per la continuità del processo rivoluzionario ed il suo consolidamento, perché egli - Evo - è colui che mobilita le masse.

E’ emerso che il MAS mai si opporrà a che il  paese determini nelle urne se il presidente Evo Morales possa candidarsi nel 2019.

'Nuovamente il popolo avrà nelle sue mani il diritto di decidere,  l’ antidemocratico è opporsi al referendum è negare  a che le masse definiscano quale è  modello conveniente  per guidare politicamente ed economicamente il paese,  esse saranno quelle che quel giorno lo determinano  attraverso lo scrutinio',  ha puntualizzato.

Il prossimo 21 febbraio il paese boliviano andrà ad un referendum per approvare o no la  proposta  dei movimenti sociali di modificare parzialmente la Costituzione Politica dello Stato per permettere a Morales ed a García Linera di candidarsi nuovamente nelle elezioni  generali del 2019.


Bolivia preparada para encarar campañas de la oposición.

La Paz, 11 ene (PL) El vicepresidente Alvaro García Linera afirmó que Bolivia está preparada para encarar las campañas de la oposición enfocadas en desacreditar los logros alcanzados por el gobierno del mandatario Evo Morales.
'Yo considero que el retraso político de la izquierda en Venezuela y Argentina no influirá aquí en el referendo, porque a diferencia de esas naciones, Bolivia tiene un posicionamiento diferente en distintos temas que le fortalece ante la oposición', aseguró el vicejefe de Estado.

García Linera explicó que todos los países tienen sus características, y que eso solo puede repercutir en el estado de ánimo de la oposición boliviana, pero no en su inteligencia y mucho menos en la consolidación del proceso de cambio.

"Ellos -la oposición- se ven impotentes ante la fortaleza de la Revolución Democrática y Cultural de nuestro gobierno, y como no pueden ganar aquí se van a Venezuela y Argentina a festejar", manifestó en conferencia de prensa celebrada la víspera en Palacio de Gobierno.

A juicio del vicepresidente, la oposición al gobierno del presidente Evo Morales es financiada desde los Estados Unidos.

'Tenemos información de que exautoridades bolivianas viajan a Estados Unidos y no precisamente para hacer turismo, sino para reunirse con miembros del Departamento de Estado que financian sus acciones', subrayó García Linera.

Agregó que esos individuos luego llegan aquí, se quedan con más de la mitad del dinero, y el resto lo toman para hacer política.

Por ejemplo, dijo, "la campaña por el No, estamos convencidos que no es una iniciativa ciudadana, ésta es dirigida por miembros de la extrema derecha boliviana como Carlos Sánchez Berzain, Jorge Quiroga, Rubén Costas y Samuel Doria Medina.

Sin embargo, García Linera considera que los representantes de la oposición se ven opacados por el liderazgo del presidente Morales y resaltó que éste es decisivo para la continuidad del proceso revolucionario y su consolidación, pues él -Evo- es quien moviliza las masas.

Destacó que el MAS nunca se opondrá a que el pueblo determine en las urnas si el presidente Evo Morales y él pueden postularse en 2019.

'Nuevamente el pueblo tendrá en sus manos el derecho de decidir, lo antidemocrático es oponerse al referendo, es negarse a que las masas definan cuál es el modelo conveniente para guiar política y económicamente al país, y ellas serán las que determinen ese día a través del escrutinio', puntualizó.

El próximo 21 de febrero el pueblo boliviano ira a un referendo para aprobar o no la propuesta de los movimientos sociales de modificar parcialmente la Constitución Política del Estado para permitir a Morales y a García Linera postularse nuevamente en los comicios generales de 2019.