giovedì 12 febbraio 2015

Reportaje :Dopo Ayotzinapa, continuano le sparizioni / Después de Ayotzinapa, siguen los desaparecidos




Orlando Oramas Leon*

I 43 studenti di Ayotzinapa  non sono ufficialmente scomparsi, la verità storica è che sono stati privati della libertà e della vita. Così è stato espresso dal procuratore generale messicano, Julio Murillo, però un’altra verità rimane latente, il flagello delle sparizioni continua.

Il titolare della Procura Generale della Repubblica (PGR) ha detto che le sue conclusioni sono basate nel risultato di in insieme di indizi, prove scientifiche, 39 confessioni, 487 indagini e quasi 400 dichiarazioni , “tutti vincolati per ratificare i fatti”.

Ha indicato che ci sono 99 detenuti per cui verrà richiesta la punizione maggiore. Ha anticipato che il PGR chiederà alla giustizia la pena massima di 140 anni di carcere per Felipe Rodriguez, di sopranome El Cepillo, per l’omicidio degli studenti.

Rodriguez era il capo del gruppo dei sicari Guerreros Unidos nella zona di Cocula e dopo la sua detenzione il 15 gennaio scorso ha confessato di aver ordinato l’assassinio degli studenti e la sparizione dei loro resti.

Tomas Zeron, capo dell’agenzia di ricerca criminale del PGR, ha indicato che il delinquente ha riconosciuto aver ricevuto dai poliziotti di Iguala e di Colula, il gruppo degli studenti. Ha detto che alcuni venivano ammanettati, legati e altri colpiti e insanguinati.

Sembra che alcuni di loro siano arrivati morti per asfissia. Il resto è stato giustiziato con uno sparo alla nuca, i loro corpi incinerati e i resti triturati e tirati in borse di plastica nel fiume San Juan, in Guerrero, secondo le prove che sono nelle mani delle autorità messicane.

E’stata una notte di terrore quella dal 26 al 27 settembre scorso, che è cominciata ad Iguala, il cui sindaco, Josè Luis Abarca, ha dato l’ordine alla polizia municipale di reprimere i giovani di Ayotzinapa. Il risultato è stato di sei morti, una ventina di feriti e 43 scomparsi.

Murillo e Zenon hanno sottolineato che le evidenze raccolte nella discarica di Colula, dove è successo il massacro, hanno corroborato le confessioni dei sicari dei giovani.

Per questo si sono fatti esami topografici, entomologici, balistici, fotografici, di  criminologia e genetica, tra gli altri.

Ciò che è capitato ad Iguala ha portato al primo luogo il tema degli spariti, un flagello maggiore che trascende il caso di Ayotzinapa, diventato oggi  una bandiera dai diversi settori della società.

Nella ricerca degli studenti, in Guerriero sono trovate 17 fosse dalle quali sono stati esumati 39 corpi. Solo tre sono stati identificati. Nel municipio Iguala si sono riportate 94 persone.

Specialisti dell’Istituto Messicano dei Diritti Umani e Democrazia (IMDHD), il Comitato Cerezo e la Rete Nazionale degli Organismi Civili dei Diritti Umani hanno indicato che il destino dei 43 studenti dimostra la facilità con cui i delinquenti o i funzionari possono far sparire una persona.

Evidenzia anche le difficoltà e le limitazioni che hanno le autorità per investigare, trovare le vittime e trovare i responsabili.

L’ultima notizia del governo federale sul totale degli scomparsi nel paese indica che ci sono più di 22 mila persone in luoghi sconosciuti. Il dato si ottiene soprattutto sulla base delle denunce della cittadinanza, ma la cifra può essere più elevata.

La direttrice generale dell’Osservatorio Messico Come andiamo?, Viridiana Rios, ha affermato che c’è bisogno di combattere l’insicurezza pubblica e di esercitare lo Stato del Diritto per raggiungere le mete di crescita economica.

Rios ha insistito in che mentre persistano l’insicurezza e anche la corruzione e l’impunità, sarà impossibile infondere la fiducia e la credibilità necessarie per far crescere gli investimenti.

Secondo apprezzamenti del settore imprenditoriale privato, il costo per l’insicurezza raggiunge il 2% del Prodotto Interno Lordo del paese.

Per la Conferenza Episcopale messicana la violenza si è incrementata nelle mani delle organizzazioni criminali responsabili del narcotraffico, dei sequestri, della tratta di persone, del lavaggio di denaro, dell’estorsione e degli assassini.

Il Congresso messicano ha nell’agenda la discussione e l’approvazione di un decalogo presentato dal presidente Enrique Peña Nieto per affrontare il flagello. Tra le sue proposte c’è la creazione di un comando unico a livello degli Stati per le Polizie municipali.

I legislatori dovranno anche mettersi d’accordo per l’adozione di un Sistema Unico Anticorruzione. Tutto ciò alla vigilia delle elezioni di medio termine che si celebreranno in giugno, quando verrà rinnovata la Camera dei Deputati, congressi statali, comuni e nove governi.

L’insicurezza e la corruzione sono aspetti intimamente vincolati che metteranno a prova sia il potere legislativo come quello esecutivo, quando lo scontro tra di loro è una delle maggiori preoccupazioni e reclami nella società messicana.

Ayotzinapa non è finita, gli scomparsi continuano in luoghi sconosciuti e la lista non ha ancora il punto finale.

*corrispondente di Prensa Latina in Messico

Tratto da


Después de Ayotzinapa, siguen los desaparecidos


Orlando Oramas León/ Especial Prensa Latina 
Los 43 normalistas de Ayotzinapa ya no están oficialmente desaparecidos, la verdad histórica es que fueron privados de la libertad y de la vida. Así se expresó el procurador general mexicano, Julio Murillo, pero otra verdad quedaba latente: el flagelo de los desaparecidos continúa.
El titular de la Procuraduría General de la República (PGR) dijo que sus conclusiones están basadas en el resultado de un conjunto de indicios, pruebas científicas, 39 confesiones, 487 peritajes y casi 400 declaraciones, "todos vinculados para ratificar los hechos".
Apuntó que hay 99 detenidos para los cuales se solicitará el castigo máximo. Adelantó que la PGR pedirá a la justicia la pena máxima de 140 años de cárcel para Felipe Rodríguez, alias El Cepillo, por el homicidio de los normalistas. Rodríguez era jefe de sicarios del grupo criminal Guerreros Unidos en la zona de Cocula y tras su detención el 15 de enero pasado confesó haber ordenado el asesinato de los estudiantes y la desaparición de sus restos.

Tomás Zerón, jefe de la agencia de investigación criminal de la PGR, apuntó que el delincuente reconoció haber recibido de policías de Iguala y Cocula al grupo de normalistas. Dijo que algunos venían esposados, otros amarrados y varios golpeados y ensangrentados.
Algunos de los normalistas llegaron muertos al parecer por asfixia. El resto fue ultimado con un tiro en la nuca, sus cuerpos incinerados y los despojos luego triturados y tirados en bolsas de basura al río San Juan, en Guerrero, según las pruebas en manos de las autoridades mexicanas.
Fue una noche de terror la del 26 al 27 de septiembre pasado, que comenzó en Iguala, cuyo alcalde, José Luis Abarca, dio la orden a la policía municipal de reprimir a los jóvenes de Ayotzinapa. El resultado fue de seis muertos, una veintena de heridos y 43 desaparecidos.
Murillo y Zerón subrayaron que las evidencias recolectadas en el basurero de Cocula, donde ocurrió la masacre, corroboran las confesiones de los victimarios de los jóvenes. Para ello se practicaron exámenes topográficos, entomológico, balístico, fotográficos, de criminalística, genética, entre otros.

Lo que ocurrió en Iguala trajo a primer plano el tema de los desaparecidos, un flagelo mayor que trasciende el caso Ayotzinapa, convertido hoy en bandera por diversos sectores de la sociedad mexicana. En la búsqueda de los normalistas, en Guerrero fueron encontradas 17 fosas de las que se exhumaron 39 cuerpos. Solo tres han podido ser identificados. El municipio Iguala tiene reportadas a 94 personas.
Especialistas del Instituto Mexicano de Derechos Humanos y Democracia (IMDHD), el Comité Cerezo y la Red Nacional de Organismos Civiles de Derechos Humanos señalan que la suerte de los 43 normalistas refleja la facilidad con la que delincuentes o funcionarios pueden desaparecer a una persona. También evidencia las dificultades y limitaciones que tienen las autoridades para investigar, encontrar a las víctimas y detener a los responsables.
El último reporte del gobierno federal sobre el total de desaparecidos en el país indica que hay más de 22 mil personas en paradero desconocido. El dato se toma sobre todo sobre la base de las denuncias ciudadanas, pero la cifra puede ser mayor.
La directora general del Observatorio México ¿Cómo Vamos?, Viridiana Ríos, aseveró que es necesario combatir la inseguridad pública y ejercer el Estado de Derecho para alcanzar las metas de crecimiento económico. Ríos insistió en que mientras persistan la inseguridad, y también la corrupción y la impunidad, será imposible generar la confianza y la credibilidad necesarias para hacer crecer las inversiones.
Según apreciaciones del sector empresarial privado, el costo por inseguridad alcanza el dos por ciento del Producto Interno Bruto del país. Para la Conferencia Episcopal Mexicana la violencia se ha incrementado a manos de organizaciones criminales responsables de narcotráfico, secuestro, trata de personas, lavado de dinero, extorsión y ejecuciones.
Una encuesta del Instituto Nacional de Estadística y Geografía indica que la percepción de inseguridad alcanza a casi el 70 por ciento de la población, que incluso se ha visto obligada a cambiar sus costumbres para ponerse a salvo. El Congreso mexicano tiene en agenda la discusión y aprobación de un decálogo presentado por el presidente Enrique Peña Nieto para enfrentar el flagelo. Entre sus propuestas está la creación de un mando único a nivel de los estados para las policías municipales.
Los legisladores deberán también ponerse de acuerdo para la adopción de un Sistema Único Anticorrupción. Todo ello en vísperas de las elecciones de medio término a celebrarse en junio, cuando se renovará la Cámara de Diputados, congresos estatales, ayuntamientos y nueve gobernaciones.
Inseguridad y corrupción son temas íntimamente vinculados y que pondrán a prueba tanto al poder legislativo como al ejecutivo, cuando su enfrentamiento resulta de las mayores preocupaciones y reclamos en la sociedad mexicana. Ayotzinapa no ha terminado, los desaparecidos siguen en paradero desconocido y la lista no tiene punto final.

lunedì 9 febbraio 2015

Gobierno Bolivariano rechaza mención a Venezuela en documento de Seguridad Nacional de EE.UU. / Governo Bolivariano respinge citazione del Venezuela in documento di Sicurezza Nazionale degli USA


República Bolivariana de Venezuela
Ministerio del Poder Popular para Relaciones Exteriores
Comunicado


El Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela rechaza categóricamente la mención a Venezuela contenida en el documento "Estrategia de Seguridad Nacional para 2015", recién dado a conocer por la Casa Blanca.
Nada atenta más contra la paz, la democracia y la estabilidad mundial que el mito de la "excepcionalidad" estadounidense que conduce al gobierno de esa nación una y otra vez a descalificar países y emitir pronunciamientos que constituyen un acto de injerencia inaceptable en la política interna de otros Estados.
Esta mención, nuevamente coloca en evidencia los mensajes contradictorios de la diplomacia de Estados Unidos y reincide en ejercer acciones de intervención sistemática que buscan desestabilizar nuestras instituciones constitucionales y amenazan los derechos humanos en Venezuela.
Con esta práctica reiterada, el gobierno estadounidense no hace más que aislarse de América Latina y el Caribe, que en distintos foros ya ha rechazado su comportamiento anacrónico, signo de una Guerra Fría hace tiempo superada y da muestra de su ignorancia sobre nuestras realidades.
El pueblo soberano de Venezuela, digno heredero de El Libertador Simón Bolívar, es el único legitimado para calificar su sistema democrático y lo ha hecho legal y repetidamente en los últimos 16 años, ante los ojos de todo el mundo, depositando su confianza en los resultados de 19 procesos electorales, así como en las profundas transformaciones sociales enmarcadas en su Constitución.
El Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela exige al Gobierno de los Estados Unidos de América no interferir en nuestros asuntos internos y respetar el sistema constitucional que el pueblo soberano de Venezuela ha construido en paz, libertad e independencia
 Governo Bolivariano respinge citazione del Venezuela in documento di Sicurezza Nazionale degli USA

Repubblica Bolivariana del Venezuela Ministero
 del Potere Popolare per Relazioni Esterne

Comunicato

ll  Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge categoricamente la citazione del  Venezuela contenuta nel documento Strategia di Sicurezza Nazionale per "2015", appena dato a conoscere dalla Casa Bianca.

Nessuno attenta più contro la pace, la democrazia e la stabilità mondiale che il mito della "eccezionalità" statunitense che porta il governo di quella nazione  un'altra volta a squalificare paesi ed emettere pronunciamenti che costituiscono un atto di ingerenza inaccettabile nella politica interna di altri Stati…..
Nuovamente questa menzione, colloca in evidenza i messaggi contraddittori della diplomazia degli Stati Uniti e ricade a esercitare azioni di intervento sistematico che cercano destabilizzare le nostre istituzioni costituzionali e minacciano i diritti in Venezuela.
Con questa pratica reiterata, il governo statunitense non fa più che isolarsi dall'America Latina ed i Caraibi che ha respinto già il suo comportamento anacronistico in distinti fori, visto tempo fa da una Guerra Fredda superata e dà segni della sua ignoranza sulle nostre realtà.
Il paese sovrano del Venezuela, degno erede di Il Libertador Simón Bolívar, è l'unico legittimato a qualificare il suo sistema democratico e l'ha fatto legalmente e ripetutamente negli ultimi 16 anni, davanti agli occhi di tutto il mondo, depositando la sua fiducia nei risultati di 19 processi elettorali, come nelle profonde trasformazioni sociali incorniciate nella sua Costituzione.
Il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela esige al Governo degli Stati Uniti dell'America non interferire nei nostri temi interni e rispettare il sistema costituzionale che il popolo sovrano del Venezuela ha costruito in pace, libertà ed indipendenza


lunedi 9 febbraio 2015



giovedì 5 febbraio 2015

Un’"esercito" di turisti Statunitensi pronti a invadere Cuba?..E' bene sapere che sono i peggiori e i più insulsi del pianeta



Cubadebate, il web cubano contro il terrorismo mediatico, il 4 febbraio riportava che Cinque compagnie aeree dell’impero USA chiedono di attivare linee sia per il commercio e evidentemente anche per portare a Cuba il nuovo "esercito" di turisti yankees, che ,come è ben risaputo sono i peggiori e i più insulsi del pianeta .
.
 A stabilirlo è un recente sondaggio svolto da una società di ricerche di settore, la Mandala Research, per conto di LivingSocial, uno dei più grandi social buying mondial , quali sono i motivi che declassano il viaggiatore medio americano?
Secondo il sondaggio sembra siano la caricatura di sé stessi: cappellino, sorriso stampato, distrazione e goffaggine. Gli americani perdono spesso i documenti, gli aerei, le coincidenze, i bagagli, rimangono senza contanti (è vero anche che negli Stati Uniti la carta di credito si usa anche per acquistare il quotidiano); e come se non bastasse rimangono vittime delle fregature e di bisogni fisiologici imbarazzanti. Tanto da non trovare in tempo i servizi. gSocial, uno dei più grandi social buying mondiali, inoltre dice che viaggino poco e che, quando lo fanno, li assalga una sorta di cleptomania che li spinge a rubare dagli hotel di tutto e di più, per esempio il sondaggio riporta che quattro americani su dieci hanno rubato qualcosa in hotel, nascondendo nella valigia furtivamente un po’ di tutto, dalle ciabatte agli asciugamani (molto ricorrenti), dalla Bibbia all’ombrello per finire persino con l’ingombrante cuscino.....

In alcuni siti di turismo troviamo turisti di altri paesi disgustati dagli atteggiamenti dagli Statunitensi, su tripadvisory si legge :
A Cancun ci sono locali che meritano di passarci una serata se non fosse pieno di americani ubriachi e rumorosi,”…..

A Cancun quando c'eravamo noi, era il periodo dello"Spring Break", le vacanze degli studenti americani, e tutti i locali erano pieni di giovani (ubriachi dal mattino alla sera) che facevano casino

 si leggono ovunque tante altre lamentele contro il turismo Statunitense  e non solo a Cancun di cui pare si sentano padroni,... in merito ad Haiti si legge :”

"Quello che più mi indignò di quello che vidi allora fu osservare la criminale soddisfazione dei turisti nordamericani che passeggiavano per il paese come se fosse suo"

”Per fortuna sembra che le trasferte americane all'estero siano di breve durata (una media di 16 giorni contro i 27 degli australiani), ma sono più numerose di quanto gli stereotipi raccontino (si dice che solo il 15% degli americani abbia il passaporto). Dalle interviste risulta infatti che il 78 per cento degli americani ha visitato almeno uno stato estero, il 61% più nazioni, mentre il 36% da quattro in su.
Non entriamo nel merito di consumo di alcool o droghe pesanti, perchè in questo caso ci sarebbe da scrivere un libro
invece di un post , sappiamo che buona parte  di Statunitensi ne sono assidui consumatori sia nel loro paese che fuori,.... ...se presto o tardi la nuova orda di turisti  made in USA metterà piede a  Cuba, le autorità dovranno mettere in conto sia "benefici" che  i pericoli, tale apertura potrebbe essere come un cavallo di Troia dove dentro si può infiltrare  di tutto di più ....., e probabilmente dovrà  mettere in conto che un’ingente quantitativo di turisti di altri paesi,  adesso abituali di Cuba, potrebbero orientarsi su altre destinazioni per incompatibilità con il turista yanqui  o magari per la perdita di quel fascino che Cuba ha avuto fino ad oggi!!

                                       By Sandino



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Foto aerei  tratta da Cubadebate

mercoledì 4 febbraio 2015

4-F: le 10 frasi e riflessioni di Chávez più importanti

da Radio Nacional de Venezuela

Il 4 febbraio del 1992 è il giorno in cui si è verificata un’insurrezione Civico-Militare sviluppatasi simultaneamente nelle principali città centro-occidentali del paese.
Ai comandanti responsabili delle operazioni – Hugo Chávez, Francisco Arias Cárdenas, Yoel Acosta Chirinos, Jesús Urdaneta e Miguel Ortíz Contreras – si unirono al movimento militare 14 maggiori, 54 capitani, 67 tenenti, 65 sottufficiali, 101 sergenti di truppa e 2.056 soldati.
Inoltre, piccoli gruppi di civili provenienti da diverse organizzazioni della sinistra venezuelana parteciparono all’azione.
L’Operazione Zamora, insieme alla successiva insurrezione del 27 novembre dello stesso anno, segnò il punto più alto raggiunto dalle lotte sociali e politiche del periodo 1989-1993.
Sebbene il Comandante Hugo Chávez fu catturato e imprigionato, il 4 di febbraio accese nel popolo una poderosa fiamma che lo fece destare dinanzi alla corruzione e all’indolenza di una borghesia che non governava per il bene del patria, ma esclusivamente per rimpinguare i propri conti bancari.
La ribellione del 4 febbraio è semplicemente la culla di una rivoluzione – quella bolivariana- che ha restituito dignità e diritti ad un popolo che per 40 anni è stato maltrattato, umiliato e massacrato senza alcuna pietà.
Di seguito le 10 frasi e riflessioni più importanti del nostro Comandante Eterno, Hugo Chávez, sulla ribellione civico-militare del 4 febbraio 1992:
1. «Compagni: purtroppo, per adesso, gli obiettivi da noi stabiliti non sono stati raggiunti». (4 febbraio 1992)
2. «Io, davanti al paese e davanti a voi, mi assumo la responsabilità di questo movimento militare bolivariano». (4 febbraio 1992)
3. «Giuro davanti a Dio, giuro davanti alla patria, giuro davanti al mio popolo che su questa moribonda Costituzione (del 1961) promuoverò le trasformazioni democratiche necessarie affinché la nuova Repubblica abbia una Magna Carta adeguata ai nuovi tempi. Lo giuro». (Investitura di Chávez 2 febbraio 1999)
4. «La ribellione del 4 febbraio è stata una necessità storica; il Venezuela non aveva vie d’uscita, abbiamo dovuto scuotere la patria, solo attraverso la rivoluzione potemmo uscire dall’abisso in cui eravamo precipitati». (4 febbraio 2005)
5. «Se non si fosse verificato il 4 febbraio, noi non saremmo qui. Il 4 di febbraio è il padre della Rivoluzione Bolivariana». (4 febbraio 2011)
6. «La rivoluzione che ha avuto inizio con la rivolta popolare del 27 febbraio 1989 ed è proseguita con le ribellioni militari del 4 febbraio e del 27 Novembre 1992, ha innescato un lungo e complesso processo di organizzazione e di accumulazione di forze che hanno reso possibile la splendida sintesi del 6 dicembre del 1998». (4 febbraio 2011)
7. «Questo è un giorno storico, un giorno di dignità patria». (4 febbraio 2012)
8. «Non immaginate quanto ci hanno ispirato la Rivoluzione Cubana e la Rivoluzione Sandinista». Con questa affermazione il Comandante Chávez ha voluto rendere omaggio a tutti i contributi che le rivoluzioni latinoamericane hanno apportato all’ideale bolivariano. (4 febbraio 2012)
9. «La strada era quella, ragazzi, la storia ci assolverà, la storia ci ha dato ragione». Atto di commemorazione della ribellione del 4-F. (4 febbraio 2012)
10. «Quei Generali – i vecchi comandanti militari che massacrarono il popolo – mai più torneranno ad esistere in Venezuela. Da ora in avanti avremo Generali, Ammiragli, ufficiali e truppe rivoluzionarie, antimperialiste, socialiste e chaviste, perché fa più male alla borghesia e all’imperialismo». (4 febbraio 2012)

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

TRATTO DA:

venerdì 30 gennaio 2015

Socialismo e Venezuela: per ora, e per il domani


di Gianmarco Pisa
Quando, nel 1973, un golpe politico-militare, messo in atto da pezzi della gerarchia militare, orchestrato dalla CIA e dal Dipartimento di Stato e sostenuto da ampia parte della borghesia compradora e dall’oligarchia locale, sconfisse la resistenza di Salvador Allende e pose fine alle speranze alimentate dal governo di Unità Popolare e dall’orientamento al socialismo del Cile dell’epoca, la sensazione fu gigantesca. Mobilitazioni internazionali, campagne di solidarietà messe in campo da partiti socialisti e comunisti (anche in Italia e alle più varie latitudini), e certo, insieme con queste, alla metà degli anni Settanta, l’impressione che le oligarchie e l’imperialismo l’avevano avuta vinta ed una più ampia unità popolare basata su un rinnovato blocco sociale andava ricostituita. Una vittoria temporanea ed un processo da rigenerare. Per ora.
Certo, erano quelli gli anni della ridefinizione su scala internazionale del conflitto di classe e della rinnovata contrapposizione ideologica, di una nuova strategia eversiva e golpista da parte del Dipartimento di Stato, del “Plan Condor” e della “dottrina Breznev”, insomma, degli avamposti della concatenazione tra liberismo ed imperialismo e della concreta separazione del mondo per blocchi contrapposti ed aree di influenza. La luminosa resistenza di Cuba socialista e il crollo delle pretese statunitensi in quella che era stata l’aggressione yankee al Vietnam segnalavano, tuttavia, l’esistenza di visioni e di tendenze altre, di popoli che non rinunciavano alla prospettiva della propria emancipazione e che liberamente perseguivano ragioni nuove e rinnovate ispirazioni nella loro avanzata verso la democrazia e il socialismo. Per ora.
Oggi, a quarant’anni e passa di distanza, il copione minaccia di ripetersi qualche migliaio di chilometri più in là. Anche qui si tratta di una transizione al socialismo, del percorso di costruzione di un’alternativa ispirata ai valori della giustizia sociale, dell’uguaglianza e dell’emancipazione; anche qui monta e diventa sempre più attiva l’iniziativa eversiva di quella borghesia legata al capitale euro-atlantico (che una volta si chiamava compradora) e dei suoi padrini ed ispiratori politici e militari (che ancora oggi prendono il nome di CIA e Dipartimento di Stato). Certo, il contesto e lo scenario sono diversi, il socialismo non si concepisce più “in un solo Paese” e altri attori animano la scena, le forze della società civile trans-nazionale e gli interessi neo-imperialistici della UE. Caracas è oggi l’epicentro delle trame eversive. Per ora.
Tra inchieste di giornalisti indipendenti e operazioni della polizia locale, solo negli ultimi mesi il mercato nero scambia il dollaro a 180 bolivares, quando il tasso ufficiale di cambio è ad uno contro 6, o giù di lì; sui siti della contro-informazione golpista, le cifre che vengono date e i parametri di cambio che vengono offerti non sono quelli legali, ma quelli illegali del cambio clandestino; si susseguono le requisizioni di ingenti quantitativi di alimenti sequestrati per svuotare i negozi, incrementare la campagna sulla “penuria di generi di prima necessità” e diffondere il panico tra le persone in coda ai negozi; qualcuno che ha interesse a farlo organizza i camion per il sequestro dei beni (8 ton. di caffè sottratte nello Stato di Zulia) ed i camion per ingrossare le code agli sportelli (un po’ di inchieste giornalistiche a riguardo). Certo, per ora.
Dieci anni dopo il golpe in Cile e l’esordio della giunta Pinochet, un gruppo di ufficiali delle forze armate venezuelane fonda, il 24 luglio 1983, il Movimento Bolivariano Rivoluzionario MBR 200, ispirato agli ideali delle “tre radici”, Simón Bolivar, Simón Rodriguez e Ezequiel Zamora, con un orizzonte politico chiaramente alternativo a quello del consociativismo predatorio del regime venezuelano dell’epoca: sovranità ed emancipazione nazionale, pedagogia liberatrice e creatrice, difesa del popolo, dei suoi bisogni e delle sue aspirazioni. L’insurrezione civico-militare del 4 febbraio 1992 fallisce, ma aggrega un consenso popolare su cui sarebbe maturata l’esperienza bolivariana e la leadership politico-militare di Hugo Chávez. Sarebbe stato necessario un ulteriore accumulo di forze, i tempi non erano, nel 1992, ancora maturi. “Per ora”, disse Chávez, per la prima volta di fronte alle telecamere e a milioni di venezuelani e venezuelane.
Nel Venezuela di oggi, sedici anni dopo l’esordio del bolivarismo al potere e l’innesco della trasformazione in senso socialista della società venezuelana (1999), personaggi che sembrano usciti dal Sudamerica della guerra fredda vorrebbero portare l’America Latina indietro di quarant’anni. La notizia del giorno non è quella che a tre ex capi di stato viene negato, dalle autorità venezuelane, l’accesso alle prigioni del Paese, ma quella che, a parlare, su invito della opposizione golpista, di “democrazia e diritti umani” a Caracas vengano chiamati “campioni” del calibro di Andrés Pastrana (Colombia), Felipe Calderón (Messico) e Sebastian Piñera (Cile). Di quest’ultimo, sono acclarate le simpatie e le collusioni con il regime sanguinario di Augusto Pinochet, all’epoca del golpe cileno e della giunta del 1973. Sono ombre del passato, questi vecchi campioni e i loro giovani accoliti dell’eversione e del golpismo. “Per ora”, e per il domani, non riusciranno a portare indietro di quarant’anni il corso della storia e delle conquiste sociali del Venezuela e dell’America Latina.
Di questo, nel contesto dello scenario internazionale e della politica di pace del Venezuela Bolivariano, si parlerà in occasione del Convegno:

“Venezuela Bolivariano: lotta per la pace e la solidarietà internazionale, contro la guerra e l’imperialismo”
Mercoledì 4 Febbraio, ore 16.00
presso la Sala Multimediale “G. Nugnes”
in Via Verdi 35
con il Patrocinio del Comune di Napoli.
-
Verso il II Incontro Nazionale di Solidarietà Italiano con la Rivoluzione Bolivariana della Rete Caracas ChiAma
Napoli 10-12 Aprile 2015

Fonte

Immagine inserita da" Sandino" amministratore blog internazionalismo


mercoledì 21 gennaio 2015

Imperialismo americano: 60 anni per un nuovo ordine mondiale


Anche se non sono aggiornati i crimini dal 2002 ad  oggi e sono, tanti vale la pena di leggere.

Jacopo Barbarito – tratto da “Rinascita” - 



Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti – coadiuvati o meno dai propri alleati – si sono messi immediatamente all’opera per la creazione di un “mondo nuovo”, un nuovo sistema di stati, di potenze e di rapporti internazionali che garantisse la propria supremazia. Nacque così un progetto – ispirato a quello dell’ormai estinto nemico nazionalsocialista forse? – teso al raggiungimento di tale obiettivo. Nonostante la presenza del rivale sovietico, la “piovra a stelle e strisce” non si è mai fermata e, dal 1989 in poi, ha allungato ancor più i suoi tentacoli. Molti dei piani statunitensi sono andati in porto, basti pensare al mondo economico, militare ed energetico, ove attualmente incontriamo sempre la presenza egemone nordamericana. Non basterebbe un’intera enciclopedia per riassumere le tappe di questa progressiva conquista ed espansione. Quello su cui voglio far soffermare l’attenzione del lettore, sono i modi in cui alcuni di questi processi si sono potuti realizzare.

Modi disumani, violenti, repressivi, ingerenti. I dati che seguono fanno ormai parte della storia: sarebbe assurdo negarli e solo pochi sciocchi o ciechi – magari volutamente – si ostinano a volerli mistificare. Abbiamo voluto riportare solo cifre sicure (omettendo gli eventi di questi ultimi anni che, purtroppo, sono in continua evoluzione), nella speranza che l’elenco non debba essere aggiornato. Queste cifre, questi eventi, non hanno colori politici. Sono semplicemente numeri, che documentano gli interventi degli USA nella politica nazionale, il sovvertimento di regolari elezioni, la pianificazione di colpi di stato, lo scatenamento di guerre e la fomentazione di odi intestini. Non vengono risparmiati gli stessi statunitensi. Tutto in nome del profitto, del potere. Questi sono solo numeri, ma dietro questi numeri ci sono milioni di uomini, che hanno avuto la sfortuna di veder cambiato il proprio destino da una ristretta elite di politici, banchieri, militari e affaristi senza scrupoli. Costoro vedono in ogni uomo solo una pedina di scambio: consumatori, lavoratori, pedoni di una grande scacchiera. Per noi, invece, l’uomo ha in sé tante caratteristiche che convivono alla perfezione: da quella economica, a quella politica, a quella guerriera a quella religiosa. Ma forse questo è troppo anche per loro

Interventi USA nel mondo: bombardamenti

Cina 1945-6
Corea 1950-3 (Guerra di Corea)
Guatemala 1954
Indonesia 1958
Cuba 1959-61
Guatemala 1960
Vietnam 1961-73
Congo 1964
Laos 1964-73
Perù 1965
Cambogia 1969-70
Guatemala 1967-69
Grenada 1983
Libano 1983-84
Libia 1986
El Salvador anni ‘80
Nicaragua anni ‘80
Iran 1987
Panama 1989
Iraq 1991-2002
Kuwait 1991
Somalia 1993
Bosnia 1994-5
Sudan 1998
Afghanistan 1998
Jugoslavia 1999
Afghanistan 2001-200?
Iraq 2003-200?

Utilizzo di armi non convenzionali

Uranio impoverito utilizzo nella guerra del Golfo 1991 e in Jugoslavia 1999, Afghanistan 2001-200?
Bombe a grappolo utilizzo in Laos 1965-73, Vietnam 1961-73, Cambogia 1969-70, Jugoslavia 1999, Afghanistan 2001-200?, Iraq 2003-200?

Aggressioni chimiche e batteriologiche su paesi stranieri

Bahamas anni ‘40-50 esperimento: segreto di stato
Canada 1953 esperimento: diffusione di solfuro di zinco-cadmio sulla città di Winnipeg
Cina e Corea anni ‘50 attacco batteriologico, bombardamenti con napalm
Corea anni ‘60 cospargimento dell’erbicida diossinico Agente Orange
Vietnam anni ‘60-70 cospargimento dell’erbicida diossinico Agente Orange, bombardamenti con Napalm
Laos anni ‘70 utilizzo del gas nervino Sarin (CBU-15 o GB)
Panama anni ‘40-’90 svariati test di Agent Orange, Iprite, VX, Sarin, Cianuro di Idrogeno e altri gas nervini ed erbicida
Cuba anni ‘50-60 probabile diffusione di zanzare portatrici di febbri dengue e febbre emorragica poi effettivamente verificatesi, contaminazione dello zucchero, contaminazione di allevamenti di tacchini con il morbo di Newcastle, contaminazione degli allevamenti di maiali con virus della febbre del maiale africano, diverse contaminazioni delle coltivazioni

 
Appoggio ad aggressioni chimiche e batteriologiche di altri paesi

Egitto anni ‘60 addestramento e supporto all’attacco con gas venefici sullo Yemen
Sudafrica anni ‘70 addestramento e supporto
Iraq 1984-89 addestramento ed esportazione dei progetti e delle attrezzature necessarie a produrre virus e batteri e installarli su testate missilistiche, nonchè degli stessi virus e batteri Bacillus Antracis (Antrace), Clostridium Botulinum (Botulino), Hitoplasma Capsulatum, Brucella Melitensis, Clostridium Perfringens , Clostridium Tetani (Tetano)

Test chimici sulla popolazione interna

New York 1950 test per provocare epidemia di ruggine dei cereali
San Francisco 1957 test di attacchi batteriologici di Bacillus globigii e Serratia marcescens
Minneapolis 1953 test di rilasci di zinco-cadmio
St. Louis 1953 test di rilasci di zinco-cadmio
Washington DC 1953 test di rilasci di zinco-cadmio
Florida 1955 test di epidemia di pertosse
Florida 1956-58 test di diffusione di zanzare
New York City 1956 test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant niger
Chicago 1960 test di irrorazione nella metropolitana del Bacillus subtilis variant niger
Sperimentazioni dirette su persone migliaia di esperimenti di sostanze chimiche e batteriologiche, agenti nervini, radiazioni nucleari, droghe su persone parzialmente inconsapevoli

Tortura

Grecia anni ‘40-’70 CIA: addestramento e attrezzature per la tortura
Iran anni ‘50-’79 CIA: costituzione e addestramento alla tortura del SAVAK (servizio segreto)
Germania anni ‘50 tortura direttamente praticata dalla CIA
Vietnam anni ‘60-’70 tortura direttamente praticata dalla CIA e dall’Esercito
Bolivia 1967 CIA: supervisione e addestramento
Uruguay anni ‘60-’70 CIA e Agenzia internazionale per lo sviluppo: addestramento
Brasile anni ‘60 CIA e Agenzia internazionale per lo sviluppo: addestramento
Guatemala anni ‘60-’90 CIA: addestramento e attrezzature
El Salvador anni ‘80 CIA: addestramento e attrezzature
Honduras anni ‘80 CIA ed Esercito: addestramento, attrezzature e ‘operatività’
Panama anni ‘90 tortura direttamente praticata dall’Esercito USA

Sovvertimento delle elezioni in paesi stranieri

Filippine anni ‘50
Libano anni ‘50
Indonesia 1955
Vietnam 1955
Guyana 1953-64
Giappone 1958-anni ‘70
Nepal 1959

Laos 1960
Brasile 1962
Repubblica Dominicana 1962
Guatemala 1963
Bolivia 1966
Cile 1964
Portogallo 1975
Australia 1974
Giamaica 1976
Panama 1984, 1989
Nicaragua 1984, 1990
Haiti 1987-88
Bulgaria 1990-91
Albania 1991-92
Russia 1996
Mongolia 1996
Bosnia 1998

Ingerenze in paesi stranieri

Cina 1949-51 addestramento, logistica, organizzazione, reclutamento a sostegno dei nazionalisti di Chaing Kai-Shek nella guerra civile contro Mao
Francia 1947-50 ostacolata la presenza politica e sindacale dei comunisti tramite finanziamenti, consulenze, addestramento ai socialisti e ai sindacati non comunisti e ricorrendo ad operazioni segrete dirette e tramite gli indipendentisti corsi
Isole Marshal 1946-1958 trasferita la popolazione per consentire i numerosissimi test di bombe nucleari
Italia dal 1947 finanziamento della Democrazia Cristiana e organizzazione dell’apparato politico e propagandistico per influenzare l’elettorato
Grecia 1947-9 intervento decisivo nella guerra civile a favore dei neofascisti e organizzazione dell’agenzia per la sicurezza interna, KYP
Filippine 1945-53 combattimento diretto contro le forze di sinistra Huk e pilotaggio delle elezioni fino alla dittatura di Ferdinando Marcos
Corea 1945-53 soppressione delle organizzazioni popolari precedentemente alleate e sostegno alle forze conservatrici precedentemente collaborazioniste con i giapponesi
Albania 1949-53 tentativo di organizzare il rovesciamento del governo comunista
Europa Occidentale anni ‘50-’70 costituzione dell’organizzazione segreta Stay Behind, finanziamento da parte della CIA tramite fondazioni e istituzioni a favore di partiti, riviste, agenzie di stampa, sindacati, gruppi studenteschi, associazioni di giuristi e avvocati
Iran 1953 rovesciamento di Mossadeq
Guatemala dal 1953 rovesciamento del governo, istituzione e protezione di un governo filo Usa responsabile di 200 mila vittime
Costarica 1955, 1970 tentativi di rovesciare Figueres
Medioriente 1956-8 tentativi di rovesciamento del governo siriano, pressioni sui governi di Libano e Giordania, sbarco di 14 mila soldati in Libano, cospirazione per rovesciare Nasser
Indonesia 1957-8 tentativi di rovesciare Sukarno
Haiti 1959 uso di forze armate USA per fermare la rivolta contro il dittatore Duvalier
Guyana 1953-64 rovesciamento di Jagan
Iraq 1958-63 organizzazione del colpo di stato contro Kassem
Cambogia 1955-73 assassini politici, organizzazione del rovesciamento di Sihanouk, sostegno a Pol Pot e ai khmer rossi
Laos 1957-73 organizzazione di colpi di stato nel 1958, 59 e 60; costituzione della milizia clandestina
Thailandia 1965-73 invio di consiglieri militari per il mantenimento della dittatura e per la repressione della popolazione civile e della guerriglia; finanziamento, armamento e addestramento della polizia e dell’esercito
Ecuador 1960-63 estromissione del leader Josè Velasco
Congo/Zaire 1960-65 e 77-78 estromissione ed assassinio del premier Patrice Lumumba; sostegno all’insediamento e al mantenimento della dittatura Mobutu
Francia Algeria anni ‘60 appoggio all’insurrezione dell’OAS, per impedire che De Gaulle concedesse l’indipendenza all’Algeria; tentativo poi abortito della CIA di assassinare De Gaulle
Brasile 1961-64 approvazione e supporto del colpo di stato contro Joao Goulart; sostegno della dittatura militare
Perù 1965 eliminazione di formazioni di guerriglieri ad opera dell’esercito americano
Repubblica Domenicana 1963-65 sostegno al rovesciamento del governo Bosch e invio di 23 mila soldati per sedare la rivolta contro i golpisti
Cuba dal 1959 quarant’anni di attacchi terroristici, attentati dinamitardi, invasioni militari sanzioni, embargo, isolamento ed assassini
Indonesia 1965 sostegno all’insediamento della dittatura Suharto e consegna ai militari indonesiani della lista di 5000 nomi di comunisti da eliminare
Ghana 1966 colpo di stato appoggiato dalla Cia per rovesciare Nkrumah
Uruguay 1969-72 addestramento e organizzazione della repressione contro i Tupamaros
Cile 1964-73 sabotaggio della campagna elettorale di Allende nel 1964, destabilizzazione del governo Allende dal 1970 e sostegno al colpo di stato e alla dittatura Pinochet
Grecia 1967-74 attiva collaborazione della CIA e delle forze armate USA al colpo di stato
Sudafrica anni ‘70-’80 intensa collaborazione della CIA con i servizi segreti per la repressione dell’African National Congress e per la cattura di Mandela; violazione dell’embargo sulle armi verso il Sudafrica disposto dall’ONU
Bolivia 1964-75 aiuto della CIA e del Pentagono nel rovesciamento del governo Paz; conduzione da parte della CIA dell’operazione di eliminazione di Che Guevara
Australia 1972-75 USA e Inghilterra riescono a far allontanare dal governo il premier laburista Whitlam
Iraq 1972-75 Gli USA dispongono ingenti aiuti militari agli oppositori Kurdi per indebolire l’Iraq coinvolto nella guerra con l’Iran, tranne ritirare loro ogni aiuto nel momento in cui gli USA approvarono il riavvicinamento Iran-Iraq
Portogallo 1974-6 destabilizzazione del governo nato dalla rivoluzione dei garofani e intimidazione della popolazione fino al successo dei candidati appoggiati e finanziati dalla CIA
Timor Est 1975-99 sostegno del governo degli USA all’invasione da parte dell’Indonesia e del successivo genocidio attuato nei confronti della popolazione
Angola anni ‘60-’80 Il governo USA entra in sostegno di una delle parti in causa nella guerra civile, inducendo l’URSS a sostenere l’altra parte; la guerra provocherà più di 500 mila morti
Giamaica 1976 tentativo di impedire la rielezione di Manley
Honduras anni ‘80 invio di migliaia di soldati per sostenere le operazioni antiguerriglia in Salvador e Guatemala e per servire come centro di addestramento e rifornimento per i contras del Nicaragua; stretto controllo sulla politica interna honduregna da parte dei diplomatici americani
Nicaragua 1978-90 sostegno attivo alla guerriglia dei contras, oppositori del neogoverno sandinista; interferenza massiccia nelle elezioni del 1980 che videro la sconfitta dei sandinisti
Filippine anni ‘70-’90 finanziamenti e sostegno alla stabilizzazione del governo responsabile di repressioni, miseria e torture
Seychelles 1979-81 coinvolgimento della CIA in un tentativo di invasione
Yemen del Sud 1979-84 sostegno aiuti e addestramento alle forze paramilitari che miravano a far cadere il governo
Corea del Sud 1980 attivo sostegno al governo di Chun responsabile della repressione della contestazione studentesca, sfociata nell’uccisione di duemila persone
Grenada 1979-83 destabilizzazione e invasione dell’isola per il rovesciamento di Maurice Bishop
Suriname 1982-84 organizzazione di un invasione poi abortita da parte della CIA
Libia 1981-89 abbattimento di due aerei libici nello spazio aereo libico, bombardamento della residenza di Gheddafi, tentativi di assassinio del leader, sanzioni economiche
Isole Fiji 1987 organizzazione del colpo di stato Rabuka contro il governo Bavrada
Panama 1989 invasione di Panama con centinaia di civili uccisi e migliaia di feriti ufficialmente per catturare l’ex alleato, il dittatore Noriega, in realtà per intimidire il Nicaragua alla vigilia delle elezioni
Afghanistan 1979-92 massiccio sostegno ai Talebani opposti al governo laico filosovietico
El Salvador 1980-92 coinvolgimento effettivo di truppe americane nei combattimenti della guerra civile, finanziamenti per 6 mld di dollari alle forze filo regime
Haiti 1987-94 sostegno alla dittatura Duvalier e condizionamento del governo Aristide
Bulgaria 1990-91 finanziamento per 1,5 mld di dollari al partito di opposizione; organizzazione da parte dell’organizzazione USA NED di sommosse popolari per rovesciare il risultato delle elezioni fino alle dimissioni del governo
Albania 1991-2 organizzazione da parte del NED del rovesciamento del risultato delle elezioni fino alle dimissioni del governo
Somalia 1993 intervento diretto delle truppe americane contro il ‘signore della guerra’ Aidid, volto in realtà a ripristinare il controllo delle compagnie americane sui campi petroliferi
Jugoslavia 1999 bombardamenti sulla Serbia per consentire la secessione del Kosovo dalla Federazione Jugoslava
Iraq 1991-2002 bombardamenti per 40 giorni e notti sull’iraq pari a 80.000 tonnellate di esplosivo, tra cui molti con uranio impoverito; un milione di bambini morti in dieci anni a causa delle sanzioni economiche e della distruzione delle infrastrutture; continuano le ‘missioni’ da parte di USA e Gran Bretagna, in attesa dell’attacco finale
Perù 1990-2000 sostegno tramite consulenza e addestramento militare, fornitura di armamenti e finanziamenti al governo repressivo Fujimori, responsabile di violazione dei diritti umani e uso della tortura
Messico 1994-1998 addestramento finanziamento e approvvigionamento di armi alle forze paramilitari e ai servizi segreti opposti agli zapatisti
Colombia 2002 terzo paese destinatario di aiuti militari americani, centinaia di militari USA presenti nel paese, invio di armi, coordinamento e addestramento dell’esercito e delle forze paramilitari opposte alle FARC, sostegno al governo responsabile di violazione dei diritti umani e di tortura 

Jacopo Barbarito




Foto inserita da amministratore blog





martedì 23 settembre 2014

Venezuela: rinnovazione per il cambiamento (PL)



Mario Esquivel*  
 
Gli aggiustamenti nel gruppo di governo venezuelano, tanto nella struttura del gabinetto come negli addetti delle diverse responsabilità, sono stati fatti per un processo di rinnovazione che implica inoltre correzioni durante il tragitto verso la trasformazione rivoluzionaria dello Stato. 

Per il giornalista ed ex vicepresidente venezuelano Josè Vicente Rangel, i cambiamenti si orientano verso un maggiore dinamismo nella gestione pubblica, lontano dalla burocrazia e dalla routine.  

Negli aggiustamenti, ha detto, si assume la territorialità come questione basilare per dare coesione al paese e facilitare il lavoro del governo, col quale lo stato può estendere le sue facilitazioni in termini uguali e giusti.
  
Le azioni concretate dal presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, arrivano dopo un processo di diagnosi dove sono intervenuti il gabinetto ministeriale e quei funzionari con responsabilità, fatto che ha rivelato l'esistenza di resti dello Stato borghese, del burocratismo e della corruzione.  

Alcuni dei risultati hanno portato a prendere decisioni importanti, che devono organizzare le distinte dimensioni del Governo, ha affermato il Presidente.  

Le misure adottate hanno portato alla fusione di vari portafogli, prendendo in considerazione interessi specifici nella loro attività, come è il caso di quelle di Sport e Gioventù, ora nelle mani del titolare della prima di esse, Antonio Alvarez, confermato nella nomina.  

Inoltre, si sono aggiunte in questa modalità quelle di Educazione Universitaria e Scienza, Tecnologia ed Innovazione, come Abitazione e Habitat ed Ambiente.  

Insieme a ciò, Maduro ha disposto la conformazione delle vicepresidenze di Sicurezza e Sovranità Alimentare, e di Pianificazione e Conoscenza, che si sommano a quelle di Economia e Finanze, Sviluppo Sociale e delle Missioni, Sovranità Politica e Sviluppo Territoriale.  

In maniera addizionale, ha creato l'Autorità Unica Nazionale dei Tramiti e Permessi, prendendo in considerazione che il processo di revisione ha denunciato l'esistenza di almeno quattro mila 500 procedimenti burocratici che frenano le diverse attività.  

Tutto ciò risponde alla necessità di semplificare i processi e l'esecuzione delle politiche di governo.  

Rangel ha aggiunto che comincia lo sviluppo a fondo di un modello comunale per fare realtà la partecipazione del popolo nella presa di decisioni e l'esecuzione delle stesse.  

Nuove figure sono sorte per i ministeri di Agricoltura e Terre, Petrolio e Settore minerario, Alimentazione, Commercio, Comuni, Cultura, Salute, Trasporto Acquatico ed Aereo e Relazioni Estere.

In questo contesto, il dignitario ha anticipato che la rifondazione del governo si appoggerà inoltre su cinque grandi rivoluzioni, tra queste l'economica e quelle della conoscenza, missioni socialiste, politica dello Stato e costruzione del socialismo nell’ambito territoriale.  


La strategia del governo venezuelano per la trasformazione dello Stato, diretta a consolidare il nuovo modello sociale nel paese, conta anche sulle strutture del potere popolare, come elemento essenziale della sua esecuzione.  

D’accordo con le azioni previste dalle autorità, questi meccanismi avranno maggiore partecipazione diretta e permanente nella presa delle decisioni.
  
Maduro ha aggiunto che la via per avanzare in questa direzione contempla nuove istituzioni, come il Consiglio Presidenziale del Governo Popolare, conformato per rappresentanti di ogni settore che integra la società. 
 
Mentre, le prime decisioni nell'ambito finanziario hanno portato alla creazione del Fondo Speciale per l'Offensiva Economica che si è attivato con 500 milioni di dollari e tre mila milioni di bolivar (476 milioni di dollari).  

Inoltre, si sono destinati 15 mila milioni di bolivar (due mila 380 milioni di dollari) in linee di credito per imprese di manifattura, da distribuire mediante il Sistema della Banca Pubblica.  

In questo contesto, Maduro ha disposto il rilancio del Fondo Bicentenario dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (Alba)-Mercato Comune del Sud (Mercosur).  

Inoltre, si aggiunge la creazione di un conto unico, denominato Fondo Strategico di Riserve nella Banca Centrale del Venezuela (BCV), che si è attivato con 750 milioni di dollari.

  
*corrispondente di Prensa Latina in Venezuela