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mercoledì 11 giugno 2014

Il sinistro gruppo Monsanto: dall'Agente Arancio al mais geneticamente modificato.




Marianne Falck, Hans Leyendecker e Silvia Liebrich | globalresearch.ca sueddeutsche.de

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare


Gli americani non solo spiano governi, autorità e privati ​​di tutto il mondo con l'aiuto dei loro servizi segreti; sanno anche come portare avanti gli interessi globali delle loro aziende con grande determinazione. Un impressionante esempio di questo è l'agricoltura del gigante Monsanto, leader nella produzione di sementi geneticamente modificate nel mondo. Uno sguardo nel mondo della Monsanto dimostra che le aziende che hanno prodotto il pesticida "Agente Arancio" per le forze armate Usa nella guerra del Vietnam avevano stretti legami con il potere centrale di Washington, con i "duri" nel campo dei servizi segreti statunitensi e con società private di sicurezza.
 
"Pensate a Internet come a un'arma"
Nella lotta globale contro l'ingegneria genetica, il gruppo statunitense si basa su metodi discutibili, strani aiutanti e sul potere di Washington. I critici del gruppo hanno la sensazione di essere spiati.

Il gruppo statunitense Monsanto è un gigante nel settore dell'agricoltura: é il numero uno nel controverso campo dell'ingegneria genetica delle piante. Per i suoi oppositori, molti dei quali vivono in Europa, Monsanto è un sinistro nemico. Puntualmente accadono cose misteriose, che fanno apparire il nemico ancora più sinistro.

Il mese scorso, l'organizzazione ambientalista europea "Friends of the Earth" ["Amici della Terra"] e la tedesca Environmental and Nature Protection
Association (BUND) intendevano presentare uno studio sul pesticida glifosato nel corpo umano. Erbicidi contenenti glifosato sono i più venduti della Monsanto. L'azienda mira a più di due miliardi di dollari di fatturato per il solo prodotto Roundup. "L'erbicida Roundup" ha una "lunga storia di uso sicuro in più di 100 paesi", sottolinea la Monsanto.

Dei virus attaccano i computer degli eco-attivisti, che si chiedono: "vediamo forse dei fantasmi?"

Tuttavia, ci sono studi che dimostrano che il prodotto può danneggiare le piante e gli animali e le ricerche più recenti indicano che molti abitanti di grandi città hanno ora il veleno dei campi nei loro corpi, senza saperlo. Cosa esattamente può innescare in un organismo il prodotto è, come tante cose in questo ambito, oggetto di contestazione.

Due giorni prima che la ricerca estesa fosse pubblicata in 18 paesi, un virus ha disattivato il computer del principale organizzatore, Adrian Bepp. C'era il pericolo che le conferenze stampa a Vienna, Bruxelles e Berlino venissero annullate. "Noi fummo presi dal panico", ricorda Heike Moldenhauer del BUND. Gli attivisti ambientali avevano tempi strettissimi. Moldenhauer e i suoi colleghi hanno ampiamente speculato sulle motivazioni e sull'identità del misterioso aggressore. L'esperto di ingegneria genetica presso il BUND ritiene che gli sconosciuti creatori del virus abbiano voluto "generare confusione". Non c'è niente di peggio per la presentazione di una ricerca che quando la conferenza stampa viene annullata: "al momento ci siamo chiesti se stavamo vedendo dei fantasmi", ha detto Moldenhauer.

Non ci sono prove che la Monsanto fosse il fantasma o avesse a che fare con il virus. La multinazionale non fa cose del genere. Si vanta di operare "responsabilmente": "Oggi, è molto facile fare e diffondere ogni tipo di accuse", sostiene la Monsanto. Afferma che "di quando in quando vengono diffuse dubbie accuse che hanno molto seguito, che denigrano il nostro lavoro e i nostri prodotti e che non hanno alcun fondamento scientifico". I critici del gruppo vedono le cose in modo diverso. Il motivo è costituito dalla grande rete che Monsanto ha sviluppato in tutto il mondo. Ci sono legami con i servizi segreti Usa, con l'esercito Usa, con società di sicurezza privata molto violente e, naturalmente, con il governo degli Stati Uniti.

Numerosi critici della Monsanto segnalano abituali attacchi da parte di hacker professionisti. Anche i servizi segreti e i militari impiegano hacker e programmatori. Questi sono specializzati nello sviluppo di Trojan e virus per penetrare reti di computer estranee. Il whistleblower [whistleblower: chi, essendo o essendo stato membro di un'organizzazione, ne denuncia pratiche illegali, immorali o illegittime messe in atto sotto il controllo dell'organizzazione, ndt] Edward Snowden ha indicato il collegamento tra le azioni dei servizi di intelligence e la guida dell'economia. Ma i sinistri legami sono passati in secondo piano rispetto ad altre mostruosità.

Alcuni potenti sostenitori della Monsanto sanno bene come condurre una guerra informatica. "Immaginate Internet come un'arma, che è a disposizione. O la usate voi o lo farà il tuo avversario, ma qualcuno sarà fatto fuori" ha detto Jay Byrne, l'ex capo delle relazioni pubbliche della Monsanto, nel 2001. Le aziende abitualmente combattono con metodi discutibili per sostenere quello che ritengo un loro diritto: ma amico o nemico, lui o me - questi sono discorsi bellicosi e in una guerra, si ha bisogno di alleati. Preferibilmente dei professionisti. Come quelli dall'ambiente dei servizi segreti, ad esempio.

Sono noti contatti della Monsanto col famigerato ex agente dei servizi segreti  Joseph Cofer Black, che ha contribuito a elaborare la legge della giungla nella lotta contro i terroristi e altri nemici. E' uno specialista di lavoro sporco, un assoluto sostenitore della linea dura. Ha lavorato per la CIA per quasi tre

decenni, tra le altre cose come capo dell'antiterrorismo. In seguito è diventato vicepresidente della società di sicurezza privata Blackwater, che ha inviato decine di migliaia di soldati in Iraq e Afghanistan agli ordini del governo degli Stati Uniti. Le indagini mostrano quanto la dirigenza della multinazionale sia strettamente collegata con il governo centrale di Washington, così come con i rappresentanti diplomatici Usa in tutto il mondo. In molti casi, la Monsanto dispone di assistenti potenti sul piano operativo. Ex dipendenti Monsanto occupano alte cariche negli Stati Uniti in autorità governative e ministeri, associazioni industriali e nelle università; a volte con relazioni quasi simbiotiche. Secondo informazioni fornite dall'associazione anti-lobby americana Open Secrets Org, nello scorso anno scorso, 16 lobbisti Monsanto hanno prima o poi ricoperto incarichi governativi di prima grandezza nell'amministrazione Usa e anche in autorità di vigilanza. Per l'azienda, si parla di nuovi mercati e di nutrire una popolazione mondiale in rapida crescita. Ingegneria genetica e brevetti su piante qui giocano un ruolo importante. Oltre il 90% di mais e soia negli Stati Uniti sono geneticamente modificati. In alcune parti del resto del mondo la percentuale è parimenti in costante crescita.

Solo i mercati europei sono a un punto morto. Diversi paesi dell'UE hanno molte riserve sul futuro della Monsanto, il che chiaramente dispiace alla pubblica amministrazione Usa. Nel 2009, il politico tedesco della CSU, Ilse Aigner, ministro federale dell'alimentazione, dell'agricoltura e della protezione dei consumatori, ha anche vietato il mais del tipo MON810 nei campi tedeschi. Quando si recò in visita negli Usa, fu avvicinata dal suo collega statunitense, Tom Vilsack riguardo alla Monsanto. Il democratico era stato governatore nello stato agricolo dell'Iowa e si era subito distinto come un sostenitore dell'ingegneria genetica. L'industria dell'ingegneria genetica lo elesse "governatore dell'anno" nel 2001. Purtroppo, non vi è alcuna registrazione della discussione tra Vislack e Aigner. E' stato detto che fu controversa. Un rappresentante del governo federale ne ha descritto il tono: ci sono stati "sforzi enormi per forzare un cambiamento di direzione del governo tedesco in materia di politica genetica". La fonte ha preferito non parlare dei dettagli sul tipo di "sforzi enormi" e sul tentativo di "forzare" qualcosa. Questo non si confà tra amici e partner.

Grazie a Snowden e a Wikileaks, il mondo ha una nuova idea su come questi amici e partner operano

quando si tratta di potere e denaro. La piattaforma di whistleblowing ha pubblicato due anni fa dispacci d'ambasciata, che comprendevano anche dettagli su Monsanto e sull'ingegneria genetica. Ad esempio, nel 2007, l'ex ambasciatore americano a Parigi Craig Stapleton ha suggerito che il governo Usa avrebbe dovuto creare un elenco di sanzioni per i paesi dell'UE che volevano vietare la coltivazione di piante geneticamente modificate da aziende americane. La formulazione del dispaccio segreto: "Il gruppo nazionale di Parigi raccomanda di calibrare un elenco di obbiettivi di rappresaglia di quelli che ci causano sofferenza in tutta l'UE". Sofferenza, ritorsioni: non proprio il linguaggio della diplomazia.

Monsanto ha condotto la battaglia per far ammettere in Europa il famigerato mais geneticamente modificato MON810 con una grande attività di lobbying: il gruppo ha perso completamente la battaglia. E' stato anche battuto sui prestigiosi mercati francese e tedesco. Un'alleanza di politici, agricoltori e il clero ha respinto l'ingegneria genetica nei campi e i consumatori non la vogliono nei loro piatti. Ma la battaglia non è finita. Gli Stati Uniti sperano che i negoziati avviati questa settimana per un accordo di libero scambio tra Usa e UE apriranno loro i mercati anche per l'ingegneria genetica.

Fare lobbying per la propria azienda è un dovere civico negli Usa. Anche le persone importanti dei 16 servizi di intelligence Usa hanno sempre inteso il proprio lavoro come un supporto per gli interessi economici americani sui mercati mondiali. Spiano non solo governi, autorità e cittadini di altri paesi in nome della lotta al terrorismo, ma sostengono anche gli interessi economici americani, con i modi loro propri.

Alcuni esempi?


Monsanto nega le accuse e sottolinea che essa opera "responsabilmente"

Più di due decenni fa, quando il Giappone non era ancora una grande potenza economica, è apparso negli Usa lo studio "Japan 2000", creato dai dipendenti del Rochester Institute of Technology (RIT). Il Giappone, rilevava lo studio, stava progettando una sorta di presa del potere mondiale con una "spericolata politica commerciale". Gli Usa ne sarebbero stati danneggiati, affermava la ricerca. La sicurezza nazionale degli Stati Uniti era minacciata e la CIA ha dato la chiamata alla guerra.

L'economia americana deve essere protetta dagli "sporchi trucchi" degli europei, ha spiegato l'ex capo della CIA James Woolsey. Questo, sosteneva, è il motivo per cui gli "amici continentali europei" sono stati spiati. Un'America pulita [allusione allo slogan di un manifesto di propaganda della prima guerra mondiale, ndt]. Il whistleblower Snowden era una volta in Svizzera per la CIA e in questo periodo, ha riferito quali trucchi si diceva che l'azienda avesse adottato, per ottenere da un banchiere svizzero di spiare dati contabili. L'UE ha permesso che i servizi statunitensi andassero a vedere gli affari finanziari dei suoi cittadini. Presumibilmente allo scopo di prosciugare fonti di denaro facendo del terrorismo. Il metodo e lo scopo sono quanto mai dubbi.

In Svizzera, teatro di molti passati romanzi di spionaggio è andato ora in scena uno di quegli episodi che rendono la Monsanto particolarmente misteriosa ed enigmatica: nel gennaio 2008, l'ex agente della CIA Cofer Black si è recato a Zurigo e ha incontrato Kevin Wilson, all'epoca responsabile della sicurezza della Monsanto per questioni globali. Di cosa hanno parlato i due? Probabilmente delle solite cose: avversari, affari, nemici mortali. Il giornalista investigativo Jeremy Scahill, che ha scritto l'opera di riferimento sulla Blackwater, la società specializzata in mercenari, ha scritto nel settimanale americano
The Nation nel 2010 su questo strano incontro a Zurigo. Ancora una volta aveva ricevuto documenti fatti trapelare. Questo dimostra che Monsanto intendeva lottare: contro gli attivisti che distruggevano i campi; contro i critici, che influenzavano l'atteggiamento verso la multinazionale della modificazione genetica. Cofer Black è l'uomo giusto per tutte le stagioni: "Ci toglieremo i guanti bianchi", ha dichiarato dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre, e ha incaricato i suoi agenti della CIA in Afghanistan di prendere Osama bin Laden: "Prendetelo, Voglio la sua testa in una scatola". In ogni caso, ne capisce molto anche di faccende degli altri servizi segreti, che operano con fonti di pubblica dominio. Quando si incontra con il responsabile della sicurezza Monsanto Wilson, Cofer Black è ancora il Vice (Presidente) della Blackwater, che ha tra i suoi clienti il Pentagono, il Dipartimento di Stato, la CIA e, ovviamente, aziende private. Tuttavia, c'era molta ansietà nel gennaio 2008, perché i mercenari della società di sicurezza avevano

colpito 17 civili in Iraq e alcuni dipendenti della Blackwater avevano attirato l'attenzione corrompendo i dipendenti del governo iracheno. Si dà il caso che Cofer Black fosse a quel tempo capo delle società di sicurezza Total Intelligence Solutions (TIS), che era una controllata di Blackwater, non gravata dalla medesima devastante reputazione, tuttavia composta da alcuni eccellenti e versatili esperti.

Secondo le loro stesse dichiarazioni, Monsanto stava conducendo affari con TIS in quel momento e non con la Blackwater. E' indubbio che la Monsanto ha ricevuto relazioni dalla TIS sulle attività dei critici. Le attività in questione erano quelle che avrebbero presentato un rischio per l'azienda, i suoi dipendenti o le sue attività operative. Le informazioni raccolte spaziavano da attacchi terroristici in Asia alla scansione di siti web e blog. Monsanto sottolinea che la TIS ha utilizzato solo materiale accessibile al pubblico per prevenire tale rischio. Questo corrisponde al modus operandi di Black. Niente loschi traffici. C'erano voci che la Monsanto intendesse rilevare la TIS per ridurre i loro rischi - e ci sono nuove indiscrezioni in questi giorni che il gruppo presumibilmente stia valutando l'acquisizione della società Academi sviluppatasi dopo alcune trasformazioni della ex Blackwater Company. C'è qualcosa di vero in queste voci? "Di regola non intendiamo divulgare dettagli sui nostri rapporti con i fornitori di servizi, a meno che le informazioni non siano già a disposizione del pubblico", è l'unico commento dalla Monsanto.

Ogni azienda ha una sua storia, e la storia di Monsanto comprende una sostanza, che ha trasformato l'azienda in un demone non solo per gli anziani del 1968: Monsanto era uno dei principali produttori del pesticida Agente Arancio, utilizzato fino al gennaio 1971 dai militari Usa nella guerra del Vietnam. Le foreste furono defogliate dal costante bombardamento chimico per rendere il nemico visibile. Terre arabili sono state avvelenate, in modo che i vietcong non avesero nulla da mangiare. Nelle zone irrorate, gli effetti teratogeni sono aumentati più di dieci volte. I bambini sono nati senza naso, senza occhi, con idrocefalo, con schisi facciali e i militari Usa dichiaravano che l'agente Monsanto era innocuo come l'aspirina.


In guerra tutto è permesso? Specie nella guerra di nuovo tipo, quella cibernetica?

E' evidente che qualcuno rende la vita difficile per i detrattori della Monsanto e una mano invisibile pone fine alle loro carriere. Tuttavia, chi è questo qualcuno? Gli obiettivi di questi attacchi sono scienziati, come l'australiana Judy Carman. Tra le altre cose, si è affermata internazionalmente con studi di piante geneticamente modificate. Le sue pubblicazioni sono state contestate dagli stessi professori che hanno attaccato anche gli studi di altri critici della Monsanto. Non ci si limita alle schermaglie all'interno della comunità scientifica. Gli hacker bersagliano regolarmente le varie pagine della rete dove Carman pubblica i suoi studi e i siti vengono sistematicamente osservati, almeno questa è l'impressione che ha la Carman. L'esame dei file di log degli indirizzi IP mostrano non solo che la Monsanto visita le pagine regolarmente, ma anche varie organizzazioni del governo Usa, comprese quelle militari. Fra cui il Navy Network Information Center, la Federal Aviation Administration e l'United States Army Intelligence Center, un'istituzione dell'esercito Usa, che addestra i soldati alla raccolta di informazioni. L'interesse della Monsanto agli studi è comprensibile, anche per quelli della Carman. "Ma non capisco perché il governo degli Stati Uniti e l'esercito mi stiano osservando", dice. Anche all'organizzazione GM Watch, nota per essere critica sulla tecnologia genetica, capitano cose strane. La redattrice Claire Robinson riferisce di continui attacchi degli hacker sulla pagina iniziale dal 2007. "Ogni volta che aumentiamo la sicurezza della pagina solo di un po', il versante opposto aumenta la sua tenacia e in seguito ci sono nuovi, peggiori attacchi", dice. Anche lei non riesce a credere alle coincidenze che si verificano. Quando lo scienziato francese Gilles Eric Seralini ha pubblicato un controverso studio sui rischi per la salute del granturco geneticamente modificato e del glifosato nel 2012, il sito web di GM Watch è stato violato e bloccato. La stessa cosa si ripete quando viene messo sul sito il parere dell'ispettorato alimentare europea (EFSA). La tempistica è stata abilmente scelta in entrambi i casi. Gli attacchi hanno avuto luogo esattamente quando i redattori intendevano pubblicare il proprio parere.

Non è stato ancora stabilito chi c'è dietro gli attacchi. La Monsanto stessa, come detto, sottolinea che la società opera "responsabilmente". Il fatto è, tuttavia, che la posta in gioco per il gruppo è alta. E' in ballo un imminente disegno di legge. Soprattutto sui negoziati in corso sull'accordo di libero scambio. Particolarmente sensibile è la materia del settore agricolo e alimentare. Gli americani vogliono aprire i mercati europei a prodotti in precedenza vietati. Oltre alle piante geneticamente modificate, sono oggetto di negoziato controversi additivi per mangimi e carne bovina agli ormoni. I negoziati probabilmente si protrarranno per diversi anni. Gli americani vogliono utilizzare l'accordo di libero scambio per aprire il mercato europeo degli OGM.

I negoziati saranno particolareggiati. Prevarrà la durezza. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha quindi nominato Islam Siddiqui come capo negoziatore per l'agricoltura. Ha lavorato per molti anni per il ministero dell'agricoltura Usa come esperto. Tuttavia, pochi in Europa sanno che dal 2001 al 2008, ha rappresentato CropLife America come un lobbista registrato. CropLife America è un'importante associazione di settore negli Stati Uniti, che rappresenta gli interessi dei produttori di pesticidi e di tecnologia genetica - tra cui ovviamente la Monsanto. "In realtà, l'UE non può accettare un tale capo negoziatore per via della parzialità", dice Manfred Häusling, che rappresenta il partito dei Verdi nel Parlamento europeo. Eigentlich (in realtà). La parola eigentlich (in realtà) in alto-tedesco medio significava, secondo i dizionari pertinenti, "a contratto", che non è una cattiva descrizione della situazione attuale, in particolare per il fatto che i politici europei e tedeschi hanno sorprendentemente molta comprensione verso i servizi statunitensi che li spiano regolarmente.




 Immagini da internet inserite da amministratore  Blog

giovedì 3 aprile 2014

El Salvador diventerà un altro Venezuela?


 Mahdi Darius Nazemroaya | rt.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Quando i risvolti elettorali non rispecchiano i loro interessi, le opposizioni venezuelane supportate dagli USA quasi sempre si rifiutano di riconoscere il risultato di regolari elezioni in Venezuela. Lo stesso sta accadendo in El Salvador. Gli oligarchi che capeggiano il Partito Nazionale Repubblicano di destra (ARENA) stanno usando lo stesso canovaccio degli oligarchi venezuelani. I leader di ARENA hanno rifiutato di riconoscere la loro sconfitta nelle elezioni presidenziali del 2014 e la vittoria del partito di sinistra Fronte Farabundo Martí di Liberazione Nazionale (FMLN).

Prima ancora della fine del conteggio di tutti i voti, ARENA ha accusato il FMLN di brogli ed ha affermato che le elezioni sono state truccate. Il candidato di ARENA alle presidenziali, Norman Noel Quijano González, ha promesso che ARENA non avrebbe "consentito il furto di questa nostra vittoria come lo è stato in Venezuela" nei confronti degli oppositori politici dei chavisti. Facendo eco al leader dell'opposizione venezuelana Henrique Capriles e alla sua cosiddetta Tavola di Unità Democratica (MUD), ARENA ha affermato di essere
"preparata per la guerra".

In un primo momento, molti erano intimoriti che El Salvador, un Paese profondamente polarizzato, potesse regredire ad uno stato di guerra civile. ARENA spingeva l'esercito salvadoregno a rovesciare il governo a San Salvador per permettere al suo candidato di ricoprire il ruolo di presidente.

Alla fine ARENA è stata costretta ad ammettere la sconfitta e riconoscere Salvador Sánchez Cerén e Oscar Ortíz rispettivamente come il presidente e vice presidente eletti.

Sánchez ha sconfitto il candidato di ARENA, Norman Quijano, di uno stretto 0.22 percento secondo il Tribunale elettorale supremo di El Salvador. Ha ricevuto il 50.11 percento dei voti, mentre Quijano ha ottenuto il 49.89 percento.

Ho avuto il piacere di essere presente in El Salvador in qualità di osservatore internazionale delle operazioni di voto. Ho potuto osservare il processo da vicino e anche il modo in cui entrambi gli schieramenti si sono comportati. Ho monitorato le elezioni presidenziali del 2 febbraio 2014; il voto di febbraio sarebbe diventato il primo turno delle elezioni presidenziali, perché Sánchez e Ortíz ottennero il 48.93 percento del voto popolare. Avevano bisogno di almeno il 50 percento per vincere le elezioni direttamente al primo turno.

Il secondo turno ha avuto luogo il 9 marzo.

Come sua tattica, ARENA ha provato ad annullare quanti più voti possibili durante il primo turno di votazione. Un esempio è il caso dei voti dall'estero che ARENA ha fatto annullare sulla base di un tecnicismo; molti elettori salvadoregni avevano spedito i loro voti per il secondo turno invece che quelli per il primo turno. A dispetto del fatto che la scelta elettorale dei salvadoregni all'estero fosse chiara, ARENA ha lavorato affinché i voti fossero annullati a causa della preferenza dei voti per il FMLN.

E' degno di nota che ARENA perse le elezioni presidenziali del 2009 nonostante avesse barato. Gli osservatori riportarono che i sindaci salvadoregni appartenenti ad ARENA rilasciavano falsi documenti d'identità a cittadini stranieri portati con dei bus in El Salvador da altri Paesi dell'America centrale.
I Gringos non hanno perso la loro influenza

Il governo USA ha supportato ARENA durante le elezioni presidenziali del 2004 e del 2009. In precedenza, durante la guerra civile degli anni '80, il governo USA aiutò gli oligarchi salvadoregni a rimanere al potere lungo un periodo di regimi non democratici. Washington è anche intervenuta direttamente in El Salvador col Pentagono per combattere a fianco degli oligarchi.

Questa volta però il governo USA non ha sostenuto pubblicamente ARENA. Il silenzio di Washington durante la campagna elettorale del 2014 era sospetto e ne parlai con vari funzionari salvadoregni e con politici del FMLN.

Mentre mi stavo preparando per le elezioni a San Salvador, fui informato dai colleghi della delegazione canadese che William G. Walker, un diplomatico di carriera in pensione ed ex-ambasciatore USA in El Salvador dal 1988 al 1992, aveva scritto un simpatico editoriale sul New York Times intitolato,
"Non temete la sinistra di El Salvador".

L'editoriale di Walker di fine gennaio 2014 era un messaggio pre-elettorale ai politici e ai funzionari USA nella cosiddetta Washington Beltway ("Circonvallazione Washington", NdT) che sosteneva non ci fosse bisogno di allarmismi riguardo una vittoria del FMLN.
"Il rullo di tamburi cominciò presto questo mese quando Elliott Abrams, che supervisionava la politica Centro-Americana dell'Amministrazione Reagan durante la guerra civile in El Salvador, avvisò sul The Washington Post dei pericoli della" vittoria del Vice-Presidente Sánchez nelle elezioni Salvadoregne, come scritto sui suoi pezzi del NYT. "Altri conservatori fecero eco ai suoi avvisi. E' implicita la minaccia che se i salvadoregni facessero la scelta sbagliata, gli USA ridurrebbero il loro supporto." scriveva l'ex diplomatico parlando della linea che Abrams e una sezione della classe dirigente negli USA adottarono.

Walker, tuttavia, prende le distanze da Elliott Abrams con le seguenti parole:
"Dal 1985 al 1988 ho lavorato a stretto contatto con Mr. Abrams al Dipartimento di Stato. Rispetto la sua onestà, ma credo che in questo caso si stia sbagliando."

E' necessaria una digressione. Vi prego: Elliott Abrams, onesto? Questo è lo stesso propagandista, fondatore del Progetto per il Nuovo Secolo Americano, e pianificatore della conquista del mondo arci-neocon che si è dimostrato un esempio di disonestà lungo la sua intera carriera. E' uno dei farabutti della cricca di Bush II che mentì senza vergogna al mondo sulle armi di distruzione di massa esistenti in Iraq per giustificare l'invasione illegale anglo-americana di Baghdad nel 2003. Che si trattasse di Libia o Siria, spinse per la guerra in ogni caso. Egli è un sostenitore impenitente del militarismo e dell'impero che continua a essere guerrafondaio contro l'Iran, usando da anni le false congetture di Benjamin Netanyahu che dipingono Teheran come a pochi passi dalla bomba atomica. Adesso vuole che USA e NATO si confrontino con la Russia sulla bollente crisi in Ucraina.

Walker stesso non è un santo. Il fatto che Walker prese questa posizione fu un segnale. Dopo tutto, era il funzionario USA che lavorava da vicino con l'esercito salvadoregno e che lavorò con le squadre della morte a San Salvador nella loro guerra repressiva contro una grossa parte della popolazione e qualunque forma di dissenso, pacifico o di altro tipo.

Walker fu inviato in El Salvador da Washington, per la sua esperienza con le milizie e con le squadre della morte. Non solo fu un funzionario USA coinvolto nell'organizzazione delle squadre della morte e coordinatore dell'intervento militare USA in El Salvador - come deputato USA assistente del segretario di stato per l'amministrazione Reagan fu un uomo chiave nel fornire supporto (accanto al disgraziato tenente colonnello Oliver North) alle organizzazioni di trafficanti di droga protette dalla CIA, nell'insurrezione dei Contras nel vicino Nicaragua.

Tutto questo vi suona familiare? Dovrebbe. Per coloro che non avessero capito, l'esito delle attività di Walker in Nicaragua portò allo scandalo Iran-Contras, quando il pubblico americano ha scoperto le guerre sporche del suo governo che coinvolgevano traffici internazionali di droga e di armi e che persone del calibro di Elliott Abram e dei suoi amici avevano apertamente disobbedito all'Emendamento Boland che proibiva al governo USA di continuare i finanziamenti per il rovesciamento del governo del Nicaragua da parte di una rivolta contro-rivoluzionaria. Membri del Dipartimento di Stato USA
"che fornirono supporto ai Contras erano coinvolti in traffici di droga" come concluso dal report del 1989 del Kerry Committee, intitolato - avete indovinato - al mentitore giramondo John Kerry. I loro amici in Israele, inoltre, furono coinvolti nella vendita di armi in America Centrale.
Prove di accordo con Washington

A causa del suo coinvolgimento nel contrabbando di armi, nel traffico di droga e nelle squadre della morte, Walker venne infine impiegato nella provincia secessionista serba del Kosovo, di prevalenza albanese dove le milizie del Kosovo Liberation Army (KLA) vennero coinvolte nel traffico di droga e nel contrabbando di armi - più tardi nella sua carriera promosso come capo della Kosovo Verification Mission (KVM) per l'OCSE.

L'editoriale sul NYT di Walker prosegue:
"Viaggio spesso in El Salvador per affari. Ho visto quanto il paese, ed il FMLN sono cambiati nei 22 anni dalla fine della guerra nel 1992. Credo che quelle paure siano bloccate nel passato."

L'inferno non congela. La posizione di Walker sul FMLN ha una spiegazione razionale per rassicurare i funzionari USA in caso di una vittoria del FMLN.

I Gringos hanno ancora molto potere di controllo. FMLN vincente o no, il FMLN ha lavorato per un accordo con Washington.

La maggior parte delle importazioni ed esportazioni di El Salvador sono con gli USA. Oltre al commercio, l'economia salvadoregna è pesantemente dipendente dai pagamenti delle rimesse inviate dalla popolazione salvadoregna che lavora negli USA. Le rimesse rappresentano qualcosa nell'ordine del 17 per cento del prodotto interno lordo nazionale di El Salvador.

Washington possiede anche un potere sulla sovranità fiscale di El Salvador. Grazie ad ARENA, il dollaro USA è la moneta ufficiale.

Poi c'è la struttura neoliberista dell'economia Salvadoregna. A questo proposito il FMLN è stato criticato. Ci sono ex membri del FMLN che accusano le sue alte sfere di compromettere la piattaforma della loro guerra civile.
Il neoliberismo è garantito dagli "Amici di Mauricio Funes" o dal FMLN?

Uno dei critici radicali del FMLN è il sociologo James Petras. Sociologo marxista, ha interpretato l'accordo di pace che ha portato il FMLN nella politica elettorale, trasformandolo da un movimento di guerriglia in un partito politico, come una battuta di arresto ideologico.
"Quando cominciarono le trattative, il FMLN ha rinunciato alla sua richiesta di smantellamento dell'esercito, l'espropriazione dei principali interessi finanziari, bancari, commerciali e minerari e ha accettato una 'commissione per la verità' che avrebbe 'esaminato' i crimini di guerra - l'uccisione di massa di 75,000 civili" scrive Petras.

Per Petras e molti altri, è chiaro che gli Accordi di Pace di Chapultepec tra le Forze Popolari di Liberazione Farabundo Martí (FPL), che si trasformò in FMLN, e gli oligarchi salvadoregni concessero l'amnistia ai vili criminali che stavano dietro all'omicidio di intere famiglie e interi villaggi di civili innocenti.

Nonostante sia stata una scelta dolorosa, ci sono contrarie ed irremovibili spiegazioni da parte dei fedeli del FPL/FMLN che il perdono fu una decisione strategica. Per molti un FMLN leale ed istituzionale, che concedeva l'amnistia ai membri delle squadre della morte supportate dagli USA - molti dei quali sono adesso membri e sostenitori di ARENA - fu visto come un modo per far terminare il ciclo di violenze che attanagliava l'America Centrale. Un ex guerrigliera del FPL mi disse che niente poteva portarle indietro suo marito, che è stato accoltellato alla testa 60 volte con uno scalpello da ghiaccio e poi smembrato; avendo visto abbastanza morte e distruzione, sente il perdono come il modo migliore per ricostruire il suo paese e la sua società.

Nonostante questo, esistono contraddizioni in tutta El Salvador. La corruzione è ancora un problema strutturale.

Petras ha ragione sul pragmatismo del FMLN e sull'adozione del neoliberismo da parte di un segmento della sua leadership. Sono in corso tuttavia discussioni pratiche ed ideologiche all'interno del FMLN su questi temi.

Deve essere ricordato che c'era una guerra civile e in parallelo la crescita di problemi socioeconomici. Entrambe hanno lasciato i loro segni sulla società salvadoregna. Inoltre, il FMLN ha assunto le redini del governo in un paese che era già profondamente radicato in entrambe le orbite di Washington e del paradigma neoliberista.

Questo è il motivo per cui il FMLN è andato avanti con accortezza. Di conseguenza, i leader del FMLN hanno deciso di sostenere il politico indipendente Mauricio Funes come loro candidato alle presidenziali del 2009. Funes non è membro del FMLN, come viene spesso erroneamente ritenuto al di fuori dell'America Latina.

Dopo che il FMLN vinse le elezioni presidenziali del 2009, il governo di El Salvador venne condiviso tra Funes ed il FMLN, ed il Vice-Presidente Sánchez è stato costretto a dire al pubblico che il FMLN non avrebbe potuto mantenere tutte le sue promesse elettorali.

Funes ed i suoi consiglieri (chiamati gli amici di Mauricio Funes) controllarono questioni strategiche, punti economici fondamentali, ed il segretariato per le riforme politiche, mentre il FMLN gestiva aree come la sanità, l'educazione e la sicurezza. In questo quadro, al FMLN è stato impedito di attuare le riforme economiche, la ristrutturazione politica e i cambiamenti strategici che la maggior parte dei suoi sostenitori auspicavano.

Damian Alegría (José Mauricio Rivera), attualmente un deputato nell'Assemblea Legislativa di El Salvador ed un ex guerrigliero di alto profilo nel FPL, mi disse in diverse occasioni che il Presidente Funes ed i suoi consiglieri impedirono il riconoscimento diplomatico della Repubblica Popolare Cinese da parte di El Salvador. Questo è stato possibile solo per l'accordo che il FMLN ha stretto con i sostenitori di Funes.

Il FMLN sta camminando su una linea sottile. Questo è il motivo per cui il FMLN come partito di governo deve muoversi come un trapezista. Il risultato di questo è che il FMLN ha introdotto la pianificazione pubblica all'interno di un sistema neoliberista.

Funzionari del FMLN hanno lavorato per creare servizi pubblici essenziali ed infrastrutture in El Salvador. Allo stesso tempo, però, il FMLN sta cercando di non inimicarsi gli USA, il capitale straniero, e tutti gli oligarchi salvadoregni. Così, il FMLN è un ostaggio del contesto che ha ereditato. Se il FMLN si contrapponesse agli USA o ai capitali stranieri e a tutti gli oligarchi di El Salvador, la sua leadership teme che l'economia potrebbe essere spinta al collasso da fuori e una guerra civile potrebbe essere riavviata da ARENA.

Le maquiladoras sfruttatrici, di proprietà straniera, che sottopagano e sfruttano regolarmente i lavoratori del settore dell'abbigliamento, sono ancora aperte. Ora, però, ci sono servizi medici gratuiti e bambini in età scolare vengono forniti di latte (sotto il programma
"cup of milk" , [tazza di latte, ndT]) e scarpe. I salari sono stati innalzati anche per gli insegnanti e in generale in tutto il settore pubblico. Cliniche mobili gratuite forniscono diagnosi e prescrivono farmaci senza alcun costo per gli utenti.
Oligarchi e Monsanto contro il FMLN

Non per sottovalutare l'importanza delle critiche al FMLN, ma ha anche fatto grandi passi in avanti. Certo, questi salti non sono ciò che molti ex guerriglieri FPL e sostenitori FMLN vogliono. Anche se i cambiamenti in El Salvador sotto il FMLN non vanno abbastanza lontano nella ristrutturazione del paese, vanno lo stesso riconosciuti.

Quando il FMLN fu eletto al governo, esistevano numerosi monopoli abusivi di imprese private e quasi tutte le infrastrutture dello stato erano state privatizzate da ARENA. Leggi sui monopoli furono stabilite da ARENA per proteggere gli interessi commerciali degli oligarchi. Era illegale e quasi impossibile acquistare farmaci da nessuno se non da Alfredo Cristiani, l'oligarca di ARENA che in precedenza era stato il presidente di El Salvador. Cristiani usò il suo monopolio privato sui farmaci per sovraccaricare i costi sui salvadoregni e per vendere inoltre farmaci cattivi e scaduti impunemente. Attraverso un monopolio legalizzato sostenuto da ARENA, il corrotto Cristiani fece lo stesso con i fertilizzanti, i pesticidi chimici mortali legati alla Monsanto, e altri prodotti agricoli.

Il professor Adrian Bergmann, un norvegese nominato alla squadra di transizione del Presidente Funes nel 2009, mi disse che anche la criminalità organizzata in El Salvador girava intorno ad Alfredo Cristiani. Nonostante questo, ARENA cerca di incolpare il FMLN per tutti i crimini in El Salvador.

Alcune persone in El Salvador dimenticano, o fingono di non sapere nulla di tutto questo. Durante incontri con studenti universitari è emerso chiaramente che uno dei motivi principali di ciò è la presa degli oligarchi di ARENA sui media.

La lezione dovrebbe essere quella di diversificare le vostre fonti di informazione: chiedete di più.


immagini da internet inserite da amministratore blog
Resistenze.org

giovedì 20 settembre 2012

Eurodeputato chiede di sospendere coltivazioni di mais Monsanto -LUGO afferma :Monsanto e golpisti sono mercanti della morte


Eurodeputato chiede di sospendere coltivazioni di mais Monsanto 

 

Parigi, 19 set (Prensa Latina) L'eurodeputato Josè Bovè ha chiesto oggi all'Unione Europea di sospendere le autorizzazioni per la coltivazione di mais transgenico della multinazionale statunitense Monsanto, dopo la pubblicazione di uno studio sulla sua presunta tossicità. 
Secondo il politico francese, l'investigazione realizzata da scientifici di questo paese costituisce un nuovo argomento per quelli che si sono opposti al consumo di questo tipo di prodotti per anni. 
L'eurodeputato ha chiesto al commissario europeo John Dalli di proibire le coltivazioni del mais Monsanto, come della patata Amflora, creata dal gruppo tedesco BASF.   
Dopo la pubblicazione dello studio, il ministro francese dell’Agricoltura, Stephane Le Foll, ha segnalato la sua decisione di chiedere regole europee più strette per l'utilizzo di questi semi. 

Agiamo a scala europea affinché si modifichino le condizioni di autorizzazione dei protocolli, ha chiesto a Foll. 

Secondo i risultati dell'investigazione realizzata da Gilles Eric Seralini, dell'Università di Caen, i topi alimentati col mais NK 603, in alcuni casi trattati con l'erbicida Rondup, presentavano una mortalità maggiore che la popolazione di riferimento. 

L'Associazione Francese delle Biotecnologie Vegetali ha respinto lo studio ed ha detto che fino ad ora indagini realizzate da scientifici di diversi orizzonti non hanno dimostrato effetti tossici di transgenici in animali. 

Ig/car



Monsanto e golpisti sono mercanti della morte ha affermato Lugo

 

Asuncion, 19 set (Prensa Latina) Il destituito presidente paraguaiano, Fernando Lugo, affermò oggi che la multinazionale statunitense Monsanto ed il governo golpista sono seminatori della morte.  
Lugo parlò nella chiusura di una fiera agro-ecologica presentato dalle organizzazioni degli agricoltori ed indigeni, come parte della Settimana del Seme, che ha come obbiettivo protestare per la liberazione dell'acquisto di semi transgenici per semine di cotone e mais. 
Nel suo discorso, ha esposto che il suo governo lavorò per due anni per recuperare il seme nativo usato nelle stesse coltivazioni con successo.,ma il colpo di stato
parlamentare nel giugno scorso ha portato l'offensiva delle multinazionali, specialmente di Monsanto. 
  Stanno introducendo in massa i semi transgenici pregiudicando le piantagioni native paraguaiane e mettendo a rischio la vita umana per favorire il commercio.
  Ha ricordato che, nella decade degli anni 90 del passato secolo le imprese ed entità statunitensi promossero una campagna in Bolivia affinché gli indigeni non avessero figli e seminarono la morte nel ventre di molte donne boliviane e quelli che lo fecero erano seminatori della morte.  Queste grandi multinazionali come Monsanto, dopo il golpe, seminano la morte nei semi nativi paraguaiani, ma noi vogliamo che torni a nascere il nostro seme tradizionale Lugo ha fatto un appello al paese affinché continui a resistere ai golpisti ed alle multinazionali perché il tentativo di ammazzare la democrazia in Paraguay non sia per loro molto facile. 
 
Ig/jrr



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