sabato 4 agosto 2018

Bono (U2) e la CIA: il pericolo delle celebrità attiviste. -Thomas C. Mountain, AHTribune


Bono Vox ( U2 ) a dirigere la sua ONG “ONE” ha posto un capo dell’intelligence degli USA ”, ha scelto Gayle Smith, Senior Director del National Security Council e Special Advisor del presidente Barack Obama, solita dire alla CIA cosa fare… ..E pensare che nel fine 70 primi ’80 in pieno  post punk gli U2 erano un gruppo che attaccava il sistema, lottava contro l’apartheid in Sudafrica, era a fianco dei disoccupati e  dei senza voce…, poi come spesso accade , se non c’è testa il benessere stravolge l’individuo e mostra i limiti dell’uomo venuto dal nulla..... Da ricordare inoltre che che Bono è anche nelle liste dei Panama Papers.
                                                                    Sandino




Bono e la CIA: il pericolo delle celebrità attiviste
Thomas C. Mountain, AHTribune
Bono degli U2 ha preso un capo dell’intelligence degli Stati Uniti per gestire la sua ONG “One”, scegliendo Gayle Smith, Senior Director del National Security Council e Special Advisor del presidente Barack Obama, solita dire alla CIA cosa fare, in particolare quando arrivò in Africa. La signora Smith, conosciuta anche come “la discreta consigliera di Obama”, è tristemente famosa per l’elogio su oltre 30 anni di amicizia, al funerale di Meles Zenawi, oggi “la persona più odiata ” in Etiopia. Già a capo dell’USAID, noto a Cuba come USCIA, Smith non perse tempo ad entrare nell’agenzia. Appena uscita dal college fu per anni “giornalista” (preti e giornalisti sono due delle coperture preferite della CIA) nel Corno d’Africa. Dopo anni passati “dove la diarrea è uno stile di vita”, divenne la favorita di Madeline Albright e fu messa a Capo dello Staff dell’USAID nel 1994, solo tre anni dopo aver terminato la carriera di giornalista. Pensateci, “giornalista premiata” per aver controllato giorno per giorno circa 10000 dipendenti e miliardi di dollari da spendere in soli 3 anni? USAID o USCIA? Bono, che di recente fu costretto a scusarsi dopo che una dello staff della sua “One” in Sud Africa li aveva citati per molestie sessuali, si assicura che chi lavora per le sue buone cause sia ben compensato, almeno al vertice, dove Smith prende quasi 500000 dollari all’anno. A proposito di etica, Bono compare nei Panama Papers, ehi, il tipo odia le tasse, e chi no?
Ovviamente per le ONG che combattono dal lato giusto, salari grassi e benefici succosi sono “spese generali” rappresentanti il 50% o più delle spese totali. Gayle Smith collegò la CIA e una lista impressionante di ONG e fu responsabile della fondazione del Center for American Progress, il cui capo, John Podesta, presiedette la campagna di Hillary Clinton 2016. Poi ci fu il progetto Basta, come “Basta coi piani della CIA in Africa” col suo portavoce George Clooney, fondato da Smith e famigerato per aver qualche volta avuto il coraggio di sdegnarsi per qualche crimine in Africa, spesso questione di molto tempo fa. Il nome John Prendergast allarma?
Smith dimostrò il suo valore nel 1998-2000 alla Mafia dei Clinton come capo dell’ufficio Africa al Consiglio di sicurezza nazionale di Tony Lake, consigliere per la sicurezza nazionale di Clinton, quando il governo etiopico del gangster Meles Zenawi invase l’Eritrea, un crimine di cui l’attuale premier etiopico si è scusato, e che causò 150000 morti e un 40% di rifugiati eritrei; Gayle Smith e Tony Lake volevano mettere in ginocchio l’Eritrea appena indipendente cercando di usare l’Etiopia per il lavoro sporco. E quando la guerra non andò bene presentarono le sanzioni al Consiglio di sicurezza dell’ONU contro l’Eritrea nel 2009, quando Smith ritornò alla Casa Bianca come “mano destra di Barry O’Bomber” e vide che Susan Rice si scatenò all’ONU minacciando e convincendo per avere abbastanza voti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
La storia della maggior parte dei crimini diretti da Gayle Smith è sepolta nelle viscere della comunità d’intelligence degli Stati Uniti, con ancora ignoto atti di sabotaggio e destabilizzazione commessi dagli “umanitari” che lavorano per l’USAID nei luoghi politicamente problematici del pianeta. Una cosa è certa, quando attivisti celebri come Bono e George Clooney sono nel terzo mondo, chi beneficia della loro beneficenza dovrebbe fare attenzione ai lupi celebri travestiti da pecore.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
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