giovedì 12 febbraio 2015

Reportaje :Dopo Ayotzinapa, continuano le sparizioni / Después de Ayotzinapa, siguen los desaparecidos




Orlando Oramas Leon*

I 43 studenti di Ayotzinapa  non sono ufficialmente scomparsi, la verità storica è che sono stati privati della libertà e della vita. Così è stato espresso dal procuratore generale messicano, Julio Murillo, però un’altra verità rimane latente, il flagello delle sparizioni continua.

Il titolare della Procura Generale della Repubblica (PGR) ha detto che le sue conclusioni sono basate nel risultato di in insieme di indizi, prove scientifiche, 39 confessioni, 487 indagini e quasi 400 dichiarazioni , “tutti vincolati per ratificare i fatti”.

Ha indicato che ci sono 99 detenuti per cui verrà richiesta la punizione maggiore. Ha anticipato che il PGR chiederà alla giustizia la pena massima di 140 anni di carcere per Felipe Rodriguez, di sopranome El Cepillo, per l’omicidio degli studenti.

Rodriguez era il capo del gruppo dei sicari Guerreros Unidos nella zona di Cocula e dopo la sua detenzione il 15 gennaio scorso ha confessato di aver ordinato l’assassinio degli studenti e la sparizione dei loro resti.

Tomas Zeron, capo dell’agenzia di ricerca criminale del PGR, ha indicato che il delinquente ha riconosciuto aver ricevuto dai poliziotti di Iguala e di Colula, il gruppo degli studenti. Ha detto che alcuni venivano ammanettati, legati e altri colpiti e insanguinati.

Sembra che alcuni di loro siano arrivati morti per asfissia. Il resto è stato giustiziato con uno sparo alla nuca, i loro corpi incinerati e i resti triturati e tirati in borse di plastica nel fiume San Juan, in Guerrero, secondo le prove che sono nelle mani delle autorità messicane.

E’stata una notte di terrore quella dal 26 al 27 settembre scorso, che è cominciata ad Iguala, il cui sindaco, Josè Luis Abarca, ha dato l’ordine alla polizia municipale di reprimere i giovani di Ayotzinapa. Il risultato è stato di sei morti, una ventina di feriti e 43 scomparsi.

Murillo e Zenon hanno sottolineato che le evidenze raccolte nella discarica di Colula, dove è successo il massacro, hanno corroborato le confessioni dei sicari dei giovani.

Per questo si sono fatti esami topografici, entomologici, balistici, fotografici, di  criminologia e genetica, tra gli altri.

Ciò che è capitato ad Iguala ha portato al primo luogo il tema degli spariti, un flagello maggiore che trascende il caso di Ayotzinapa, diventato oggi  una bandiera dai diversi settori della società.

Nella ricerca degli studenti, in Guerriero sono trovate 17 fosse dalle quali sono stati esumati 39 corpi. Solo tre sono stati identificati. Nel municipio Iguala si sono riportate 94 persone.

Specialisti dell’Istituto Messicano dei Diritti Umani e Democrazia (IMDHD), il Comitato Cerezo e la Rete Nazionale degli Organismi Civili dei Diritti Umani hanno indicato che il destino dei 43 studenti dimostra la facilità con cui i delinquenti o i funzionari possono far sparire una persona.

Evidenzia anche le difficoltà e le limitazioni che hanno le autorità per investigare, trovare le vittime e trovare i responsabili.

L’ultima notizia del governo federale sul totale degli scomparsi nel paese indica che ci sono più di 22 mila persone in luoghi sconosciuti. Il dato si ottiene soprattutto sulla base delle denunce della cittadinanza, ma la cifra può essere più elevata.

La direttrice generale dell’Osservatorio Messico Come andiamo?, Viridiana Rios, ha affermato che c’è bisogno di combattere l’insicurezza pubblica e di esercitare lo Stato del Diritto per raggiungere le mete di crescita economica.

Rios ha insistito in che mentre persistano l’insicurezza e anche la corruzione e l’impunità, sarà impossibile infondere la fiducia e la credibilità necessarie per far crescere gli investimenti.

Secondo apprezzamenti del settore imprenditoriale privato, il costo per l’insicurezza raggiunge il 2% del Prodotto Interno Lordo del paese.

Per la Conferenza Episcopale messicana la violenza si è incrementata nelle mani delle organizzazioni criminali responsabili del narcotraffico, dei sequestri, della tratta di persone, del lavaggio di denaro, dell’estorsione e degli assassini.

Il Congresso messicano ha nell’agenda la discussione e l’approvazione di un decalogo presentato dal presidente Enrique Peña Nieto per affrontare il flagello. Tra le sue proposte c’è la creazione di un comando unico a livello degli Stati per le Polizie municipali.

I legislatori dovranno anche mettersi d’accordo per l’adozione di un Sistema Unico Anticorruzione. Tutto ciò alla vigilia delle elezioni di medio termine che si celebreranno in giugno, quando verrà rinnovata la Camera dei Deputati, congressi statali, comuni e nove governi.

L’insicurezza e la corruzione sono aspetti intimamente vincolati che metteranno a prova sia il potere legislativo come quello esecutivo, quando lo scontro tra di loro è una delle maggiori preoccupazioni e reclami nella società messicana.

Ayotzinapa non è finita, gli scomparsi continuano in luoghi sconosciuti e la lista non ha ancora il punto finale.

*corrispondente di Prensa Latina in Messico

Tratto da


Después de Ayotzinapa, siguen los desaparecidos


Orlando Oramas León/ Especial Prensa Latina 
Los 43 normalistas de Ayotzinapa ya no están oficialmente desaparecidos, la verdad histórica es que fueron privados de la libertad y de la vida. Así se expresó el procurador general mexicano, Julio Murillo, pero otra verdad quedaba latente: el flagelo de los desaparecidos continúa.
El titular de la Procuraduría General de la República (PGR) dijo que sus conclusiones están basadas en el resultado de un conjunto de indicios, pruebas científicas, 39 confesiones, 487 peritajes y casi 400 declaraciones, "todos vinculados para ratificar los hechos".
Apuntó que hay 99 detenidos para los cuales se solicitará el castigo máximo. Adelantó que la PGR pedirá a la justicia la pena máxima de 140 años de cárcel para Felipe Rodríguez, alias El Cepillo, por el homicidio de los normalistas. Rodríguez era jefe de sicarios del grupo criminal Guerreros Unidos en la zona de Cocula y tras su detención el 15 de enero pasado confesó haber ordenado el asesinato de los estudiantes y la desaparición de sus restos.

Tomás Zerón, jefe de la agencia de investigación criminal de la PGR, apuntó que el delincuente reconoció haber recibido de policías de Iguala y Cocula al grupo de normalistas. Dijo que algunos venían esposados, otros amarrados y varios golpeados y ensangrentados.
Algunos de los normalistas llegaron muertos al parecer por asfixia. El resto fue ultimado con un tiro en la nuca, sus cuerpos incinerados y los despojos luego triturados y tirados en bolsas de basura al río San Juan, en Guerrero, según las pruebas en manos de las autoridades mexicanas.
Fue una noche de terror la del 26 al 27 de septiembre pasado, que comenzó en Iguala, cuyo alcalde, José Luis Abarca, dio la orden a la policía municipal de reprimir a los jóvenes de Ayotzinapa. El resultado fue de seis muertos, una veintena de heridos y 43 desaparecidos.
Murillo y Zerón subrayaron que las evidencias recolectadas en el basurero de Cocula, donde ocurrió la masacre, corroboran las confesiones de los victimarios de los jóvenes. Para ello se practicaron exámenes topográficos, entomológico, balístico, fotográficos, de criminalística, genética, entre otros.

Lo que ocurrió en Iguala trajo a primer plano el tema de los desaparecidos, un flagelo mayor que trasciende el caso Ayotzinapa, convertido hoy en bandera por diversos sectores de la sociedad mexicana. En la búsqueda de los normalistas, en Guerrero fueron encontradas 17 fosas de las que se exhumaron 39 cuerpos. Solo tres han podido ser identificados. El municipio Iguala tiene reportadas a 94 personas.
Especialistas del Instituto Mexicano de Derechos Humanos y Democracia (IMDHD), el Comité Cerezo y la Red Nacional de Organismos Civiles de Derechos Humanos señalan que la suerte de los 43 normalistas refleja la facilidad con la que delincuentes o funcionarios pueden desaparecer a una persona. También evidencia las dificultades y limitaciones que tienen las autoridades para investigar, encontrar a las víctimas y detener a los responsables.
El último reporte del gobierno federal sobre el total de desaparecidos en el país indica que hay más de 22 mil personas en paradero desconocido. El dato se toma sobre todo sobre la base de las denuncias ciudadanas, pero la cifra puede ser mayor.
La directora general del Observatorio México ¿Cómo Vamos?, Viridiana Ríos, aseveró que es necesario combatir la inseguridad pública y ejercer el Estado de Derecho para alcanzar las metas de crecimiento económico. Ríos insistió en que mientras persistan la inseguridad, y también la corrupción y la impunidad, será imposible generar la confianza y la credibilidad necesarias para hacer crecer las inversiones.
Según apreciaciones del sector empresarial privado, el costo por inseguridad alcanza el dos por ciento del Producto Interno Bruto del país. Para la Conferencia Episcopal Mexicana la violencia se ha incrementado a manos de organizaciones criminales responsables de narcotráfico, secuestro, trata de personas, lavado de dinero, extorsión y ejecuciones.
Una encuesta del Instituto Nacional de Estadística y Geografía indica que la percepción de inseguridad alcanza a casi el 70 por ciento de la población, que incluso se ha visto obligada a cambiar sus costumbres para ponerse a salvo. El Congreso mexicano tiene en agenda la discusión y aprobación de un decálogo presentado por el presidente Enrique Peña Nieto para enfrentar el flagelo. Entre sus propuestas está la creación de un mando único a nivel de los estados para las policías municipales.
Los legisladores deberán también ponerse de acuerdo para la adopción de un Sistema Único Anticorrupción. Todo ello en vísperas de las elecciones de medio término a celebrarse en junio, cuando se renovará la Cámara de Diputados, congresos estatales, ayuntamientos y nueve gobernaciones.
Inseguridad y corrupción son temas íntimamente vinculados y que pondrán a prueba tanto al poder legislativo como al ejecutivo, cuando su enfrentamiento resulta de las mayores preocupaciones y reclamos en la sociedad mexicana. Ayotzinapa no ha terminado, los desaparecidos siguen en paradero desconocido y la lista no tiene punto final.

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