giovedì 7 marzo 2019

Accaduto nel silenzio " manifestanti si scontrano con la brutale repressione poliziesca a Cauca, in #Colombia" (18 campesinos feriti)



Il 28 febbraio diversi manifestanti, cittadini, insegnanti, contadini e membri di diverse organizzazioni sociali, si sono scontrati con una brutale repressione poliziesca nella città di Popayan, nel dipartimento di Cauca, in Colombia.

Nell'ambito dello sciopero illimitato regionale, i manifestanti hanno bloccato con dei camion l'autostrada panamericana tra Popayan e Pasto per circa sei ore. Per liberare l'autostrada, la Squadra mobile anti-disordini (ESMAD), unità speciale di polizia nazionale, ha usato potenti contromisure e gas lacrimogeni per disperdere la folla. Diversi manifestanti hanno subito lesioni e quattro sono stati arrestati. Un contadino della National Association of Peasants of Colombia (ANUC), è stato ferito al volto e immediatamente portato in un centro di assistenza sanitaria.

La sera, decine di persone hanno manifestato davanti all'ufficio del procuratore generale per chiedere il rilascio dei manifestanti arrestati e per respingere le misure repressive utilizzate contro le persone che protestavano pacificamente.

Più di 16.000 insegnanti e 6.000 contadini di Cauca hanno iniziato lo sciopero a tempo indefinito il 25 febbraio. Hanno marciato verso il Parco di Caldos, situato nel centro della città, chiedendo che il governo nazionale si conformi agli accordi per garantire i diritti fondamentali come la salute, l'istruzione e alloggi per tutti. Hanno anche chiesto la protezione dei leader sociali e contadini che vengono ripetutamente presi di mira e uccisi dalle forze paramilitari.

Lo sciopero è stato convocato dal Consiglio per i diritti umani per la difesa della vita e del territorio, un'organizzazione ombrello che comprende l'ANUC, l'Associazione degli istituti educativi e dei lavoratori di Cauca (ASOINCA) e altri movimenti sociali, come il Congreso de los Pueblos e l'associazione Hogar Digno Hogar.

Nilson Liz, presidente dell'ANUC, ha dichiarato che lo sciopero continuerà fino a quando non verranno risposte chiare dal governo.

L'incidente dimostra che il governo di destra del Centro Democratico, guidato dal presidente Iván Duque, ancora una volta non è riuscito a mantenere la pace nel paese.



Resistenze.org  Traduzione a cura del Centro di Cultura e 

Documentazione Popolare



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martedì 22 gennaio 2019

Colombia #FARC : VERITA' SCOMODE / VERDADES INCÓMODAS




Sono stati almeno dodici minuti buoni in un programma di nove ore in totale, il saluto che Iván Márquez ha rivolto alla XXIV Conferenza Rosa Luxemburg a Berlino sabato 12 gennaio e hanno causato un grande polverone in Colombia. Marquez fu il principale negoziatore della guerriglia FARC nei negoziati di pace dell’Avana tra il 2012 e il 2016.
Nella sua dichiarazione, dopo il tributo alla lotta di Rosa Luxemburg, ha fatto una rassegna "scoraggiante" sull’applicazione dell'accordo firmato alla fine di 2016 tra le FARC ed il governo colombiano.
Dalla firma, oltre 400 leader sociali ed almeno 85 guerriglieri sono stati assassinati nel paese. "L' Accordo prevedeva l’ allontanamento delle armi dalla politica, ma queste continuano ad essere utilizzate per lo sterminio fisico degli oppositori", ha affermato Iván Márquez
Marquez ha detto che nell’aprile passato non poteva occupare il seggio al senato colombiano che gli spettava secondo gli accordi di pace, a causa di mancanza di garanzie e sicurezza, di aver abbandonato a metà dell'anno, la zona di concentrazione, dove doveva sperare insieme ad altri ex guerriglieri il processo di reinserimento alla vita civile. Da allora rimane in un posto sconosciuto, che non ha citato nel saluto.
La decisione di Márquez di proteggersi è stata una reazione alla detenzione di un altro membro distaccato del partito FARC, Jesús Santrich, nell’ aprile passato. Santrich oggi è sotto minaccia di estradizione negli Stati Uniti a seguito di supposti contatti con i cartelli della droga, in questo contesto Marquez accusa le autorità colombiane di un “montaggio giudiziale” per arrestare illegalmente Santrich.
Fu un errore delle FARC lasciare le armi prima che la rincorporazione dei guerriglieri alla vita civile fosse assicurata, evidenziò Márquez nel suo messaggio di saluto, "Manuel Marulanda Vélez, lo storico maggiore in capo delle FARC aveva avvertito che le armi dovevano preservarsi come garanzia fino al compimento degli accordi." […]
[..]Davanti a questa gran attenzione il governo di Bogotà si è visto obbligato a dare una risposta pubblica . Emilio Archila, "Alto Consigliere per il” Pos conflicto", ha segnalato che i guerriglieri assassinati ebbero la colpa delle loro morti. "Deplorevolmente la gran maggioranza di loro si era messo in attività illegali", Invece, dei 400 attivisti di gruppi di diritti umani, sindacali e partiti di sinistra, il cui assassinio Márquez aveva posto in rilievo, non parlò Archila nonostante che le sue autorità colombiane affermino che ci furono 172 attivisti di diritti umani e leader di gruppi sociali assassinati, durante il 2018; e di questo non si vede la fine. Già nell'iniziato 2019, secondo una relazione del canale televisivo Telesur , otto membri dei movimenti di opposizione sono stati assassinati, Il giorno 11 gennaio fu trovato il corpo senza vita di Faiber Manquillo, membro del movimento contadino nel dipartimento de Cauca. Era stato dato per scomparso il 27 dicembre .
VERDADES INCÓMODAS
Fueron unos buenos doce minutos en un programa de nueve horas en total, el saludo que Iván Márquez dirigió a la Conferencia Rosa Luxemburgo en Berlín el sábado pasado (12 de enero) y causó un gran revuelo en Colombia. Márquez fue negociador principal de la guerrilla de las FARC, en las negociaciones de paz en La Habana entre 2012 y 2016. En su declaración, después de un tributo a la lucha de Rosa Luxemburgo, hizo una reseña "desalentadora" de la implementación del acuerdo firmado a fines de 2016 entre las FARC y el gobierno colombiano. Desde la firma, más de 400 líderes sociales y al menos 85 guerrilleros han sido asesinados en el país. “El Acuerdo perseguía alejar las armas de la política, pero éstas siguen siendo utilizadas para el exterminio físico de los opositores”, afirma Iván Márquez.
En abril pasado, Márquez declaró que no podría ocupar la curul del senado colombiano que le correspondía según el Acuerdo de paz, debido a la falta de garantías de seguridad. A mediados del año, abandonó la zona de concentración, donde debía esperar junto con otros ex guerrilleros los procesos de reincorporación a la vida civil. Desde entonces permanece en un lugar desconocido, al cual no aludió en el saludo.
La decisión de Márquez de resguardarse fue una reacción a la detención de otro miembro destacado del partido FARC, Jesús Santrich, en abril pasado. Santrich está hoy bajo amenaza de extradición a los Estados Unidos debido a supuestos contactos con carteles de la droga. En este contexto Márquez acusa a las autoridades colombianas de un “montaje judicial" para arrestar ilegalmente a Santrich.
Fue un error de las FARC dejar las armas antes de que la reincorporación de los guerrilleros a la vida civil estuviera asegurada, señaló Márquez en su mensaje de saludo, “Manuel Marulanda Vélez, el histórico comandante en jefe de las FARC había advertido que las armas debían preservarse como garantía del cumplimiento de los acuerdos”.
Después de que la Agencia Bolivariana de Prensa (ABP), la cual difunde información del movimiento insurgente en Colombia, publicara la declaración el sábado en su página, la BBC británica y luego innumerables medios sudamericanos replicaron la declaración. "El ex líder de las FARC regresa de la oscuridad", informó el programa en inglés del canal venezolano Telesur . Pulzo, el portal de internet colombiano, escribe sobre la Conferencia Rosa Luxemburgo: "La reunión, organizada por el diario marxista alemán Junge Welt, fue la excusa perfecta que Márquez pudo encontrar para reaparecer a través del video". También en los noticieros de diversos canales de televisión de Colombia se dio cuenta de la declaración.
Ante esta gran atención el gobierno de Bogotá se vio obligado a hacer pública una respuesta. Emilio Archila, "Alto Consejero para el Posconflicto", señaló que los propios guerrilleros asesinados tuvieron la culpa de sus muertes. La gran mayoría de ellos "lamentablemente volvió a actividades ilegales", afirmó. En cambio, de los 400 activistas de grupos de derechos humanos, sindicatos y partidos de izquierda, cuyo asesinato Márquez igualmente lamentó, no habló Archila pese que las propias autoridades colombianas afirman que hubo 172 activistas de derechos humanos y líderes de grupos sociales asesinados, durante el 2018; y no hay respecto a ésto un final a la vista. Durante el transcurso del recién iniciado 2019, según un informe del canal de televisión Telesur transmitido el sábado, ocho miembros de movimientos de oposición han sido asesinados. El día viernes (11 de enero) se encontró el cuerpo sin vida de Faiber Manquillo, miembro del Movimiento Campesino en el Departamento del Cauca. Había sido reportado como desaparecido el 27 de diciembre.
Agencia Bolivariana de Prensa (ABP)
 El  link del video :

Iván Márquez, Jefe del equipo negociador de las
FARC, saluda la XXIV Conferencia Internacional Rosa Luxemburg (12, Enero,
2019), dirije palabras de homenaje y agradecimiento a Cuba, y habla sobre la
situación en Colombia, ante la perfidia del Estado colombiano frente al Acuerdo
de Paz de la Habana.