lunedì 20 aprile 2015

COMUNICATO STAMPA Isaías Rodríguez: “La Rivoluzione Bolivariana è iniziata in Italia sul Monte Sacro”



Comunicato Stampa Ambavene Roma - 20.04.2015 -

Nell’emblematico scenario del Monte Sacro, l’Italia celebra la “Giornata Mondiale di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana”. Movimenti sociali, associazioni, cooperative, intellettuali, giornalisti, accademici, diplomatici latinoamericani e italiani, si sono dati appuntamento nel Parco Simón Bolívar per esprimere appoggio, vicinanza ed impegno alla Rivoluzione Bolivariana.
Inoltre, questo giorno, acquista un significato speciale nella città di Roma: infatti la dichiarazione d’indipendenza venezuelana si commemora dallo stesso luogo in cui, nel 1805 Bolívar, realizzò lo storico giuramento del Monte Sacro. Questo luogo era stato scelto dal padre della Patria perché, proprio da quel monte, cinque secoli prima del Giuramento libertario, la plebe romana si riunì e serrò le fila per lottare contro le ingiustizie.
Il rappresentante del governo venezuelano in Italia, Julián Isaías Rodríguez Díaz, ha ringraziato le manifestazioni di solidarietà e appoggio incondizionato da parte dei giovani italiani, dei rappresentati politici progressisti, affermando: “Sul Monte Aventino di Roma, il mondo ha dato inizio alla prima rivoluzione e i plebei hanno ottenuto le loro prime vittorie sui patrizi”.

“Per questo” – ha enfatizzato Rodríguez – “vorrei divi che la Rivoluzione Bolivariana iniziò qui sul Monte Sacro. Simón  Rodríguez raccontò l’evento storico a Bolívar, il quale ne assimilò perfettamente i concetti fondamentali: la conquista della libertà, dei diritti e la capacità di rivendicarli”.
“Per i latinoamericani questo luogo ha un significato straordinario, per questo, non è un’esagerazione affermare che la Rivoluzione Bolivariana ha avuto inizio in Italia. Questo è il motivo per cui, oggi, ci troviamo qui sul Monte Sacro, rivendicando il pensiero bolivariano e rendendo omaggio al grande maestro della storia latinoamericana Eduardo Galeano”.

La partecipazione di partiti e associazioni di solidarietà con il Venezuela è stata massiva e decisiva: Fronte della Gioventù Comunista, Partito dei Comunisti Italiani - PDCI, Partito dellaRifondazione Comunista - PRC, Comitato di Appoggio alla Resistenza Comunista- CARC, Movimento Alianza País, Cooperativa Mare Mare di Napoli, Rete Caracas Chiama, Rete dei Comunisti, Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba di Ravenna, Circolo Bolivariano Hugo Chávez, Associazione Alma Rebelde di Ravenna, Circolo Vilma Espin, Circolo Bolivariano Alessio Martelli di Piombino, Amici di Cuba gruppo “Italo Calvino” Alta Maremma, Associazione di Donne della Regione Mediterranea, Rete No War, Alba Informazione, Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali d’Italia – ANROS, Associazione Immigrati Filippine, Fronte Intercontinentale Antimperialista per la Pace Capitolo Milano, Red de Amigos de la Revolución Ciudadana, Asociación Italia- Nicaragua, Simpatizzanti Movimento 5 Stelle Romania, Simpatizzanti Movimento 5 Stelle Perù, Comunità Russa in Italia, Comitato Immigrati in Italia, Démos Studenti Comunisti di Milano.

Nei loro discorsi hanno ribadito che l’appoggio al Venezuela è una speranza per l’Italia, la speranza di veder trionfare un modello alternativo, non soltanto in ambito politico ma anche sociale, economico e profondamente umano. Tutti hanno concordato sulla necessità di promuovere gli ideali bolivariani in ogni luogo: scuole, piazze, strade, città, istituzioni.

Per il Venezuela hanno partecipato, oltre all’Ambasciata presso il Quirinale e all’Addetto Militare, i Consolati Generali di Napoli e Milano, la Missione presso la Santa Sede e la Rappresentanza Permanente del Venezuela presso la FAO ed altri Organismi Multilaterali. Hanno preso parte all’iniziativa anche numerose Missioni Diplomatiche accreditate in Italia: Ambasciata di Cuba, Ambasciata di Bolivia, Ambasciata dell’Argentina
Inoltre, decine di italiani, provenienti da tutto il paese, hanno partecipato a questa giornata di solidarietà mettendosi in gioco per portare il proprio contributo e hanno riconosciuto il ruolo determinante del Venezuela come speranza per il mondo intero.


altre immagini sul sito http://goo.gl/UjCWZu  


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mercoledì 8 aprile 2015

COMUNICATO STAMPA: Campagna Mondiale “Il Venezuela non è una minaccia: è una speranza” #ObamaDerogaElDecretoYa


Riceviamo e Diffondiamo :

La Campagna Mondiale“Il Venezuela non è una minaccia: è una speranza” è stata promossa e diffusa in tutte le capitali del mondo con l’obiettivo diraccogliere 10 milioni di firme per supportare il Comunicato Ufficiale dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur), pubblicato lo scorso 14 marzo 2015, attraverso il quale si richiede l’abrogazione del Decreto Esecutivo approvato dal Governo degli Stati Uniti d’America lo scorso 9 marzo, in cui il Venezuela viene definito come una “minaccia alla sicurezza nazional” degli USA”.

La Dichiarazione congiunta,emessa all’unanimità dai paesi membri di Unasur (Argentina, Bolivia, Brasil, Colombia, Chile, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perú, Surinam, Uruguay y Venezuela), possiede una notevole rilevanza storica esegna l’inizio della costruzione di una dottrina di rifiuto del tentativo unilaterale di applicare sanzioni o minacciare i paesi con l’uso della forza politica, finanziaria o militare, in difesa della pace e della sovranità nazionale.

Oltre ad Unasur, hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno al Venezuela anche altri organismi regionali (Celac, Alba – Petrocaribe), internazionali  (G77+Cina, Lega Araba)e numerosissime associazioni di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana e partiti politici presenti in tutto il mondo.

Le Missioni Diplomatiche della Repubblica Bolivariana del Venezuela nel mondo hanno sostenuto la Campagna attraverso una raccolta firme nei luoghi emblematici delle principali città capitali. Anche a Roma, sono state organizzate 3 giornate di raccolta firme e, ad oggi, secondo fonti ufficiali, a livello mondiale le adesioni raccolte sono 9.182.432.

L’obiettivo del Venezuela è presentare 10 milioni di firme per chiedere la deroga del Decreto Esecutivo di Barack Obama al prossimo Vertice delle Americhe, che si terrà questa settimana a Panama (10 e 11 aprile).

 Via Nicolò Tartaglia N° 11, 00197 Roma - Italia - Tel: (0039) 06-807-9797/9464 / Fax: 

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domenica 29 marzo 2015

Campagna Mondiale “Il Venezuela non è una minaccia: Siamo una Speranz



L’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela informa che è ancora in corso la raccolta firme per la Campagna Mondiale “Il Venezuela non è una minaccia: siamo una speranza”, promossa e organizzata in tutte le capitali del mondo con l’obiettivo di sostenere il Comunicato Ufficiale dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur), pubblicato lo scorso 14 marzo 2015, attraverso il quale l’organizzazione internazionale latinoamericana chiede l’abrogazione del Decreto Esecutivo emesso dal Governo degli Stati Uniti d’America il 9 marzo scorso, in cui una nazione storicamente pacifica come il Venezuela viene definita come una “minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America”.

A Roma è possibile aderire alla Campagna recandosi presso uno dei seguenti punti di raccolta firme:
·         29 MARZO - PIAZZA DEL POPOLO (Lato Via del Corso) - Dalle ore 10.00 alle ore 19.00

·         30 MARZO - PIAZZA DEL POPOLO (Lato Via del Corso) - Dalle ore 10.00 alle ore 19.00

·         1 APRILE - PIAZZA DEL RISORGIMENTO - Dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Tutti coloro che difendono la sovrana dignità dei popoli, che credono nella pace come mezzo adeguato per superare qualsiasi differenza tra gli stati e che si identificano pienamente con i principi universali da cui ha avuto origine l’Organizzazione delle Nazioni Unite, possono donare la propria firma per questa Campagna.

L’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana saluta cordialmente.

Il C.lo Bolivariano "Alessio Martelli" Piombino / Alta Maremma sta raccogliendo le firme presso le sedi PRC Piombino e Follonica
            

venerdì 27 marzo 2015

Quando si aggredisce il Venezuela, Cuba si sente ugualmente aggredita.


Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez è andato alcuni giorni fa a Caracas dove ha dichiarato "Sono venuto per esprimere l'infinita, completa ed assoluta solidarietà della Rivoluzione Cubana alla Rivoluzione Bolivariana. UNASUR da Quito condanna le azioni d'ingerenza degli USA e chiede a Obama di derogare l'ordine presidenziale contro il Venezuela.

"Sono venuto per esprimere l'infinta, completa ed assoluta solidarietà della Rivoluzione Cubana con la Rivoluzione Bolivariana, l'assoluta lealtà alla memoria del Comandante eterno Hugo Chávez Frías, il miglior amico della Rivoluzione Cubana. Quando si aggredisce il Venezuela, Cuba si sente ugualmente aggredita, così come tutta Nuestra America", ha indicato il ministro cubano Bruno Rodríguez Parrilla, arrivando in Venezuela.

Esprimendo il totale sostegno al popolo e al Governo venezuelano e la condanna alle misure unilaterali e d'ingerenza degli Stati Uniti contro la nazione Bolivariana, Rodríguez ha puntualizzato che alla vigilia di momenti così importanti nella regione, Cuba e il Venezuela restano sempre unite.

Il diplomatico ha sottolineato nelle sue dichiarazioni che si trova a Caracas anche per esprimere: "La nostra assoluta ed energica riprovazione per l'ordine esecutivo del Presidente degli Stati Uniti, che considera il Venezuela - in maniera arbitraria, infondata ed aggressiva - una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed applica misure unilaterali che sono una violazione del Diritto Internazionale. Sono venuto anche, ha aggiunto, a dire che i nostri collaboratori resteranno qui a lavorare con tutto lo sforzo e la normalità in qualsiasi circostanza che si presenterà in Venezuela e a Cuba, nella loro indistruttibile unità".

Bruno Rodríguez ha assicurato che gli Stati Uniti hanno provocato un grave danno all'ambiente emisferico alla vigilia del Vertice delle Americhe ed ha sostenuto che ci si deve chiedere con quale obiettivo. "Sono sicuro che l'America Latina e i Caraibi reagiranno con tutto il vigore e la fermezza contro le minacce al Venezuela".

"Spero che il Governo degli Stati Uniti comprenda che non si può maneggiare Cuba con la carota e il Venezuela con il bastone. Sono finiti i tempi del bastone e la carota, sono finiti i tempi di trattare l'America Latina e i Caraibi come il cortile posteriore degli Stati Uniti", ha indicato ancora il capo della diplomazia cubana.

"È imprescindibile un Vertice dell'ALBA urgente che, sono sicuro, si pronuncerà con assoluta fermezza e decisione in solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, con l'Unione Civico - Militare che è fondamenta del processo bolivariano e Chavista", ha dichiarato il ministro Rodríguez, assicurando che si rinnoverà il nostro omaggio al Comandante Hugo Chávez Frías, che è nella nostra lotta quotidiana, che è la difesa degli interessi dei nostri popoli, che è far avanzare l'integrazione in America Latina e nei Caraibi".

L'UNASUR ha valutato

Nello stesso tempo a Quito, in Ecuador, i 12 ministri degli Esteri dell'Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) si sono riuniti per valutare le azioni d'ingerenza promosse dal Governo degli Stati Uniti contro il Venezuela.

All'inizo della riunione straordinaria, il blocco d'integrazione ha ratificato la piena vigenza dei principi che sono alla base della formazione dell'organismo: mantenere la regione come zona di pace, rinforzare la democrazia e garantire i diritti umani nella regione, come ha segnalato il segretario generale di UNASUR, Ernesto Samper, all'inizio dell'incontro che si è svolto nella sede della segreteria generale del Blocco, nel complesso Mitad del Mundo, a 14 chilometri a nord di Quito.

Al termine della riunione della UNASUR, un testo firmato dai ministri degli Esteri degli Stati membri, sollecita la deroga del citato decreto esecutivo emesso dal Presidente Barack Obama lunedì 9 marzo, considerato "una minaccia dovuta all'ingerenza".

La dichiarazione è stata letta dal rappresentante dell'Uruguay, Rodolfo Nin Novoa (informa AFP).

Il presidente ecuadoriano Rafael Correa, ha definito vergognose le minacce al Governo bolivariano ed ha puntualizzato durante la sua abituale trasmissione del sabato, Enlace Ciudadano: "Come possono dire gli Stati Uniti che il Venezuela è un pericolo per la loro sicurezza nazionale? È una vergogna e poi hanno imposto sanzioni unilateralmente! Sino quando sopporteremo tutte queste cose?", ha esclamato (riportato da PL).

La leader della diplomazia del Venezuela, Delcy Rodríguez, che è giunta accompagnata dal suo pari ecuadoregno Ricardo Patiño alla sede della riunione straordinaria di UNASUR, è stata ricevuta con grida di approvazione per il presidente Nicolás Maduro e il Governo bolivariano, grida che si sono moltiplicate.

"Veniamo a ribadire la solidarietà con il Venezuela, perchè gli Stati Uniti non hanno il diritto d'immischiarsi nella politica interna di questo paese", ha commentato a Prensa Latina, Vladimir Mora, che lavora nella Gran Nacional Minera, impresa mista ecuadoregno-venezuelana e che come i suoi compagni di lavoro portava le bandiere dei due paesi.

I membri della Gioventù Comunista dell'Ecuador hanno gridato slogan di sostegno: «Maduro, seguro, a los yanquis dales duro».

Il Venezuela alza lo Scudo Bolivariano

"Con la realizzazione, da sabato 14 e per i successivi dieci giorni, dell'Esercitazione Militare "Scudo Nazionale", il Potere popolare e la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) hanno ratificato la loro volontà di vincere", ha segnalato il ministro alla Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, offrendo una dichiarazione a Fuerte Tiuna, a Caracas, dove ha diretto la manovra civico-militare alla quale hanno partecipato 80.000 soldati e 20.000 civili.

Il ministro ha spiegato che questi sono esercizi che rinforzano la preparazione, identificano maggiormente il soldato nel suo impegno con la sua missione, con la sua volontà di vincere.

Alle esercitazioni hanno partecipato soldati, lavoratori, miliziani e portavoce comunitari, mobilitati dopo l'aggressione del governo degli Stati Uniti, il cui presidente Barack Obama ha firmato lo scorso lunedì 9 marzo, un ordine esecutivo che dichiara che il Venezuela è una minaccia straordinaria ed inusuale per la sicurezza nazionale e la politica estera statunitense.

Il titolare alla Difesa del Venezuela ha indicato che sono state attivate le sette Regioni Strategiche di Sviluppo Integrale - REDI - oltre alle 24 Zone di Sviluppo Integrale - ZODI - e le aree di difesa integrale, per mettere in marcia la strategia di difesa del popolo.

Padrino López ha precisato che l'Armata Bolivariana del Venezuela svilupperà le esercitazioni verso il Golfo del Venezuela, mentre la Fanteria della Marina parteciperà ad altre manovre a Puerto Cabello, nello Stato di Carabobo; altri militari saranno ad Amuay, Falcón e ad Apure.

Il Ministro ha spiegato che queste esercitazioni hanno l'obiettivo di potenziare la difesa integrale della nazione, come stabilisce l'Articolo 322 della Costituzione Nazionale, riferendosi al fatto che la sicurezza del paese è responsabilità dello Stato, ma la sua difesa corrisponde a tutti i venezuelani (ha puntualizzato a AVN).

"La difesa della Patria corrisponde a tutti i venezuelani e a loro si devono aggiungere l'impresa privata, le istituzioni pubbliche, tutte le istanze del Governo e dello Stato.

"Anche l'Articolo 326 parla della responsabilità nei temi della difesa della nazione", ha ricordato in una trasmissione della Venezolana de Televisión.

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, martedì 11, ha convocato il popolo venezuelano a partecipare all'esercizio nazionale, lo Scudo Bolivariano, come meccanismo per definire i punti di difesa di fronte a qualsiasi aggressione statunitense contro il Venezuela.

La notte di sabato 14, dalla sede del ministero del Potere Popolare per la difesa, a Caracas, Maduro ha offerto un bilancio dell'esercizio ed ha informato che questo durerà sino al 28 marzo. Inoltre ha segnalato il lavoro che sta sviluppando la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) e ha detto: "Voglio fare i miei complimenti a tutti i soldati e le soldatesse della Patria venezuelana che oggi hanno dato un esempio di professionalità, di morale e d'amore per la nostra Patria e per il nostro popolo".

Domenica 15 l'Assemblea Nazionale si è riunita per il secondo dibattito sulla Legge Abilitante antimperialista presentata dal capo dello Stato, che gli darà poteri per preservare la pace e difendere la Patria venezuelana.

( Traduzione GM – Granma Int.)

Cubadebate | granma.cu

A Piombino il 26  marzo 2015 marzo Aleyda Guevara figlia  di Ernesto CHE Guevara  a ribadito in maniera chiara e esplicita che la fratellanza che lega Cuba e Venezuela non verrà mai meno,


www.resistenze.org


sabato 14 marzo 2015

Yankee Go Home - Flash Mob Roma domenica 15 marzo 2015



Cari amici del Venezuela,

in questi ultimi tempi si è intensificata la strategia mediatica di destabilizzazione del governo del Presidente Maduro, eletto dalla maggioranza dei venezuelani,  che ha la colpa di non favorire gli interessi storici degli Stati Uniti e dei loro complici venezuelani.

Dopo le proteste violente del 2014, che hanno causato decine di vittime ed il fallimento dell’ennesimo tentativo di colpo di Stato nel febbraio di quest'anno, il Presidente degli U.S.A., Barack Obama ha innescato una nuova campagna denigratoria internazionale dichiarando pubblicamente che il Venezuela “rappresenta una minaccia inusuale e straordinaria” per la maggiore potenza economico-militare del mondo decretando lo "Stato di Emergenza Nazionale".

Abbiamo assistito a manifestazioni violente e al bombardamento mediatico massivo contro il processo bolivariano.

Persino a Roma una decina di oppositori si è riunito in centro e, di fronte a più telecamere che manifestanti, hanno dichiarato falsità diffamanti per confondere l’opinione pubblica.

Tutto questo ha però suscitato l’indignazione di chi quella realtà la conosce bene e di quei popoli che vedono nel Venezuela un riferimento per le profonde trasformazioni sociali che, nonostante le grandi difficoltà ed il sabotaggio sistematico, stanno portando avanti per il beneficio di ampi settori della popolazione.

Persino le più importanti organizzazioni mondiali non possono negare i traguardi raggiunti (che anzi certificano), nel campo dei diritti, dell’economia, dei servizi, della qualità di vita… a scapito del personale beneficio di un ristretto gruppo di avidi profittatori che storicamente godevano di immensi privilegi sulla pelle di milioni di persone.

Si è pertanto dato vita ad una rete di solidarietà internazionale di sostegno al Venezuela, che denuncia l’ingerenza U.S.A. nella politica sovrana del paese latinoamericano e in appoggio al popolo di Bolivar, che sta organizzando manifestazioni in tutto il mondo ed ha indetto la data del 15 marzo come giornata di mobilitazione internazionale.

Gli amanti della pace, dei diritti, della giustizia, non possiamo assistere inermi ad una aggressione che rappresenta un attacco della sovranità dei popoli e ai valori di chi aspira ad un mondo giusto, equo e solidale.



Invitiamo pertanto tutti a partecipare al Flash mob che si realizzerà 



Domenica 15 Marzo 2015 

in Piazza di Spagna 

dalle ore 11 alle 12 



per manifestare la nostra solidarietà con il popolo venezuelano ed il legittimo governo della Repubblica bolivariana, 

come accadrà (e sta già accadendo) in tutto il mondo.



Partecipate e diffondete





venerdì 13 marzo 2015

Mujica ha assicurato che gli Stati Uniti si infiltrano dappertutto


Montevideo, 12 mar (Prensa Latina) L'ex presidente uruguaiano Josè Mujica ha detto oggi che non ha bisogno di prove dell'ingerenza statunitense in Venezuela perché gli Stati Uniti si infiltrano dappertutto. 

In dichiarazioni a Radio FM Gente, nella città di Maldonado, il senatore del governante Fronte Ampio ha precisato che la novità sarebbe che non si infiltrasse: mi sentirei stupefatto.  
  
Ha respinto, inoltre, le accuse che Venezuela sia una minaccia: se ci fossero problemi seri tra i due stati, ma da dove deducono che il Venezuela sia una minaccia per gli Stati Uniti? Ma siamo matti?, si è chiesto.  
  
Che gli Stati Uniti non ci diano fastidio, ha aggiunto. Chiunque che osservi la cartina geografica, per dire che il Venezuela può essere una minaccia deve essere un po’ matto.  
  
Mujica ha detto che il Venezuela ha dei problemi, ma ha esposto  che devono risolverli i venezuelani: ogni volta che si infiltrano da fuori, è peggio. Lasciamoli tranquilli, ha dichiarato.  
  
Venezuela, ha ricordato, ha una costituzione meravigliosa. La più audace di tutta l'America Latina. A noi conviene un Venezuela indipendente e coraggioso, ha concluso.  
  
Ig/jl


Da Prensa Latina In Italiano



giovedì 12 marzo 2015

VENEZUELA, LA PAURA DELL'ESEMPIO

 D Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana :

Muro pintado en la ciudad de Caracas / Miguel Gutiérrez 

Questo appello è rivolto a tutte le persone

- che hanno a cuore la libertà e la giustizia sociale, un binomio inseparabile e un termometro di civiltà.

- che riconoscono il diritto inalienabile di un popolo a scegliere, in modo trasparente e consapevole, il cammino per realizzarle.

- che considerano insopportabile l'imposizione di guerra, esclusione e fame decisa da una porzione di privilegiati nei confronti della stragrande maggioranza degli esseri umani.

Con questo appello vogliamo:

- esprimere piena solidarietà al popolo venezuelano, che ha scelto la strada del socialismo, riconfermata dalle urne per oltre 15 anni attraverso elezioni legittime e trasparenti.

- Rifiutare con forza le sanzioni emesse dagli Stati uniti così come ogni altro tipo di ingerenza esterna nelle decisioni sovrane del paese

- Respingere la campagna di denigrazione che mira a dipingere un governo eletto dal popolo come “una dittatura” incurante dei diritti umani, e a presentare i tentativi violenti di rovesciarlo come “dimostrazioni pacifiche” contro un sistema totalitario.

- Denunciare il poderoso sabotaggio delle grandi imprese private all'economia del paese

- Suggerire alcune riflessioni in forma di semplici domande:
Si dice che in Venezuela c'è fame e penuria. Come si spiega allora che, sia la Fao che l'Oms, già nel 2012 hanno considerato il paese uno dei 4 dell'America latina in cui l'indice degli affamati è inferiore al 5%?
Si è detto che la causa delle devastazioni, degli incendi e delle manifestazioni scoppiate nel febbraio del 2014 fosse la carenza di prodotti basici. Perché allora non si sono verificati saccheggi di negozi e supermercati, frequenti quando c'è fame e penuria, ma azioni politiche organizzate e concepite per essere amplificate dai media?
L'Oms e altri organismi internazionali hanno riconosciuto che i progressi compiuti dal Venezuela nel campo della salute sono tra i più avanzati della regione. Perché l'opposizione dice che le violenze sono scoppiate per la “mancanza di medicine”?
Perché il centro delle proteste contro la “penuria” è stata la Plaza Altamira, un quartiere di classe media e agiata dove vive una maggioranza di abitanti di pelle bianca e non - come sarebbe stato logico - i quartieri poveri e di popolazione meticcia, visto che il Venezuela è il paese con maggior percentuale di afrodiscendenti del Sudamerica eccettuato il Brasile?
L'Unesco ha riconosciuto che il Venezuela è il quinto paese col maggior numero di matricole universitarie al mondo, che durante il socialismo ha registrato una crescita di oltre 800%. In oltre 15 anni non si ha memoria di una sola lotta del movimento studentesco per ottenere il diritto allo studio e alla gratuità dell'insegnamento universitario. Perché si sono visti studenti in abiti griffati marciare contro “le torture” e per “il cibo”?
E si potrebbe continuare, citando l'informazione manipolata che è giunta a spacciare per immagini delle proteste in Venezuela fotografie di torture e repressione provenienti invece dal Cile, dall'Europa o dalla Siria.
E si potrebbe continuare dando voce ai famigliari delle vittime delle “guarimbas” (tecniche di violenza di strada messe in atto dall'estrema destra durante le proteste), ai quali il Parlamento europeo non ha voluto concedere udienza.
E si potrebbe continuare...

Questo appello è rivolto a tutte le persone

-      che hanno a cuore libertà e giustizia

-      che riconoscono e difendono il diritto degli oppressi al proprio riscatto

-      e che non hanno paura di farsene contagiare




Hacia el II Encuentro Italiano de Solidaridad con la Revolución Bolivariana
Napoli - 10-12 Abril 2015

Verso il II Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli - 10-12 Aprile 2015