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giovedì 7 gennaio 2016

CUBA/USA : Gli Statunitensi sono i peggiori del mondo anche come turisti. " By Sandino"


Di recente nelle relazioni tra Cuba e USA è stato raggiunto un accordo per il ripristino di voli commerciali, fermo restando che esiste sempre  il criminale bloqueo economico  USA che per legge vieta i voli per turismo a Cuba , ..comunque le aereolinee commerciali hanno avuto il via per organizzare le infrastrutture atte a mettere in opera regolari voli di linea tra le due nazioni, va specificato però, che solo se  arriverà a una normalizzazione reale delle relazioni tra i due paesi si potrà parlare di turismo di massa, per adesso il cittadino USA interessato a raggiungere l'isola  deve avere uno dei 12 scopi (lista in un documento del dipartimento del tesoro) tra cui : attività religiose, umanitarie, istruzione , giornalismo, visite familiari , attività sportive…. Si deve prendere atto, si voglia o no, che l’ eventualità di imbattersi per le strade di Cuba con un’orda di yankees  aleggia nella testa di tante persone di ogni parte del mondo e questo timore  li induce ad accelerare i tempi per visitare la Cuba rivoluzionaria socialista, (l'attuale incremento turistico nell'isola non è dovuto solo grazie alla pubblicità della visita del papa, ma come detto anche dal motto: "andiamo prima che arrivino gli americani"), molte di tali persone non sono bene informate a causa delle notizie distorte che mass media asserviti all'impero e sue transnazionali ogni giorno danno i pasto ai popoli della terra, nel loro immaginario vedono un’ isola che da un momento all'altro potrebbe perdere i suoi connotati rivoluzionari  e ritornare ad essere quello che fu già in passato : “il parco dei divertimenti” degli “americani “ . Che dire ?... una cosa è certa, i governanti di Cuba non sono certo degli sprovveduti e lo hanno dimostrato nei 57 anni di rivoluzione, il popolo è colto, preparato e con dignità da vendere,... sarà comunque un problema loro gestire e affrontare un eventuale arrivo in massa dei vicini di casa….. purtroppo è anche vero che tanti turisti dei paesi più svariati, (non solo gli amici di Cuba) a pelle evitano di mescolarsi o stare un contatto con gli statunitensi,.. perchè ?? senza entrare nelle motivazioni politico-storiche ( non basterebbe un libro per scrivere il male che gli USA  hanno fatto e fanno nel pianeta), forse sarà perchè lo steretotipo  "americano" riconoscibile da lontano appare stupido, insulso.... e non di rado maleducato e molesto...??  ,..beh!!,  da un  sondaggio sul turismo emerso nel 2012, realizzato da Mandala research per conto della Living Social, uno tra i più importanti  buying social del Mondo, è risultato che i turisti Statunitensi sono i più disastrosi, i peggiori in assoluto, a confermarlo sono stati 5600 intervistati dei quali 4000 proprio Statunitensi, mentre gli altri rappresentavano : Canada, Irlanda, Inghilterra e Australia.
Dunque gli stessi Statunitensi si definiscono i più indisciplinati, quando si muovono all’estero, sembra che vengano assaliti da una vera e propria forma di cleptomania, uno su quattro ha liberamente confessato di aver rubato dagli hotel oggetti del  tipo : asciugamani 28%,accappatoi 8%, batterie 5%, telecomandi, ombrelloni, bibbie, e perfino cuscini 4%,.. in viaggio sono ossessionati dal dover essere sempre connessi con il loro smartphone, tablet,., spesso perdono documenti, voli aerei e coincidenze, non si contano le volte che rimangono senza contanti (sono abituati a comprare tutto con carta di credito), si fanno male, rimangono vittime di fregature, non trovano il bagno in tempo,  hanno una vera predisposizione ad incontrare guai,..... non riescono neanche a capacitarsi quando la loro moneta non viene accettata all’estero, “molti di loro quando entrano nella camera d'albergo  si sentono assaliti da un senso di claustrofobia, e corrono subito in reception a chiedere di cambiarla. Quando ovviamente gli si spiega che quella è la camera standard, il cliente americano non lo accetta mimano i movimenti di una persona che striscia sul lato del muro, come se lo spazio concessogli fosse pari a quello del cornicione di un grattacielo. E lo fanno tutti. TUTTI. Neanche avessero imparato alla scuola dell'obbligo che istituisce un corso dal titolo "Come lamentarsi per ottenere il free upgrade"…….Poi vedi le stanze e sono perfettamente vivibili. “(1)
E' bene ricordare che gli statunitensi, anche  fuori dalle mura di casa difficilmente rinunciano alle loro abitudini e "vizietti particolari”, non di rado appaiono maleducati, molesti e mancanti di rispetto nei confronti di turisti di altre nazionalità, turisti che poi nei vari forum di tour operator come ad esempio : https://www.tripadvisor.it ,si lasciano andare a lamentele di ogni tipo :

“Cancun: e in aggiunta la presenza dei soliti turisti americani maleducati ed alcolizzati che ….i cocktail già a  metà giornata li rendevano ubriachi e molesti .”

“Inoltre il godimento del luogo è profondamente disturbato dalla presenza di orde di teenagers americani chiassosi, maleducati e palesemente ubriachi fin dalle 10 del mattino “

“Basta andare a Tulum o verso Cancun che si trova il vero mare caraibico, per non parlare della spiaggia dove trovi americani maleducati e stravaccati su ..... gli americani!!!!!! un villaggio così bello invaso da turisti americani ubriachi….”

“tutto buono se non ci fossero stati gli americani  maleducati e ubriachi” ( ristorante Alle Corune Venezia).

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domenica 3 gennaio 2016

Cuba/USA- Blocco, diritti umani e la perversione mediatica / La perversión mediática del quid pro quo en el diálogo


José Manzaneda, La Pupila insomne -31 dicembre 2015
Pochi giornalisti nella grande stampa scritta spagnola superano in arroganza, ignoranza e odio per la  Rivoluzione Cubana la redattrice del giornale ABC Carmen Muñoz, che in un recente articolo analizza il processo di dialogo che da un anno si svolge fra Cuba e USA, con una conclusione esplicita: "I passi fatti da Obama per ridurre le restrizioni non hanno avuto un’adeguata risposta da parte di Castro”.
ABC difende così la cosiddetta diplomazia del  "do ut des", che Cuba dovrebbe praticare come stanno facendo –ci si dice- gli Stati Uniti. Però questo schema nelle negoziazioni si applica solo nelle relazioni internazionali equilibrate, simmetriche. Quali sanzioni, quale blocco impone Cuba alle imprese o ai cittadini statunitensi? Quale territorio è occupato -quale “Guantánamo”- da parte di Cuba negli Stati Uniti? Con quanti milioni Cuba finanzia i media, i partiti o i candidati  "dissidenti" negli Stati Uniti per imporvi un ordine costituzionale socialista?
La tesi di ABC è quella dell'estrema destra, la più ossessiva: gli USA dovrebbero allentare l’assedio economico sulla popolazione solo se il Governo cubano cambia l’ordinamento politico interno:
 "Il più grande ostacolo –scrive la giornalista Carmen Muñoz- sta nell’insistenza di Castro nell’affermare che il Paese non rinuncerà mai ai suoi principi e ai suoi ideali, mentre Obama riafferma  noi difenderemo sempre i diritti dell’uomo e i valori universali che stiamo difendendo nel mondo intero.”
Molto evidente: il regime che ha invaso o attaccato 149 Paesi, che ha oggi la più grande popolazione carceraria del mondo, che ha praticato la tortura legalizzata negli ultimi anni, il Paese in cui la polizia ammazza 2 persone al giorno e in cui 125 persone muoiono giornalmente perché non esiste una sanità pubblica... non solo ha la monumentale sfacciataggine di presentarsi come il protettore dei diritti umani a Cuba ma dispone anche di un esercito di giornalisti mercenari nel mondo intero -come la suddetta Carmen Muñoz- che ripetono le sue fandonie e difendono le sue barbare azioni. (…)
Finché i media spagnoli continueranno ad essere di proprietà del grande capitale –banche, immobiliari, ecc.- giornalisti come Carmen Muñoz continueranno a riportare all'opinione pubblica, acriticamente, un messaggio perverso: che gli Stati-Uniti hanno il diritto d'intervenire nella politica di Cuba e di altri Paesi del mondo. Tutto continuerà uguale finchè non esisteranno leggi che proteggano il diritto alla comunicazione per coloro che, proprio perché denunciano tutto questo, continuano a soffrire la censura sulle proprie opinioni.
Esiste una forza politica in Spagna con coraggio sufficiente per affrontare questa questione?

La perversión mediática del quid pro quo en el diálogo Cuba-EEUU.

 

Por José Manzaneda

Pocos periodistas en la gran prensa escrita española superan la arrogancia, ignorancia y odio contra la Revolución cubana de la redactora del diario ABC Carmen Muñoz (1). En un reciente texto, titulado “El embargo y los derechos humanos, los grandes obstáculos de las relacionesCuba–EEUU”, analizaba dicho proceso de diálogo, que acaba de cumplir un año (2). Con una conclusión explícita: “Los pasos de Obama para relajar restricciones no han tenido la respuesta correspondiente de Castro”.
El ABC hacía así una defensa de la llamada diplomacia “quid pro quo” –es decir, ceder para obtener cesiones- que Cuba debería practicar, como lo está haciendo –nos dice- EEUU (3). Pero este esquema negociador se aplica solo en relaciones internacionales equilibradas, simétricas. ¿Qué sanciones –qué bloqueo- impone Cuba a empresas o ciudadanos estadounidenses? ¿Qué territorio ocupado –qué “Guantánamo”- tiene Cuba en EEUU? ¿Con cuántos millones financia Cuba a medios de comunicación, partidos o candidatos “disidentes” en EEUU para imponer un orden constitucional socialista (4)?
La tesis del ABC es la de la ultraderecha más rancia: EEUU solo debería aflojar el cerco económico a la población de la Isla, si el Gobierno cubano cambia su ordenamiento político interno. “El mayor obstáculo –nos dice la periodista Carmen Muñoz- es la insistencia de Castro en que su país `no renunciará a (sus) principios e ideales (…)´, mientras Obama reitera: `siempre defenderemos los derechos humanos y los valores universales que apoyamos en todo el mundo´”. Es obvio: el régimen que ha invadido o atacado 149 países, que tiene hoy la mayor población carcelaria del mundo, que ha practicado de manera legal la tortura en los últimos años (5), cuya policía da muerte a dos personas al día (6), y donde 125 personas fallecen –también cada día- por no existir un sistema gratuito de salud pública… no solo tiene la monumental caradura de presentarse como el valedor de los derechos humanos en Cuba. Además, cuenta con un ejército de periodistas mercenarios en todo el mundo –como Carmen Muñoz- que repiten sus mentiras y defienden sus barbaridades.
Para ello, esta redactora cita a “observadores” o “analistas”, una suerte de jueces imparciales anónimos. Nos dice, por ejemplo, que en el diálogo hay “mejor voluntad por parte estadounidense que cubana, (según) coinciden distintos observadores”. O que “distintos analistas consideran al régimen (cubano) como único responsable de la situación económica del país y el embargo una excusa para su inmovilismo”. Y cuando conocemos el nombre de estos “analistas”, todos –sin excepción- son representantes del establismenthbipartidista estadounidense (7). Aunque siempre con una clara preferencia: la ultraderecha militarista de Miami. Es el caso de Jaime Suchlicki, director del Instituto de Estudios Cubanos y Cubanoamericanos de la Universidad de Miami, sufragado –igual que la “disidencia” cubana- con millones de dólares de los fondos federales (8), y que defiende a ultranza el poderío militar de EEUU en el mundo (9). Mientras los medios españoles sigan siendo propiedad de los grandes capitales –bancarios, inmobiliarios y de otros sectores- periodistas como Carmen Muñoz seguirán llevando a la opinión pública –sin oposición alguna- un mensaje perverso: que EEUU tiene derecho a intervenir en la política de Cuba y de otros países del mundo (10). Todo seguirá igual mientras no existan leyes que amparen el derecho a la comunicación de quienes –precisamente por denunciarlo- siguen sufriendo la censura de sus opiniones (11).

¿Habrá alguna fuerza política española con la suficiente valentía para encarar, de una vez por todas, este debate?

coordinador de Cubainformación



giovedì 5 febbraio 2015

Un’"esercito" di turisti Statunitensi pronti a invadere Cuba?..E' bene sapere che sono i peggiori e i più insulsi del pianeta



Cubadebate, il web cubano contro il terrorismo mediatico, il 4 febbraio riportava che Cinque compagnie aeree dell’impero USA chiedono di attivare linee sia per il commercio e evidentemente anche per portare a Cuba il nuovo "esercito" di turisti yankees, che ,come è ben risaputo sono i peggiori e i più insulsi del pianeta .
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 A stabilirlo è un recente sondaggio svolto da una società di ricerche di settore, la Mandala Research, per conto di LivingSocial, uno dei più grandi social buying mondial , quali sono i motivi che declassano il viaggiatore medio americano?
Secondo il sondaggio sembra siano la caricatura di sé stessi: cappellino, sorriso stampato, distrazione e goffaggine. Gli americani perdono spesso i documenti, gli aerei, le coincidenze, i bagagli, rimangono senza contanti (è vero anche che negli Stati Uniti la carta di credito si usa anche per acquistare il quotidiano); e come se non bastasse rimangono vittime delle fregature e di bisogni fisiologici imbarazzanti. Tanto da non trovare in tempo i servizi. gSocial, uno dei più grandi social buying mondiali, inoltre dice che viaggino poco e che, quando lo fanno, li assalga una sorta di cleptomania che li spinge a rubare dagli hotel di tutto e di più, per esempio il sondaggio riporta che quattro americani su dieci hanno rubato qualcosa in hotel, nascondendo nella valigia furtivamente un po’ di tutto, dalle ciabatte agli asciugamani (molto ricorrenti), dalla Bibbia all’ombrello per finire persino con l’ingombrante cuscino.....

In alcuni siti di turismo troviamo turisti di altri paesi disgustati dagli atteggiamenti dagli Statunitensi, su tripadvisory si legge :
“A Cancun ci sono locali che meritano di passarci una serata se non fosse pieno di americani ubriachi e rumorosi,”…..

“A Cancun quando c'eravamo noi, era il periodo dello"Spring Break", le vacanze degli studenti americani, e tutti i locali erano pieni di giovani (ubriachi dal mattino alla sera) che facevano casino”

 si leggono ovunque tante altre lamentele contro il turismo Statunitense  e non solo a Cancun di cui pare si sentano padroni,... in merito ad Haiti si legge :”

"Quello che più mi indignò di quello che vidi allora fu osservare la criminale soddisfazione dei turisti nordamericani che passeggiavano per il paese come se fosse suo"

”Per fortuna sembra che le trasferte americane all'estero siano di breve durata (una media di 16 giorni contro i 27 degli australiani), ma sono più numerose di quanto gli stereotipi raccontino (si dice che solo il 15% degli americani abbia il passaporto). Dalle interviste risulta infatti che il 78 per cento degli americani ha visitato almeno uno stato estero, il 61% più nazioni, mentre il 36% da quattro in su.
Non entriamo nel merito di consumo di alcool o droghe pesanti, perchè in questo caso ci sarebbe da scrivere un libro
invece di un post , sappiamo che buona parte  di Statunitensi ne sono assidui consumatori sia nel loro paese che fuori,.... ...se presto o tardi la nuova orda di turisti  made in USA metterà piede a  Cuba, le autorità dovranno mettere in conto sia "benefici" che  i pericoli, tale apertura potrebbe essere come un cavallo di Troia dove dentro si può infiltrare  di tutto di più ....., e probabilmente dovrà  mettere in conto che un’ingente quantitativo di turisti di altri paesi,  adesso abituali di Cuba, potrebbero orientarsi su altre destinazioni per incompatibilità con il turista yanqui  o magari per la perdita di quel fascino che Cuba ha avuto fino ad oggi!!

                                       By Sandino



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Foto aerei  tratta da Cubadebate